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Cultura

150 anni di sussidiarietà, dal 18 al 24 maggio mostra a San Francesco

Attraverso un excursus dal 1861 ad oggi, viene messa in luce l'operatività sociale "sussidiaria" promossa dalle grandi tradizioni popolari (sia religiose che laiche), mediante un percorso dinamico fatto di iconografie, letteratura, stampa e cinema.

| Redazione | Cultura

@ Pattionline

Attraverso un excursus dal 1861 ad oggi, viene messa in luce l'operatività sociale "sussidiaria" promossa dalle grandi tradizioni popolari (sia religiose che laiche), mediante un percorso dinamico fatto di iconografie, letteratura, stampa e cinema.

Nel 150° anniversario dell'unità d'Italia, la Fondazione per la Sussidiarietà ha promosso una mostra per documentare la ricchezza di una storia fatta di opere, iniziative e realtà sociali ed economiche, frutto di energia costruttiva, inventiva, sussidiarietà e solidarietà.

Organizzata dal Centro di Solidarietà "Massimiliano Kolbe", in collaborazione con Comunione e Liberazione, e con il patrocinio del Comune di Patti, la mostra approda presso l'ex Convento San Francesco. Da domani, venerdì 18, sino a giovedì 24 maggio, sarà possibile visitarla dalle ore 10:30 alle 12:30 e dalle 17:30 alle 19:30.

Lunedì 21 maggio alle ore 18:30 presso l'auditorium San Francesco verrà inoltre presentato l'evento. Interverranno il sindaco di Patti Mauro Aquino, e Salvatore Strano e Laura Condurro del Centro di Solidarietà di Napoli; modererà l'incontro Alessandro Greco, presidente del Centro di Solidarietà "Massimiliano Kolbe" di Patti.

La prima parte della mostra affronta quattro periodi cruciali dal 1861 a oggi: dall'Unità alla Grande Guerra; il Fascismo e la Seconda Guerra mondiale; l'Assemblea Costituente; il boom economico e il post Sessantotto. Attraverso questo excursus viene messa in luce l'operatività sociale "sussidiaria" promossa dalle grandi tradizioni popolari (sia religiose che laiche) mediante un percorso dinamico fatto di iconografia, letteratura, stampa e cinema.

Il "miracolo" che gli italiani, alla fine del percorso descritto, avranno realizzato, pur tra le inevitabili contraddizioni e distorsioni, non sarà solo quello della promozione dell'Italia a grande potenza industriale, ma anche quello di una virtuosa collaborazione tra ceti sociali e tra i rappresentanti delle istituzioni pubbliche.

La seconda parte della mostra offrirà spunti di riflessione sull'attuale momento di stallo - ideale prima che economico e istituzionale - che sta vivendo il nostro Paese, di fronte al quale non basta richiamare l'importanza del rispetto delle regole, ma occorre scommettere sul desiderio e la capacità di ogni singola persona di costruire il bene comune. Non è possibile alcuna svolta senza un popolo che prenda coscienza di sé e del suo valore.

Anche oggi, ciò che ha qualificato il secolare sviluppo italiano - l'azione di persone educate a vivere ideali basati su una concezione non ridotta di uomo, di società, di economia - può quindi ricostituire il tessuto connettivo di un popolo fatto da persone che si mettono insieme non per andare contro qualcuno o qualcosa, ma per costruire giorno per giorno pezzi di vita nuova all'altezza dei desideri più profondi, di verità, giustizia, bellezza, felicità…

Con questo percorso, la mostra della Fondazione per la Sussidiarietà vuole offrire una riflessione sull'originalità dell'identità italiana. Un giudizio e un suggerimento per un nuovo inizio.