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Cronaca

Patti: Mancato trattamento dei reflui, i 5 stelle presentano denuncia in Procura

L'Italia era stata già condannata nel 2012 e nel 2014. Nei giorni scorsi una nuova procedura di infrazione della Commissione europea.

| Domenico Pantaleo | Cronaca

@ Pattionline

L'Italia era stata già condannata nel 2012 e nel 2014. Nei giorni scorsi una nuova procedura di infrazione della Commissione europea.

La deputata Cinquestelle alla Camera Claudia Mannino e altri 12 deputati nazionali del Movimento (Azzurra Cancelleri, Chiara Di Benedetto, Giulia Di Vita, Francesco D’Uva, Giulia Grillo, Marialucia Lorefice, Loredana Lupo, Maria Marzana, Riccardo Nuti, Gianluca Rizzo, Alessio Villarosa e Stefano Vignaroli) hanno presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Patti relativa anche alle condanne subite dall’Italia da parte della Corte di giustizia europea per l’inosservanza delle normative in materia di trattamento dei reflui in parecchi agglomerati siciliani, tra questi anche Patti (procedura di infrazione C 565-10 del 19 luglio 2012). Le denunce, presentate nelle relative procure di appartenenza, riguardano complessivamente 175 agglomerati siciliani.

“I diversi contenziosi e le diverse sentenze dell’Europa nei confronti dell’Italia in materia di acque reflue urbane – dice Claudia Mannino - non possono lasciarci inerti. Proprio per questo – e considerando che centinaia di agglomerati oggetto degli ammonimenti della Commissione europea, si trovano proprio in Sicilia – abbiamo inviato una segnalazione a tutte le procure della Repubblica competenti per il territorio siciliano. In particolare chiediamo alla magistratura di accertare se nei fatti esposti, ed in modo particolare nelle condotte che hanno determinato le condanne dell’Italia da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nel 2012 e nel 2014 e la nuova procedura di infrazione, ricorrano ipotesi di reato perseguibili penalmente”.

“Conseguentemente – continua la Mannino – chiediamo di procedere, per i reati eventualmente accertati, nei confronti dei responsabili delle violazioni della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane”.

“La nostra denuncia – conclude la deputata - è da ritenersi doverosa per consentire alle Procure di muoversi per tempo, onde evitare rischi di prescrizione, come potrebbe accadere, ad esempio, per la questione relativa alla costruzione di 4 inceneritori che vide la Procura di Palermo avviare un’indagine solo nel 2010, su precisa denuncia dell’ex assessore Pier Camillo Russo, mentre la Magistratura poteva già muoversi nel 2007, quando la Corte di Giustizia europea dichiarò nullo il bando di gara per la realizzazione dei termovalorizzatori”.