Commozione, dolore e rabbia. Stamane l'ultimo saluto ad Annuccia, Guglielmo e Nunziatina Di Maggio
La chiesa del Sacro Cuore non è riuscita a contenere la folla di persone. Migliorano le condizioni di Nino, il piccolo rimasto ferito nell'incidente.
La chiesa del Sacro Cuore non è riuscita a contenere la folla di persone. Migliorano le condizioni di Nino, il piccolo rimasto ferito nell'incidente.

Una folla commossa si è radunata stamane nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel centralissimo Corso Matteotti, per dare un ultimo saluto a Guglielmo Di Maggio, alla moglie Nunziatina Natoli e alla loro piccola Annuccia di appena sette anni, morti tragicamente sabato pomeriggio sull'autostrada A20 Messina-Palermo, all'interno della galleria "Battaglia" tra Castelbuono e Cefalù. A presiedere il rito funebre il parroco don Giuseppe Di Martino insieme a diversi sacerdoti delle parrocchie cittadine. In chiesa accanto ai feretri posti ai piedi dell'altare c'erano anche i compagni di scuola della piccola Anna. Le sono voluti stare accanto per un'ultima volta. Anche se ancora piccini, sanno che porteranno per sempre nel cuore il ricordo della loro amichetta, il suo dolce sorriso. Al momento dell'offertorio i bambini hanno voluto poggiare un fiore ciascuno sulla piccola bara bianca contenente il corpo mortale di Annuccia; un gesto semplice, come sono i bambini, ma dal grande significato. All'uscita dei feretri dalla chiesa, gli stessi bambini hanno lanciato dei palloncini bianchi in aria per accompagnare Anna insieme alla sua mamma e al suo papà in questo loro ultimo viaggio in cielo. Il corteo funebre ha poi preso la strada alla volta di Palermo. Nella chiesa della Madonna del Rosario di Boccadifalco è stata allestita la camera ardente per un momento di preghiera. Domani, invece, le salme saranno tumulate nel cimitero di San Martino delle Scale.
Il piccolo Nino, intanto, l'altro figlio di cinque anni della famiglia Di Maggio rimasto vivo nel pauroso incidente, ma gravemente ferito, si trova ricoverato nell'Ospedale dei bambini di Palermo. "Il piccolo è ancora sedato, ma le condizioni sono stabili - dice il direttore sanitario dell'Ospedale dei Bambini, Giorgio Trizzino - Domani sarà sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per ricomporre le fratture agli arti e al cranio. Le sue condizioni migliorano e credo che ce la farà a riprendersi".
Prognosi riservata, invece, per Amedeo Cattarinich e Rosa Insana, rispettivamente 74 e 75 anni, la coppia che viaggiava sull'altra vettura coinvolta nell'incidente. E oggi a Misilmeri in provincia di Palermo, c'è stato il funerale di Rosario Sucato, 26 anni, l'autista dell'auto compattatore finito di traverso dentro la galleria provocando l'incidente in cui hanno perso la vita la famiglia Di Maggio. E la polizia stradale sta intanto vagliando le dinamiche dell'incidente. A quanto pare l'ipotesi più accreditata è quella di un colpo di sonno dell'autista dell'auto compattatore.
Ma ritornando al funerale, stamane all'esterno della chiesa del Sacro Cuore di Gesù erano tantissime le persone che, in silenzio, con la sola presenza desideravano salutare questa famiglia. Alcuni non conoscevano neppure i Di Maggio. Tanti giovani, tante mamme affrante dal dolore per la morte di un piccolo angelo che rappresenta la figlia di ognuno di noi. Il dolore delle famiglie Di Maggio-Natoli è diventato il dolore di tutti. Questo lutto ha colpito profondamente tutta la città indistintamente. E per un paio di giorni la gente ha dimenticato i rancori, ha smesso di criticare o di parlare a vanvera; gran parte della città tra ieri pomeriggio e stamane ha varcato la soglia della chiesa del Sacro Cuore per salutare questa famiglia prematuramente scomparsa. Da domani la vita ritornerà alla normalità; c'è chi non sa cos'altro fare se non sparlare di questo o di quello, chi criticherà sempre tutto e tutti, e invece chi da domani guarderà alla vita in modo diverso. Ha davvero senso continuare a litigare, a farsi la guerra, magari per cose di poco conto? La vita è un dono, e spesso ce ne dimentichiamo. Sprechiamo il nostro tempo in discussioni inutili, in stupidi litigi, invidiosi di questo e di quello, dimenticando le cose e le persone che davvero contano. La morte di Guglielmo, di Nunziatina e soprattutto di questo piccolo angelo Annuccia strappata a questo mondo così in giovane età, ci ha aiutato a farci riflettere sul senso vero della vita.
