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Cronaca

“Patti & Affari”, tre indagati su sette rispondono alle domande del giudice

Gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere per permettere ai legali di studiare le carte.

| Domenico Pantaleo | Cronaca

@ Pattionline

Gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere per permettere ai legali di studiare le carte.

Si sono svolti questa mattina nell’aula D del tribunale di Patti gli interrogatori di garanzia di Michele Cappadona, Giuseppe Busacca, Giuseppe Pizzo, Salvatore Colonna, Tindaro Giuttari, Luciana Panissidi e Carmelo Zeus, raggiunti da misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Patti & Affari”, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione, turbata libertà degli incanti, frode in pubblici servizi, abuso induttivo e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il primo a essere interrogato dal gip Ines Rigoli alla presenza del pubblico ministero Rosanna Casabona, è stato Totò Colonna, dipendente del Comune di Patti, difeso dall’avv. Mariella Sciammetta. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il proprio legale, nel preannunciare ricorso al tribunale della Libertà di Messina per la revoca della misura cautelare, ha sottolineato di avere bisogno di più tempo per “consultare in maniera adeguata gli atti e ribattere alle accuse che gli vengono contestate”.

L’imprenditore del sociale Giuseppe Busacca, invece, difeso dagli avvocati Giovanni Pino e Tommaso Calderone, ha risposto a tutte le domande che gli sono state rivolte, nel tentativo di chiarire la propria posizione e dimostrare la propria estraneità ai reati contestati.

L’imprenditore Michele Cappadona, difeso dall’avv. Francesco Pizzuto, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni il legale valuterà se chiedere la revoca della misura cautelare al tribunale della Libertà.

L’altro imprenditore del sociale, il pattese Pippo Pizzo, difeso dagli avvocati Nino Favazzo e Antonio Amata, si è avvalso anch’esso della facoltà di non rispondere per permettere ai legali di studiare la gran mole di fascicoli e di organizzare al meglio la linea difensiva. Entro i termini previsti dal codice, i legali presenteranno al tribunale della Libertà l’istanza di revoca della misura cautelare.

Non si è svolto, invece, l’interrogatorio di Tino Giuttari, poiché assente per motivi di salute. Il proprio difensore, l’avv. Sandro Pruiti, ha comunicato che il proprio assistito ha deciso di rinunciare all’interrogatorio di garanzia, e che nei prossimi giorni sarà presentata l’istanza di revoca della misura cautelare.

La dottoressa Luciana Panissidi, responsabile dell’area Promozione Umana del Comune di Patti, assistita dall’avv. Alberto Gulino, ha invece risposto a tutte le contestazioni mossegli, fornendo tutta una serie di elementi per chiarire la propria posizione, escludendo il proprio coinvolgimento nella vicenda. Per quanto riguarda la richiesta di revoca della misura cautelare, l’avv. Gulino attende di leggere prima tutti gli atti e poi deciderà sul da farsi.

L’ultimo a essere interrogato è stato Carmelo Zeus, impiegato del Comune di Piraino. Anch’esso, difeso dall’avv. Salvatore Cipriano, ha fornito una serie di elementi per dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati.