Memorial Rosario Parasiliti, la scuola si stringe attorno al suo ricordo
Il Liceo e la comunità in un unico abbraccio nel ricordo delle Sue qualità.
Il Liceo e la comunità in un unico abbraccio nel ricordo delle Sue qualità.
"L'amore aiuta a vivere, a durare...": non so se Saro conoscesse questi versi di Mario Luzi, ma credo che li abbia sentiti dedicati a lui venerdì sera, durante il Memorial a quasi un anno dalla morte. Tutti gli interventi hanno ricordato il professore Parasiliti come uomo di pace e di equilibrio, di cultura e di saggezza, di brio e di rigore, alla presenza della vedova, prof.ssa Clelia Favazzo, dei figli Antonio e Oscar, dei fratelli, dei cognati e dei nipoti.
Già il primo intervento del Dirigente Scolastico, prof.ssa Grazia Gullotti Scalisi ha messo in luce le qualità eclettiche del Suo prezioso collaboratore, ricostruendone la carriera di costante e appassionato impegno scolastico e civile. L'aula magna gremita: docenti, Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, Sarina Princiotta Cariddi, genitori, alunni di oggi e di ieri, personale ATA hanno potuto ripercorrere, non senza qualche lacrima, il mondo ricco e variegato di Saro, tra ricordi, episodi, espressioni, massime si saggezza, grazie alle vibranti e affettuose parole di chi l'ha conosciuto o ha avuto modo di lavorare con lui ai più diversi livelli. "E' doveroso ricordare chi si è speso per la scuola con grande senso del dovere", ha introdotto il Dirigente, che ha ripercorso le tappe della carriera scolastica del professore, soffermandosi in particolare sugli anni dal 1994 al 2012, prima al Liceo Scientifico e poi al Liceo Classico, sui vari incarichi che ha ricoperto, anticipando con alcune scelte le innovazioni della scuola dell'autonomia con un progetto di Alternanza Scuola – Lavoro nel 2001. Numerosissimi gli incarichi: dalla Funzione strumentale al POF Area 6 , Rapporti con enti esterni, alla Vicepresidenza, alla Legalità, a "Tindari TeatroGiovani", all'organizzazione del 75° anniversario del Liceo Classico, per il quale è stata ricordata la lettera con cui l'allora Dirigente, prof. Pietro Gambino, ha ringraziato il suo Vicario per la preziosa ed efficacissima collaborazione. Come non rimpiangere il non averlo più a fianco, come non ricordare sempre il suo equilibrio nel dirimere questioni giuridiche e nel riequilibrare i toni in ogni situazione, da vero costruttore di pace qual era?
Il sindaco di Tortorici, dott. Carmelo Rizzo Nervo, ha ricordato che voleva andare in pensione per tornare al suo paese, a Tortorici, in cui trascorreva ogni momento libero dedicandosi alle attività dell'associazione Storia patria e operando sempre in difesa del patrimonio culturale del territorio, come ha fatto per il recupero della Chiesa di Badia, diventata adesso centro culturale di altissimo livello. Come non ricordare poi la passione per i cavalli che lo portò a promuovere e sostenere l'Associazione "Cavalieri d'Orice", la cui manifestazione di fine agosto già dallo scorso anno è stata dedicata a Lui? Il Sindaco ha concluso richiamando i due valori assoluti che hanno costituto la cifra distintiva dell' uomo e del politico Rosario Parasiliti: democrazia e onestà."Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Anche il sindaco di Patti, Avv. Mauro Aquino, pur avendolo potuto frequentare poco, ha riconosciuto il valore di un confronto aperto e schietto che con lui ha vissuto per portare avanti alcune iniziative, nonché dei preziosi insegnamenti di saggezza. "L'ho amato soprattutto per la la rassegna – concorso Tindari TeatroGiovani, che lui chiamava, ben a ragione, la "sua creatura" e che a Lui tutta la comunità ha sentito il dovere di intitolare da quest'anno". "Un uomo coraggioso in tempi difficili e normali a cui tutti dobbiamo tanto", ha concluso.
Anche il dott. Antonio Milici, Presidente del Consiglio d'Istituto, di Saro ha apprezzato il ruolo svolto in quest'organo collegiale e la memoria storica dei Nebrodi di cui è stato sempre un "testimonial d'eccezione".
Il momento più toccante è stato il ricordo del figlio Antonio, "il primo ricordo in pubblico di mio padre", ha detto con la voce incrinata dalla commozione e dalle lacrime trattenute a stento. Dopo il ringraziamento al Dirigente, al Liceo tutto per il Memorial, pochi tratti per far emergere la figura di un padre che da filosofo ha trasmesso a lui e al fratello Oscar la forza della ragione, perché avessero un pensiero autonomo e libero. Come non ricordare, poi, la sensibilità nelle relazioni interpersonali, perché nessuno da Lui si sentiva giudicato, sentendolo sempre uomo alla pari? Chi potrà mai scordare l'amore appassionato per Tortorici la sua "victoriosa civitas", il contatto diretto con quello che lui chiamava "popolo", la passione per le campane. "Chi scappa al suo destino gli va incontro" ha concluso Antonio, ricordando una frase di Livio che gli sentiva spesso ripetere; mio padre è andato incontro al suo destino in una terra in cui ha avuto inizio una delle più antiche civiltà della storia ( Malatya, dove si è consumata la tragedia, è stata, infatti, il centro di uno dei cosiddetti regni neo-ittiti), in cui gli "amici Turchi ci sono stati vicini in quel mese di speranza e di dolore e il cui affetto ancora oggi rende la nostra tragedia meno dolorosa".

A seguire, la prof.ssa Clotilde Graziano, che con lui per molti anni ha diviso l'esperienza della Vicepresidenza, ha ricordato l'acuto intuito di Saro nel cogliere le sfaccettare più profonde dell'animo umano, la sua costante serenità, la passione per il teatro, che in modo pirandelliano rintracciava nella vita di tutti i giorni, il suo amore per Tindari, luogo sospeso in un'aura magica in cui si incantava. Di contro era di un'assoluta praticità non sottraendosi alle fatiche fisiche della rassegna TindariTetro Giovani e del Laboratorio teatrale, di cui seguiva con passione le prove e le fatiche dell'allestimento dello spettacolo. "Sarà sempre con noi", ha concluso.
Sul ruolo di educatore hanno puntato gli interventi di due colleghi e amici "storici" del caro Saro: i professori Carmelo Luca e Michelangelo Gaglio. Il primo ha sottolineato la sua statura morale che spetta alla memoria dei vivi ricordare, perché "nei vivi si può continuare a vivere" . Del suo metodo didattico il prof. Luca ha rintracciato il nucleo portante nel guidare i giovani alla dialettica e nell'educarli all'apice dell'humanitas .
Sulla cura che metteva nel conoscere profondamente gli studenti ha puntato l'interveto del prof. Michelangelo Gaglio che fino all'anno scorso ha condiviso con Saro le fatiche scolastiche. Per lui scopo della scuola era anche rendere lieti gli studenti, educarli al miglioramento della società con rivoluzioni costruttive, forti della dialettica del confronto, anche vivace, che è dinamica salutare dell'agire umano. Del resto, questa era la sua dinamica di vita, questo è stato sempre il suo esempio. Il coro concorde dei ricordi di tutti dimostra lo spessore di Saro come uomo e come maestro di vita, "per questo è nata l'idea di raccogliere in un libro di prossima pubblicazione tutte le testimonianza", ha concluso il professore Gaglio.
Anche l'ex sindaco di Tortorici, dott. Maurilio Foti, lo ha ricordato come uomo di integerrimi principi morali, di equilibrio e di concordia, un intellettuale organizzatore di cultura che trasmetteva eleganza.
Infine gli interventi di Francesco Di Stefano e dell'ex studente Ivan Pizzo: il primo, che ha avuto Saro come professore fino all'anno scorso e che è prossimo agli Esami di Stato, lo ha ringraziato per avergli trasmesso l'amore per la vita e aver sollecitato anche il suo interesse di giovane studente per la politica; il secondo ha seguito le orme del suo amato professore di Filosofia laureandosi proprio in questa disciplina, l'amore per la quale è frutto della passione dialettica di un docente che "ha realizzato della sua vita un'opera d'arte", sapientemente costruita; le sui idee rimangono e continuano a camminare con gambe altrui. L'ex studentessa Maria Ilenia, maturatasi ben dieci anni fa, ha concluso gli interventi ricordandolo come "ragazzo tra i ragazzi".
La giornata dedicata all'amato professore si è conclusa con il dono della targa che il figlio Oscar, a nome della famiglia, ha consegnato al Dirigente in segno ringraziamento: "Al Liceo Vittorio Emanuele III° di Patti - All' unisono con la passione di Saro per il Teatro, con il Suo sentimento di profondo affetto per il Suo Liceo, con la sua propensione a sensibilizzarne gli animi degli studenti, il ricordo e il più sentito grazie saranno sempre in noi, pur nell'inesorabile trascorrere del tempo. La famiglia: Oscar, Antonio e Clelia".
La scuola ha manifestato con una targa la "profonda gratitudine per l'azione educativa svolta con dedizione e impegno", targa che con grande commozione la vedova, prof.ssa Clelia Favazzo, ha ricevuto dal Dirigente, prof.ssa Grazia Gullotti Scalisi, ringraziando tutti per il ricordo profondamente sentito dedicato al marito.
Tra la profonda condivisione di emozioni e ricordi si è concluso il ricordo del professore Rosario Parasiliti, che continuerà a essere sempre parte viva del "Suo Liceo".
