Avrebbe diffamato l’ex consigliere comunale Pasqualino La Macchia.

L’ex comandante della polizia municipale di Patti, Castrense Ganci, è stato citato a giudizio nell’udienza che si terrà il prossimo 9 luglio dinanzi al giudice Rita Sergi del tribunale di Patti, per rispondere di diffamazione aggravata nei confronti dell’ex consigliere comunale Pasqualino La Macchia.

L’esponente del Pd in seno al Consiglio comunale, nonché sottufficiale della Guardia di Finanza, aveva presentato una querela contro l’ex dirigente dei Vigili urbani, poiché si era sentito offeso da un post pubblicato su Facebook dallo stesso Ganci, due giorni dopo una riunione del Civico consesso, nel corso della quale La Macchia aveva chiesto al sindaco Aquino di “valutare l’opportunità di non attendere la scadenza naturale della convenzione che legava il Comune di Patti al sig. Comandante dei Vigili Urbani – Commissario Capo dott. Castrense Ganci fino al 31/12/2014, ma di provvedere alla revoca immediatamente”. Il post ritenuto diffamatorio, invece, che era chiaramente indirizzato al consigliere La Macchia, così recitava: “un consigliere comunale chiede al Sindaco la testa del Comandante, subito e non a fine incarico, il 31.12! Il consigliere deve stare tranquillo, perché da qui a fine anno non ci saranno controlli a bische clandestine causa mancanza di soffiate!!!”. Nel post di Facebook appariva chiaro il riferimento a un procedimento penale cui era stato sottoposto proprio La Macchia ben 15 anni prima, nel 1999, e di cui Ganci a quanto pare era a conoscenza, e che si era concluso con l’assoluzione.

Il pubblico ministero Francesca Bonanzinga, a conclusione delle indagini preliminari, riconoscendo la fondatezza dell’esposto presentato da La Macchia, ha quindi disposto la citazione a giudizio del comandante Ganci.

Nonostante la breve permanenza al comando della polizia municipale, sono diversi i procedimenti penali che vedono imputato l’ex comandante. L’ultimo processo che riguarda Ganci risale al novembre dello scorso anno. Il giudice di Pace di Patti, Giulia Saitta, lo ha condannato per il reato di diffamazione nei confronti di tre suoi sottoposti, gli assistenti di polizia municipale Graziella Giordano, Maria Rita Lo Vercio e Franco Pettina. I tre ex vigili urbani a seguito dei contrasti con il comandante Ganci erano stati trasferiti in altri settori. Nonostante il primo grado di giudizio sia loro favorevole, nessuno ha ancora provveduto a reintegrarli nelle loro originarie mansioni, quelle cioè di polizia locale, nonostante il corpo dei vigili urbani di Patti sia da tempo sotto organico, con un numero di persone che quasi non riescono a coprire tutti i turni di lavoro, creando pertanto un disservizio alla cittadinanza.

Sinceramente è inspiegabile il perché si perda ancora tempo, e non si provveda immediatamente a riportare al comando dei vigili urbani i tre contrattisti. Probabilmente la spiegazione è fin troppo semplice, e noi non riusciamo a comprenderla.

Il Portale PattiOnLine.it utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.