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Cronaca

Depuratori colabrodo - Controlli dei Carabinieri

Negli ultimi mesi, nell’ambito di una serie di attività disposte dal Comando Provinciale di Messina, la Compagnia Carabinieri di Patti, con il qualificato ausilio del personale dell’ARPA di Messina (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) e con il supporto del Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina, ha effettuato diversi accertamenti in materia ambientale afferenti il monitoraggio della gestione dei reflui urbani di alcuni Comuni della “Costa Saracena”, come noto interessata ad una notevole presenza turistica.

Nel corso delle attività è stata esaminata la documentazione amministrativa riguardante i sottonotati depuratori, e sono stati verificati la funzionalità dei relativi apparati nonché l’impatto dei reflui depurati nei corpi ricettori (mare e torrenti d’acqua dolce).
 
DEPURATORE CONSORTILE DEI COMUNI DI BROLO, PIRAINO E SANT’ANGELO DI BROLO.
 
Le Amministrazioni Comunali di Brolo, Piraino e S.Angelo di Brolo si sono consorziate ed hanno realizzato un depuratore consortile, ubicato nella frazione “Gliaca” del Comune di Piraino, nel quale vengono convogliati i reflui urbani di tutti e tre i Comuni, poi sottoposti ad un procedimento depurativo preliminare all’immissione nelle acque marine antistanti la costa.
Dagli accertamenti tecnico-analitici eseguiti con l’ausilio del personale del dipartimento ARPA della Provincia Regionale di Messina, è emerso che il depuratore consortile in questione, entrato in funzione nel 2008, è risultato essere efficiente e funzionale.
L’esito del campionamento, con prelievi di refluo in entrata ed uscita effettuati in automatico nell’arco di 24 ore, ha evidenziato che tutti i parametri analizzati rientravano nei limiti imposti dalla legge.
Quale fattore di criticità è stata rilevata la mancata suddivisione dei reflui fognari con quelli piovani.
Tra l’altro, la ditta che a luglio di quest’anno si era aggiudicata con pubblico incanto la gestione dell’impianto, ha dimostrato carenze di carattere gestionale, che il Comune di Piraino ha segnalato ai Carabinieri i quali hanno eseguito degli accertamenti e trasmesso un’informativa alla Procura della Repubblica di Patti.
Ad oggi, in via provvisoria, il consorzio ECO 3 ha nuovamente affidato la gestione del depuratore alla società costruttrice, assicurando così la continuità del servizio.
 
DEPURATORE DI GIOIOSA MAREA.
La situazione più critica è sicuramente emersa nell’attività di monitoraggio e controllo del sistema di depurazione dei reflui fognari urbani del Comune di Gioiosa Marea (ME), e del conseguente scarico dei medesimi nelle acque superficiali dell’antistante litorale tirrenico.
Il Comune di Gioiosa Marea effettua lo scarico dei reflui urbani nell’antistante litorale costiero in totale difetto di autorizzazione, essendo oramai scaduta quella rilasciata il 14.04.1989 e non essendosi da allora provveduto al suo rinnovo.
Dagli accertamenti effettuati dai Carabinieri è emerso che il depuratore del Comune di Gioiosa Marea è fermo da lungo tempo, che il suo stato di consistenza è pessimo, che le acque esistenti nelle vasche sono stagnanti da molto tempo, che alcune condotte sono arrugginite ed altre interrotte, che la ruggine dilaga e lo stato generale di mantenimento dimostra un fermo protratto da molto tempo.
Inoltre, la verifica effettuata con il personale del Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina sulla condotta sottomarina per l’immissione dei reflui in mare, ha evidenziato:
  • gravi carenze strutturali consistenti in 7 evidenti fratture - localizzate in più punti - nella condotta stessa, dalle quali deriva fuoriuscita di liquami e materiali solidi;
  • l’inefficienza dei diffusori previsti a fine condotta per la dispersione dei reflui, i quali risultano come se dagli stessi non fuoriesca da tempo alcun liquido.
 
DEPURATORE ESISTENTE IN LOCALITÀ ZAPPARDINO DEL COMUNE DI PIRAINO
 
L’esistenza del depuratore ubicato nella frazione Zappardino di Piraino, che serve il bacino d’utenza di quella frazione, trae origine dal fatto che alcune problematiche di carattere tecnico rendono difficoltoso il conferimento dei reflui della frazione Zappardino al depuratore consortile.
La verifica effettuata dai Carabinieri lo scorso 27 maggio, ha evidenziato che le acque reflue provenienti dall’impianto sono conferite nel litorale marino in totale difetto di autorizzazione, mai richiesta e quindi mai rilasciata al Comune dall’Ente competente.
Sul posto è stato effettuato un campionamento dei reflui in entrata ed uscita, successivamente sottoposto all’esame analitico da parte di personale del Settore Acque reflue del Dipartimento ARPA di Messina. L’esito analitico ha evidenziato caratteristiche dei parametri di “odore, COD, BOD, tensioattivi ed azoto ammoniacale” associabili a refluo non depurato e pertanto non conforme alla legge.
La verifica sulla condotta sottomarina è stato effettuata lo scorso 8 luglio da parte del personale del Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina, ed è stata corredata di rilievi video dai quali si evincono gravi problematiche di carattere igienico sanitario.
In particolare, si è accertato che la condotta sottomarina, originariamente realizzata in maniera tale da espellere i reflui a circa un chilometro dalla costa (come si evince dalla boa di segnalazione installata a grande distanza dalla battigia), attualmente si interrompe invece improvvisamente a circa 180 metri dalla spiaggia.
Il Comune di Piraino ha posto rimedio alle suddette criticità conferendo incarico ad una ditta privata, con procedura d’urgenza, di raccogliere i reflui fognari della frazione Zappardino ed impedendone quindi lo scarico a mare.
 
Immagine di repertorio, non riferita all'inchiesta in corso.DEPURATORE DELLA FRAZIONE “PONTE MANGANO” DEL COMUNE DI SAN PIERO PATTI.
 
L’attività di verifica ha avuto inizio quando si è constatato che il depuratore in località Ponte Mangano del Comune di San Piero Patti, che serve le vicine frazioni, presentava acque in uscita che si immettevano nel torrente “Mangano” nere e maleodoranti; circostanza questa sintomatica di inefficienza dell’azione depurativa, nonché cagione di molestia olfattiva ed igienico sanitaria.
Il sopralluogo effettuato dai Carabinieri ha permesso di verificare presenza di acque nere con evidenza di solidi sospesi. Le acque sono state sottoposte a campionamento per le successive analisi a cura del Dipartimento ARPA di Messina, l’esito delle quali ha evidenziato parametri attinenti il COD, BOB(5) e tensioattivi caratteristici di refluo non depurato e/o comunque con valori superiori ai limiti di legge o comunque tali da costituire variazione rilevante alle caratteristiche del corpo ricettore in zona sensibile in quanto posta nelle immediate vicinanze di abitazioni, nonché di attività commerciali e produttive di cui una specifica nel settore artigianale alimentare.
 
A conclusione degli accertamenti effettuati presso i citati impianti di depurazione, i Carabinieri della Compagnia di Patti hanno informato la Procura della Repubblica di Patti, la quale verificherà se sussistono responsabilità penali in capo a chi aveva l’onere di curare la gestione degli impianti stessi. I reati ipotizzati sono:
  • Art. 256 comma 2 del D.Lgs 152/3.4.2006, deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi fuori i limiti temporali previsti dall’art. 183 lettera m) del Dlgs. 152/2006.
  • Art. 674 cp (getto pericoloso di cose).
 
Illecito amministrativo:
  •  Art. 133 comma 2 del D.Lgs 152/3.4.2006 che prevede la sanzione amministrativa in caso di assenza di autorizzazione allo scarico.
 Relativamente al depuratore del Comune di Patti sono in corso invece accertamenti da parte dei Carabinieri del NOE di Catania.
 
 
 
 

 

| Comunicato Stampa CC | Cronaca

@ Pattionline

Negli ultimi mesi, nell’ambito di una serie di attività disposte dal Comando Provinciale di Messina, la Compagnia Carabinieri di Patti, con il qualificato ausilio del personale dell’ARPA di Messina (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) e con il supporto del Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina, ha effettuato diversi accertamenti in materia ambientale afferenti il monitoraggio della gestione dei reflui urbani di alcuni Comuni della “Costa Saracena”, come noto interessata ad una notevole presenza turistica.

Nel corso delle attività è stata esaminata la documentazione amministrativa riguardante i sottonotati depuratori, e sono stati verificati la funzionalità dei relativi apparati nonché l’impatto dei reflui depurati nei corpi ricettori (mare e torrenti d’acqua dolce).
 
DEPURATORE CONSORTILE DEI COMUNI DI BROLO, PIRAINO E SANT’ANGELO DI BROLO.
 
Le Amministrazioni Comunali di Brolo, Piraino e S.Angelo di Brolo si sono consorziate ed hanno realizzato un depuratore consortile, ubicato nella frazione “Gliaca” del Comune di Piraino, nel quale vengono convogliati i reflui urbani di tutti e tre i Comuni, poi sottoposti ad un procedimento depurativo preliminare all’immissione nelle acque marine antistanti la costa.
Dagli accertamenti tecnico-analitici eseguiti con l’ausilio del personale del dipartimento ARPA della Provincia Regionale di Messina, è emerso che il depuratore consortile in questione, entrato in funzione nel 2008, è risultato essere efficiente e funzionale.
L’esito del campionamento, con prelievi di refluo in entrata ed uscita effettuati in automatico nell’arco di 24 ore, ha evidenziato che tutti i parametri analizzati rientravano nei limiti imposti dalla legge.
Quale fattore di criticità è stata rilevata la mancata suddivisione dei reflui fognari con quelli piovani.
Tra l’altro, la ditta che a luglio di quest’anno si era aggiudicata con pubblico incanto la gestione dell’impianto, ha dimostrato carenze di carattere gestionale, che il Comune di Piraino ha segnalato ai Carabinieri i quali hanno eseguito degli accertamenti e trasmesso un’informativa alla Procura della Repubblica di Patti.
Ad oggi, in via provvisoria, il consorzio ECO 3 ha nuovamente affidato la gestione del depuratore alla società costruttrice, assicurando così la continuità del servizio.
 
DEPURATORE DI GIOIOSA MAREA.
La situazione più critica è sicuramente emersa nell’attività di monitoraggio e controllo del sistema di depurazione dei reflui fognari urbani del Comune di Gioiosa Marea (ME), e del conseguente scarico dei medesimi nelle acque superficiali dell’antistante litorale tirrenico.
Il Comune di Gioiosa Marea effettua lo scarico dei reflui urbani nell’antistante litorale costiero in totale difetto di autorizzazione, essendo oramai scaduta quella rilasciata il 14.04.1989 e non essendosi da allora provveduto al suo rinnovo.
Dagli accertamenti effettuati dai Carabinieri è emerso che il depuratore del Comune di Gioiosa Marea è fermo da lungo tempo, che il suo stato di consistenza è pessimo, che le acque esistenti nelle vasche sono stagnanti da molto tempo, che alcune condotte sono arrugginite ed altre interrotte, che la ruggine dilaga e lo stato generale di mantenimento dimostra un fermo protratto da molto tempo.
Inoltre, la verifica effettuata con il personale del Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina sulla condotta sottomarina per l’immissione dei reflui in mare, ha evidenziato:
  • gravi carenze strutturali consistenti in 7 evidenti fratture - localizzate in più punti - nella condotta stessa, dalle quali deriva fuoriuscita di liquami e materiali solidi;
  • l’inefficienza dei diffusori previsti a fine condotta per la dispersione dei reflui, i quali risultano come se dagli stessi non fuoriesca da tempo alcun liquido.
 
DEPURATORE ESISTENTE IN LOCALITÀ ZAPPARDINO DEL COMUNE DI PIRAINO
 
L’esistenza del depuratore ubicato nella frazione Zappardino di Piraino, che serve il bacino d’utenza di quella frazione, trae origine dal fatto che alcune problematiche di carattere tecnico rendono difficoltoso il conferimento dei reflui della frazione Zappardino al depuratore consortile.
La verifica effettuata dai Carabinieri lo scorso 27 maggio, ha evidenziato che le acque reflue provenienti dall’impianto sono conferite nel litorale marino in totale difetto di autorizzazione, mai richiesta e quindi mai rilasciata al Comune dall’Ente competente.
Sul posto è stato effettuato un campionamento dei reflui in entrata ed uscita, successivamente sottoposto all’esame analitico da parte di personale del Settore Acque reflue del Dipartimento ARPA di Messina. L’esito analitico ha evidenziato caratteristiche dei parametri di “odore, COD, BOD, tensioattivi ed azoto ammoniacale” associabili a refluo non depurato e pertanto non conforme alla legge.
La verifica sulla condotta sottomarina è stato effettuata lo scorso 8 luglio da parte del personale del Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina, ed è stata corredata di rilievi video dai quali si evincono gravi problematiche di carattere igienico sanitario.
In particolare, si è accertato che la condotta sottomarina, originariamente realizzata in maniera tale da espellere i reflui a circa un chilometro dalla costa (come si evince dalla boa di segnalazione installata a grande distanza dalla battigia), attualmente si interrompe invece improvvisamente a circa 180 metri dalla spiaggia.
Il Comune di Piraino ha posto rimedio alle suddette criticità conferendo incarico ad una ditta privata, con procedura d’urgenza, di raccogliere i reflui fognari della frazione Zappardino ed impedendone quindi lo scarico a mare.
 
Immagine di repertorio, non riferita all'inchiesta in corso.DEPURATORE DELLA FRAZIONE “PONTE MANGANO” DEL COMUNE DI SAN PIERO PATTI.
 
L’attività di verifica ha avuto inizio quando si è constatato che il depuratore in località Ponte Mangano del Comune di San Piero Patti, che serve le vicine frazioni, presentava acque in uscita che si immettevano nel torrente “Mangano” nere e maleodoranti; circostanza questa sintomatica di inefficienza dell’azione depurativa, nonché cagione di molestia olfattiva ed igienico sanitaria.
Il sopralluogo effettuato dai Carabinieri ha permesso di verificare presenza di acque nere con evidenza di solidi sospesi. Le acque sono state sottoposte a campionamento per le successive analisi a cura del Dipartimento ARPA di Messina, l’esito delle quali ha evidenziato parametri attinenti il COD, BOB(5) e tensioattivi caratteristici di refluo non depurato e/o comunque con valori superiori ai limiti di legge o comunque tali da costituire variazione rilevante alle caratteristiche del corpo ricettore in zona sensibile in quanto posta nelle immediate vicinanze di abitazioni, nonché di attività commerciali e produttive di cui una specifica nel settore artigianale alimentare.
 
A conclusione degli accertamenti effettuati presso i citati impianti di depurazione, i Carabinieri della Compagnia di Patti hanno informato la Procura della Repubblica di Patti, la quale verificherà se sussistono responsabilità penali in capo a chi aveva l’onere di curare la gestione degli impianti stessi. I reati ipotizzati sono:
  • Art. 256 comma 2 del D.Lgs 152/3.4.2006, deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi fuori i limiti temporali previsti dall’art. 183 lettera m) del Dlgs. 152/2006.
  • Art. 674 cp (getto pericoloso di cose).
 
Illecito amministrativo:
  •  Art. 133 comma 2 del D.Lgs 152/3.4.2006 che prevede la sanzione amministrativa in caso di assenza di autorizzazione allo scarico.
 Relativamente al depuratore del Comune di Patti sono in corso invece accertamenti da parte dei Carabinieri del NOE di Catania.