Quasi 2000 ''marinai'' al concerto di Vinicio Capossela a Tindari
Emozionato lui stesso perché stava per esibirsi nel teatro “..che si proietta verso l'infinito” per utilizzare le sue stesse parole, Vinicio Capossela ieri sera nel teatro greco di Tindari non ha deluso le aspettative di chi lo conosce,
Emozionato lui stesso perché stava per esibirsi nel teatro “..che si proietta verso l'infinito” per utilizzare le sue stesse parole, Vinicio Capossela ieri sera nel teatro greco di Tindari non ha deluso le aspettative di chi lo conosce,
ma ha addirittura convinto coloro che più per curiosità si sono recati al suo spettacolo (definirlo concerto è alquanto riduttivo), Marinai, Profeti e Balene, addirittura circa 2000 spettatori.
È così l'artista ha spaziato dal mito greco di Ulisse, l'eroe che anche lui commette degli errori, al canto dolcissimo dell'amata che tesse nell'attesa, il pathos vissuto come fonte d'ispirazione che trasuda da ogni singola nota dell'artista e dalla sua voce calda che avvolge il pubblico e lo inebria trasportandolo fino al campo di guerra che “...infiniti lutti addusse agli achei...” tanto che sembrava di sentire le urla di dolore dei feriti e la polvere dopo la sconfitta... (quanta noia a scuola nelle ore di epica, quando l'insegnante voleva spiegarci il significato del “pathos”, oggi basterebbe interfacciare i programmi scolastici con le opere di questi nuovi artisti) passando per il grande leviatano, senza risparmiare qualche frecciatina al premier peraltro mai nominato.
Anticonformista e di grande cultura, anche religiosa, si emoziona nuovamente quando pensa alla Madonna Nera di Tindari e al grande senso di tolleranza e integrazione culturale tipica dei popoli della nostra terra, dedicandole il canto della Madonna delle Conchiglie.
Eccellenti gli strumentisti e il coro, posizionati scenograficamente all'interno di una struttura stilizzata a riprendere l'arca di Noè o forse ancor di più lo scheletro di una balena, con chiaro riferimento al racconto di Melville e a tutti gli altri mostri che l'uomo nella sua piccolezza cerca comunque di sconfiggere, Medusa compresa.
E quando tra il pubblico qualcuno urla “ dove sono le sirene...” facendo riferimento al suo ultimo successo radiofonico, lui spiega che non si tratta di un dibattito, che nulla è lasciato al caso ma che la serata prevede un percorso preciso dove ogni cosa è propedeutica alla successiva.
Infine accontenta la platea che nel frattempo si è alzata per ballare sotto il palco e improvvisa un “buonasera signorina”, trascinando il pubblico prima con la rivisitazione musicale di un successo di Celentano, ed infine, con gli spettatori ormai esaltati, conclude interpretando in modo del tutto personale un travolgente “Ballo di San Vito” dove anche lo spettatore più impettito e musicalmente prevenuto si è fatto travolgere dal ritmo della taranta come urla ancora in un altro pezzo il cantautore.
