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Cultura

Le strazianti urla di Medea riecheggiano a Tindari

Pamela Villoresi grande protagonista della tragedia di Euripide diretta da Maurizio Panici.

| Christian Giorgio | Cultura

@ Pattionline

Pamela Villoresi grande protagonista della tragedia di Euripide diretta da Maurizio Panici.

Medea la scaltra, barbara, sola, in terra straniera, scissa in sé, colei che abbandona il padre, tradisce il suo popolo per seguire l'amore di Giasone. Medea in primo luogo donna, senza tempo, oltraggiata dal tradimento, vestita di rosso come la passione che la travolge, come il sangue che medita di spargere per vendicare l'onta ed il dolore, sia pure al prezzo di altro e più profondo dolore: la morte violenta, per sua stessa mano, dei due figli.

Lo straziante tormento di Medea ha il suo epicentro, cratere in mezzo alla scena, nella lotta tra cuore e volontà, e si scatena nella voce esperta e nella fisicità vibrante di sofferenza di Pamela Villoresi.

“Le donne sono attrici”, ci ammonisce Medea, ed è attraverso la finzione che ella tesse la trama del suo disegno di nemesi, nasconde i suoi propositi. Con l'astuzia fa recapitare doni velenosi alla sua rivale in amore, la principessa Creusa, che muore dilaniata da atroci sofferenze, come il padre Creonte (Renato Campese) accorso per soccorrerla.

La furia da erinni è intrisa di sconvolgente lucidità, tanta quanta ne basta a Medea per arrivare ad uccidere i propri figli, pur di punire Giasone (un intenso David Sebasti).

Sono essi vittime dell' adikìa (ingiustizia) dell'uomo traditore o della folle passione della donna tradita?

La tragedia che rivive a Tindari vede la regia di Maurizio Panici ed introduce nella struttura tradizionale del dramma curiosi elementi di novità, quali il quinto carme di Catullo e la nenia in aramaico, armonicamente innestati nella pièce euripidea.

Il teatro greco torna, con successo, alla sua naturale vocazione: quelle rappresentazioni classiche che ieri come in passato hanno attratto, nella sua suggestiva cornice, gli ancor numerosissimi appassionati.