Talenti di casa nostra. Simone Petralia al Roma Fiction Fest presenta “E cade la neve”
Il talentuoso regista alle prese col suo primo lungometraggio. Il film si ispira ala celebre pellicola di Fellini “8 e 1/2”. Curiosità ed entusiasmo al “Roma Fiction Fest” per il lavoro del giovane pattese.
Il talentuoso regista alle prese col suo primo lungometraggio. Il film si ispira ala celebre pellicola di Fellini “8 e 1/2”. Curiosità ed entusiasmo al “Roma Fiction Fest” per il lavoro del giovane pattese.
Si chiama Simone Petralia, ha 24 anni, ha studiato alla RUFA, l’Accademia di Belle Arti di Roma, ed è una delle promesse del cinema made in Italy. Ma soprattutto, e questo è un grande motivo d’orgoglio per l’intera cittadina tirrenica, Simone è un pattese doc. Regista di numerosi cortometraggi, il talentuoso Petralia è in attesa del debutto sul grande schermo con “E cade la neve”. La pellicola, che verrà girata nella Capitale, è prodotta da MaMa Film, la casa di produzione che ha fondato da pochi mesi con il suo gruppo di artisti di fiducia. Nel cast artisti di tutto rispetto: da Isabelle Adriani a Fioretta Mari, passando per la star de “I Cesaroni” Roberta Scardola. Protagonista del film il giovane Alessandro Borghi.
«Abbiamo presentato il progetto del film al Roma Fiction Fest, tuttavia – afferma Simone Petralia – la pellicola è ancora in produzione, per cui si sa solo qualcosa sulla trama e su parte del cast». “E cade la neve” si presenta come ritratto del giovane regista, preso in un momento particolare della sua vita: il blocco artistico. Il film vuole comunicare come nei momenti di stasi, che ognuno di noi può provare nella vita, ci sia la difficoltà a venirne fuori e quasi il desiderio di nascondersi e accoccolarsi nell’incertezza, invece di avere il coraggio di uscire e scoprire il possibile fallimento. Ogni personaggio del film ha una storia diversa e un dramma da superare e la loro ancora di salvezza è la festa del protagonista a cui sono invitati e a partire dalla quale le loro vite potrebbero subire una svolta inaspettata. «L’arma di tutti i personaggi – spiega il giovane regista - è la maschera che con il tempo si sono costruiti per poter sopravvivere in questo mondo di falsità e feste inutili». E proprio la celebre frase di Fellini “La vita è tutta una festa, viviamola insieme” sembra rappresentare la più importante chiave di lettura del film, proprio perché, come afferma Simone, «ci ritroviamo tutti ad una grande festa a brindare e sorridere senza sapere come andrà a finire. La soluzione delle loro vite gli sarà rivelata alla fine della serata, quando torneranno a casa, vincitori o vinti, dopo aver sfogato le loro ansie in un momento di solitudine e di confronto con loro stessi». Fellini, personaggio conclusivo del film, appare agli occhi del giovane regista e in qualità di guida cinematografica gli spiega come uscire da questo momento di crisi esistenziale e creativa, cosi come lui stesso aveva fatto prima di girare il celebre film “8 e 1/2”. «La stessa crisi creativa – conclude Petralia - vuole simboleggiare e rispecchiare il periodo di crisi che il nostro paese sta attualmente vivendo».
A Simone gli auguri più sinceri per una sfavillante carriera.
