Migliaia di persone per l'ultimo appuntamento de Il Circuito del Mito al Teatro Greco di Patti.
Buio in sala. Due fasci di luce illuminano i lati del palcoscenico. Non si vede ancora nessuno ma si sente già tutto. Suoni familiari, suoni di fanfara. Pian piano la musica si fa sempre più vicina ed ecco, scintillare sotto le luci, i veri protagonisti della serata: gli ottoni di Goran Bregovic. In poco tempo, i brontolii dei bassi tuba riempiono l'aria di un teatro greco traboccante di gente. La Wedding and Funeral Band (banda per matrimoni e funerali) non fa in tempo a radunarsi tutta sul palco che ecco spuntare, di bianco vestito, il capobanda.
Dopo Giardini Naxos, Goran Bregovic, il Morricone dei Balcani, arriva a Tindari e fa il tutto esaurito. Porta con sé le sonorità della sua terra, quelle stesse che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Mentre il clarinetto spinge e la grancassa batte, tornano alla mente le immagini de “Il tempo dei gitani”, “Il valzer del pesce freccia”, le grandi collaborazioni con Emir Kusturica. Tra i vari pezzi eseguiti nel corso della serata c'è davvero di tutto, non solo i brani più conosciuti come Gas Gas e Kalashnikov, ma anche molte canzoni del nuovo album che uscirà in autunno “Alkohol (Šljivovica & Champagne).
“Matrimoni e funerali sono i momenti più importanti della vita, se un tuo brano viene suonato in quelle occasioni vuol dire che sei diventato folklore” ha detto Bregovic al Corriere della Sera prima di arrivare in Sicilia. Ecco cos'è stato il concerto di ieri, folklore allo stato puro che ha avuto come protagonista la musica nata dal popolo e per il popolo. Probabilmente lo stesso che ieri ha invaso pacificamente la platea. Con una scelta di tempi scenici degna di un grande musical, un gruppetto di ragazzi si è proiettato a bordo palco per scatenarsi al ritmo trascinante dei balcani. Uno spettacolo nello spettacolo che ha reso la serata una grande esperienza onirica nella quale, anche le austere pietre del teatro, vibravano in festa.