Condanne per 63 anni di carcere nell'inchiesta sui capi di abbigliamento contraffatti
Parte degli imputati vennero arrestati nel dicembre del 2008 da carabinieri e guardia di finanza di Patti. 14 milioni di euro l'evasione accertata dagli inquirenti.
Parte degli imputati vennero arrestati nel dicembre del 2008 da carabinieri e guardia di finanza di Patti. 14 milioni di euro l'evasione accertata dagli inquirenti.
Dopo quasi dieci ore di camera di consiglio, alle ore 21:45, il collegio giudicante del tribunale di Patti, presidente Maria Pina Lazzara, giudici Ines Rigoli e Giuseppe Turrisi, ha pronunziato la sentenza nei confronti delle persone imputate nel processo scaturito dall’indagine denominata “Panni sporchi” portata a termine da carabinieri e guardia di finanza all’alba del 3 dicembre del 2008. Ammontano a quasi 63 anni di carcere le condanne inflitte questa sera a 19 persone su 21 rinviate a giudizio che risultavano indagate nell’inchiesta con l'accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e commercializzazione di capi di abbigliamento contraffatti, alla dichiarazione dei redditi fraudolenta e infedele, all'occultamento o distruzione di documenti contabili, nonchè alla bancarotta fraudolenta.
I giudici hanno condannato Giovanni Accetta a 8 anni di reclusione; Massimo Accetta, 3 anni e 6 mesi di reclusione; Carmelo Alesci, 5 anni e 6 mesi di reclusione; Alessandro Amirante, Luigi Amirante e Oreste Belluomo, 1 anno e 8 mesi di reclusione ciascuno oltre al pagamento di 1.500 euro di multa, pena sospesa e non menzione; Giovanbattista Capitti, 3 anni di reclusione e 2.000 euro di multa; Giovanni Catania, 4 anni e 6 mesi di reclusione e 2.000 euro di multa; Teresa Collorafi, 1 anno di reclusione e 2.500 euro di multa, pena sospesa e non menzione; Enrico Costabile, 2 anni e 6 mesi di reclusione e 3.000 di multa; Sostine De Luca, 4 anni e 6 mesi di reclusione; Nunzio Di Santo, 5 anni di reclusione; Mario Franco Di Stefano, 5 anni di reclusione; Orlando Ferragina, 2 anni e 6 mesi di reclusione; Antonio Fiorillo, 2 anni e 6 mesi di reclusione; Mario Salvatore Martino, 4 anni di reclusione; Basilio Mondello classe 1974, 3 anni di reclusione; Antonino Olivo, 1 anno e 4 mesi di reclusione e 2.500 euro di multa; Mario Visalli, 1 anno e 6 mesi di reclusione, pena sospesa.
Assolto per non aver commesso il fatto Pasqualino (Nuccio) Di Santo.
I giudici hanno inoltre dichiarato interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e legalmente incapaci per tutta la durata della pena Giovanni Accetta, Carmelo Alesci, Nunzio Di Santo e Mario Di Stefano. Interdetti dai pubblici uffici per la durata di anni 5 Massimo Accetta, Giovanbattista Capitti, Giovanni Catania, Sostine De Luca, Mario Salvatore Martino e Basilio Mondello. Gli imputati Accetta Giovanni, Catania, Collorafi, De Luca, Di Stefano, Ferragina, Martino, Olivo e Mondello, sono stati inoltre condannati al risarcimento del danno in favore di Hugo Boss Trade Mark Management GMBH & Co, da liquidarsi in separata sede, oltre al pagamento delle spese processuali. Condannati al risarcimento dei danni in favore della curatela del fallimento Valery, oltre al pagamento delle spese legali ammontanti a 5.500 euro, gli imputati Accetta Giovanni, Accetta Massimo, Alesci, Catania, De Luca, Di Santo, Di Stefano, Ferragina, Martino e Mondello. Accetta Giovanni, Alesci, Catania, Collorafi, De Luca, Di Santo, Di Stefano, Ferragina, Martino, Mondello e Olivo, dovranno risarcire anche la Alviero Martini s.p.a., l’ammontare del danno sarà deciso in sede civile, e pagare le spese processuali che ammontano a 4.500 euro.
Per alcuni capi di imputazione è intervenuta la prescrizione, mentre per altri alcuni degli imputati sono stati assolti.
Alla lettura della sentenza erano presenti il pubblico ministero Rosanna Casabona, alcuni degli imputati e i legali.
I giudici, che si sono riservati 90 giorni per il deposito delle motivazioni, hanno ordinato la pubblicazione della sentenza sui quotidiani Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia.
