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Cronaca

Scippo sul lungomare - arrestati due catanesi

Stava gustando un gelato sul lungomare di Marina di Patti la turista svizzera scippata ieri pomeriggio da un rapinatore catanese in trasferta.

Intorno alle 15 una donna di 49 anni era seduta al tavolo di un locale del lungomare di Patti, quando un giovane le si è avvicinato e le ha strappato con forza il marsupio, provocandole un trauma contusivo all'arto superiore destro, giudicato guaribile in 14 giorni.

Dopo lo scippo il marito della donna ha tentato, insieme ad alcuni ragazzi che in quel momento si trovavano sul lungomare, ad inseguire il malfattore, ma il giovane scippatore è riuscito a salire a bordo di una Renault Twingo che lo aspettava sulla via Zuccarello col motore acceso, e a dileguarsi in direzione Gioiosa Marea.

Tabacco PaoloA quel punto un giovane che aveva assistito allo scippo si è messo alla ricerca della vettura, a bordo della proprio moto.

Giunto in località Saliceto il ragazzo ha incrociato una pattuglia della Polizia ed ha raccontato l'accaduto. L'inseguimento è quindi andato avanti. Un Poliziotto, per raggiungere con più facilità gli scippatori, considerato l'enorme traffico veicolare che in quel momento vi era sulla strada nazionale direzione Palermo, è salito a bordo della moto, riuscendo ad intercettare e fermare la Renault Twingo in località San Giorgio di Gioiosa Marea.

Sulla vettura oltre al rapinatore, Paolo Tabacco, 22 anni di Catania, già noto alle forze dell'ordine per un 'altro episodio di rapina, c'era anche il complice alla guida dell'auto, Vito Danilo Caputo, 20anni, e le rispettive compagne, oltre ad una bambina di 11 anni.

Vito Danilo CaputoAgli agenti il rapinatore ha consegnato spontaneamente i proventi dello scippo, una macchina fotografica digitale, 45 euro in contanti, le chiavi dell'albergo, due orologi e due telefonini. Per i due catanesi è poi scattato l'arresto in flagranza di reato con l'accusa di rapina impropria aggravata in concorso e lesioni.

Tabacco e Caputo sono stati quindi rinchiusi al carcere di Gazzi a Messina, in attesa del rito direttissimo.

| Redazione | Cronaca

@ Pattionline

Stava gustando un gelato sul lungomare di Marina di Patti la turista svizzera scippata ieri pomeriggio da un rapinatore catanese in trasferta.

Intorno alle 15 una donna di 49 anni era seduta al tavolo di un locale del lungomare di Patti, quando un giovane le si è avvicinato e le ha strappato con forza il marsupio, provocandole un trauma contusivo all'arto superiore destro, giudicato guaribile in 14 giorni.

Dopo lo scippo il marito della donna ha tentato, insieme ad alcuni ragazzi che in quel momento si trovavano sul lungomare, ad inseguire il malfattore, ma il giovane scippatore è riuscito a salire a bordo di una Renault Twingo che lo aspettava sulla via Zuccarello col motore acceso, e a dileguarsi in direzione Gioiosa Marea.

Tabacco PaoloA quel punto un giovane che aveva assistito allo scippo si è messo alla ricerca della vettura, a bordo della proprio moto.

Giunto in località Saliceto il ragazzo ha incrociato una pattuglia della Polizia ed ha raccontato l'accaduto. L'inseguimento è quindi andato avanti. Un Poliziotto, per raggiungere con più facilità gli scippatori, considerato l'enorme traffico veicolare che in quel momento vi era sulla strada nazionale direzione Palermo, è salito a bordo della moto, riuscendo ad intercettare e fermare la Renault Twingo in località San Giorgio di Gioiosa Marea.

Sulla vettura oltre al rapinatore, Paolo Tabacco, 22 anni di Catania, già noto alle forze dell'ordine per un 'altro episodio di rapina, c'era anche il complice alla guida dell'auto, Vito Danilo Caputo, 20anni, e le rispettive compagne, oltre ad una bambina di 11 anni.

Vito Danilo CaputoAgli agenti il rapinatore ha consegnato spontaneamente i proventi dello scippo, una macchina fotografica digitale, 45 euro in contanti, le chiavi dell'albergo, due orologi e due telefonini. Per i due catanesi è poi scattato l'arresto in flagranza di reato con l'accusa di rapina impropria aggravata in concorso e lesioni.

Tabacco e Caputo sono stati quindi rinchiusi al carcere di Gazzi a Messina, in attesa del rito direttissimo.