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Spaccio di droga e furti di mobili antichi, 11 arresti a Messina

Alle prime luci dell'alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un provvedimento cautelare in carcere nei confronti di 11 persone, tra cui una donna, ritenute appartenenti a due distinte organizzazioni criminali che avevano base nel rione Mangialupi del capoluogo peloritano ed erano dedite, una alla commissione di furti in abitazione, mentre l'altra al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato emesso dal GIP del Tribunale di Messina, Dott. Giovanni DE MARCO, su richiesta dei Sostituti Procuratori Dott. Giuseppe VERZERA e Dott.ssa Maria PELLEGRINO, della locale Direzione Distrettuale Antimafia.
Dalle indagini, condotte dal mese di aprile 2008 dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, emergeva l'esistenza di un'organizzazione criminale dedita alla commissione di furti in abitazione, la maggior parte perpetrati nel capoluogo peloritano e nella provincia, ma alcuni anche in provincia di Catania.
Tale organizzazione era composta da soggetti che, con cadenza quasi quotidiana, dopo preliminari sopralluoghi diurni, apponevano appositi segnali per avere certezza che gli immobili fossero disabitati, indi durante l'arco notturno ritornavano sul posto introducendosi nelle abitazioni ed asportando mobili antichi e tutto ciò che potesse essere commercializzato presso ricettatori, negozi di antiquariato o mercatini dell'usato.
Elemento apicale dell'organizzazione era CUTÈ Alessandro, il quale operava unitamente a NOSCHESE Salvatore ed a BRIGANTI Gennarino, ma a tale struttura stabile si aggiungevano CARDILE Natale e CUTRONEO Giovanni, i quali partecipavano alla pianificazione delle iniziative criminali, alla suddivisione degli utili ed alla ripartizione dei compiti in seno al sodalizio.
Altro elemento ritenuto comunque un riferimento per l'organizzazione era ANNETTI Antonino, il ricettatore del quale il gruppo si avvaleva per smerciare la refurtiva.
Sulla base di quanto emerso dalle indagini, tra l'aprile ed il giugno del 2008 l'organizzazione è stata ritenuta responsabile di ben 34 furti (tra consumati e tentati) in abitazione, la maggior parte commessi nella provincia di Messina e qualcuno in provincia di Catania.
Nel medesimo contesto, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina individuavano anche i componenti di un'organizzazione criminale finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, gestita quasi a livello familiare e composta da LO CASCIO Giuseppe, ritenuta la figura apicale, nonché dalla sorella LO CASCIO Concetta e dal cognato GUGLIOTTI Santino, i quali affiancavano il citato LO CASCIO Giuseppe non solo nella custodia dello stupefacente, ma anche nel confezionamento delle dosi e nelle attività di spaccio. Ai predetti si aggiungeva COPPOLINO Alessio, il quale affiancava il cugino LO CASCIO Giuseppe nelle attività di spaccio al di fuori del rione Mangialupi di Messina.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini condotte dai Carabinieri, l'organizzazione si occupava del rifornimento di varie tipologie di stupefacente, tra cui cocaina, eroina, hashish e marijuana, indi del successivo smercio principalmente all'interno del quartiere Mangialupi.
Dalle attività investigative emergeva altresì che la citata organizzazione riusciva a rifornire di stupefacente anche altre strutture organizzate operanti in contesti territoriali di altra provincia siciliana.
Nel corso dell'attività odierna sono state altresì effettuate 26 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati.

Le persone colpite dal provvedimento, per quanto riguarda l'associazione finalizzata ai furti in abitazioni sono:

  • ANNETTI Antonino, nato a Messina, cl. 1961, ivi residente;
  • BRIGANTI Gennarino, nato a Messina, cl. 1953, ivi residente, già detenuto per altra causa;
  • CARDILE Natale, nato a Messina, cl. 1960, ivi residente, già detenuto per altra causa;
  • CUTÈ Alessandro, nato a Messina, cl. 1957, ivi residente;
  • CUTRONEO Giovanni, nato a Messina, cl. 1963, ivi residente;
  • NOSCHESE Salvatore, nato a Messina, cl. 1953, ivi residente.

Le persone colpite dal provvedimento, per quanto riguarda l'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti sono:

  • CUTÈ Antonino, nato a Messina, cl. 1978, ivi residente, già detenuto per altra causa;
  • COPPOLINO Alessio, nato a Messina, cl. 1989, ivi residente;
  • GUGLIOTTI Santino, nato a Messina, cl. 1979, ivi residente;
  • LO CASCIO Concetta, nata a Messina, cl. 1978, ivi residente;
  • LO CASCIO Giuseppe, nato a Messina, cl. 1986, ivi residente.

Vendeva pesce senza autorizzazioni, denunciato ambulante a Spadafora

Continuano da parte del personale della Capitaneria di Porto di Milazzo le operazioni di controllo sul corretto rispetto delle normative comunitarie e nazionali che disciplinano la cattura e la commercializzazione di specie ittiche con particolare riferimento all'esatta indicazione sulla provenienza dello stesso.
Durante uno dei periodici controlli effettuati, i militari della Capitaneria di Porto di Milazzo hanno fermato a Spadafora un venditore ambulante intento a commercializzare del prodotto ittico senza aver ottemperato alla normativa che prevede la necessaria e preventiva Denuncia di inizio attività in violazione dell'art. 6 comma 3 del D.lvo 6.11.2007 n° 193 che ha recepito il Regolamento CE n° 825/2004.

Pertanto al venditore è stato elevato un verbale di illecito amministrativo per un totale di € 3000,00 , mentre il pescato (in totale 15 kg.) è stato sottoposto a sequestro.
Dopo i controlli effettuati dai veterinari dell'ASP lo stesso è stato devoluto in beneficienza ad un istituto caritatevole del comprensorio mamertino.
Tale operazione si inserisce nell'attività di vigilanza e controllo della pesca che la Guardia Costiera di Milazzo svolge a terra e a mare finalizzata ad accertare il rispetto delle norme sull'intera filiera della pesca dal momento dello sbarco del pescato in banchina sino alla vendita al consumatore finale.
L'attività della Guardia Costiera continuerà anche nelle prossime settimane, non solo a tutela di un bene prezioso quale la salute del consumatore e a garanzia della piena applicazione della normativa vigente che prescrive la necessità di una corretta e completa informazione sullo stato dei prodotti e sulla loro origine, ma anche a tutela degli onesti operatori che lungo la filiera della pesca vogliono fornire un prodotto di qualità tracciato e trasparente.