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Cronaca

Bimbo cade dal palco in piazzetta Marinoti, sequestrata l'area

Il Comune vieta il pallone in piazza, ma ha lasciato un palco accessibile ai bambini. Il bimbo è ora in gravissime condizioni.

| Domenico Pantaleo | Cronaca

@ Pattionline

Il Comune vieta il pallone in piazza, ma ha lasciato un palco accessibile ai bambini. Il bimbo è ora in gravissime condizioni.

Sono ore di apprensione a Patti per le condizioni di un bambino rimasto gravemente ferito ieri, sabato, nel tardo pomeriggio, nella piazzetta dei Marinoti, nella frazione Marina. Il piccolo stava giocando con la propria bicicletta sul palco modulare ancora installato nella piazza quando è caduto, riportando gravissimi traumi.

Sul posto è intervenuta un'ambulanza del 118, che ha prima trasportato il bambino all'ospedale "Barone Romeo" di Patti. Viste le condizioni, è stato poi disposto il trasferimento in codice rosso, con elisoccorso, al Policlinico di Messina.

Sono intervenuti anche gli agenti di polizia giudiziaria del locale commissariato, che hanno proceduto al sequestro d'urgenza del palco e dell'area dell'incidente. Spetterà ora all'autorità giudiziaria ricostruire l'accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Una domanda, tra i residenti, sorge spontanea: come è possibile che quel palco fosse ancora lì? La struttura era stata installata per un evento sportivo concluso domenica 27 settembre. A distanza di una settimana, però, era ancora al suo posto, in una piazza frequentata ogni giorno da famiglie e bambini.

Per giorni, raccontano i cittadini, il palco è diventato un'attrazione. La pedana, raggiungibile in bicicletta, si prestava a essere usata come un trampolino: si sale, si scende, si ripete. Nessun ostacolo, nessuna transenna, nessun avviso di pericolo. Possibile che nessuno, dal Comune, se ne sia accorto?

Sarebbe un errore, adesso, spostare lo sguardo sui più piccoli. I bambini fanno i bambini: davanti a una rampa, a un gradino, perfino a un cumulo di terra, salgono con la bici. Lo hanno sempre fatto, tutti. Il problema sono gli adulti: chi aveva il compito di smontare la struttura e non l'ha fatto, e chi aveva il dovere di vigilare e non ha vigilato.

C'è poi un paradosso che i cittadini, soprattutto i genitori dei bambini, ricordano bene. In quella stessa piazza il Comune ha fatto apporre un cartello che vieta di giocare a pallone, a tutela, si presume, della sicurezza e del decoro del luogo. Se il pallone è vietato, com'è stato possibile lasciare per giorni un palco accessibile a chiunque? Perché non è stata almeno transennata l'area, per impedire l'accesso anche ai più piccoli, che grazie alla pedana potevano salire, cadere e farsi male?

Non possiamo, infine, non aggiungere una nota amara. Avevamo intenzione di scrivere proprio di questo lunedì mattina: diversi cittadini ci avevano segnalato la pericolosità del palco, usato dai bambini come gioco. Non abbiamo fatto in tempo.

Non è la prima volta che strutture montate per eventi pubblici vengono rimosse con settimane di ritardo. Avevamo già denunciato i pali dell'illuminazione artistica per la festa di Santa Febronia, rimasti in strada per oltre un mese e fonte di pericolo per i cittadini. Stessa disattenzione, stesso modo di intendere la cosa pubblica. Questa volta, purtroppo, l'epilogo è stato ben diverso. Vorremmo sapere se anche in questo caso ci sarà qualcuno pronto a chiederci che fastidio possa dare un palco non smontato.

Sarà la magistratura a stabilire se vi siano state omissioni e di chi. Ma sul piano politico e amministrativo le domande sono già sul tavolo: chi doveva rimuovere il palco e quando? Chi doveva controllare? Esisteva un'ordinanza o un'autorizzazione con una data di rimozione? In un Paese dove la responsabilità pubblica avesse un peso, qualcuno, a partire dai vertici dell'amministrazione, sarebbe già chiamato a risponderne, anche con le dimissioni.

Intanto, la comunità di Patti si stringe attorno al piccolo e ai suoi familiari, nella speranza di buone notizie dal Policlinico di Messina.

La redazione è a disposizione dell'Amministrazione comunale per ogni replica o precisazione che riterrà necessaria, che sarà pubblicata con la massima evidenza.