Skip to main content

Cronaca

La discarica di Litto brucia da 14 giorni - Rischio disastro ambientale

ImageBen 14 giorni da quando le fiamme hanno interessato la zona di Monte Lito. La discarica da quel giorno emana fumo, tutto diossina tossica, causato da una combustione che cova all'interno della discarica.
| Redazione | Cronaca

@ Pattionline

ImageBen 14 giorni da quando le fiamme hanno interessato la zona di Monte Lito. La discarica da quel giorno emana fumo, tutto diossina tossica, causato da una combustione che cova all'interno della discarica.

ImageNell’indifferenza più totale degli organi preposti brucia da quattordici giorni la discarica di Rocche Litto, chiusa dal dicembre del 1990.

Dopo l'incendio, e dopo che i media nazionali sono andati via, nessuno si è visto in quella zona, e prova ne è il fatto che giorno dopo giorno le colonne di fumo che fuoriescono dall’ammasso di rifiuti solidi urbani, aumentano sempre più rendendo l’area irrespirabile, anche a molti metri di distanza a causa del vento che in quella zona soffia costante e spinge il fumno lontano.

ImageNon si tratta di un incendio doloso. Le cause sono riconducibili all’incendio che due settimane fa ha interessato l’agriturismo “Il Rifugio del Falco”, in cui persero la vita quattro persone, Caterina Tina Scaffidi, Costantino Cucinotta, Lucia Natoli e Giuseppe Bonpensiero, e ne rimasero ferite una decina.

La ex discarica subcomprensoriale di “Rocche Litto”, in cui confluivano i rifiuti dei comuni dell’hinterland pattese, si trova a circa cento metri dal cancello d’ingresso dell’agriturismo. La zona sembra essere un immenso terreno vulcanico da cui si sprigionano colonne di fumo. All’esterno, infatti, non si notano focolai, il fuoco cova nel sottosuolo, all’interno della discarica, sprigionando i fumi tossici.

ImageSecondo Legambiente, in questi casi “i problemi per la salute pubblica sono notevoli, in quanto le diossine sono estremamente tossiche, anche a basse concentrazioni e le molecole di questi composti sono estremamente resistenti e quindi una volta immesse nell’ambiente ne inquinano tutti i cicli vitali e si diffondono ovunque: aria, acqua e terreno sono contaminati. Ma la modalità di esposizione più importante, secondo gli ambientalisti, è quella alimentare, infatti la loro tossicità è legata soprattutto al fenomeno della bioaccumulazione attraverso la catena alimentare e può comportare danni al sistema immunitario, al sistema riproduttivo e possono essere cancerogeni”.

ImageGli abitanti delle frazioni colpite dai roghi, vicine alla discarica, intanto, preannunciano mobilitazioni di massa, poiché hanno notato che i riflettori si sono spenti con la partenza dei media nazionali, e prova ne è la situazione della discarica che brucia da due settimane senza che nessuno, e stavolta non si può incolpare la protezione civile nazionale, si sia più fatto vedere in quella zona o abbia verificato dopo l’incendio le condizioni della discarica.

Non si esclude che sulla vicenda la magistratura apra un inchiesta per accertare responsabilità ed omissioni, che alla luce dei fatti narrati sembrano scontate. L zona che brucia, infatti, non è stata ancora bonificata, come è invece avvenuto con la vasca superiore, non interessata dai fumi.