Al via la mostra sulla regina Adelasia
Prende il via oggi la mostra dal titolo “Adelasia Una regina tra storia e leggenda. La bolla di Ruggero e le pergamene di Adelasia in mostra” organizzata dall’assessore ai BB.CC.AA. Pasquale Nastasi.
Prende il via oggi la mostra dal titolo “Adelasia Una regina tra storia e leggenda. La bolla di Ruggero e le pergamene di Adelasia in mostra” organizzata dall’assessore ai BB.CC.AA. Pasquale Nastasi. 
La mostra rimarrà aperta fino al 20 agosto e sarà aperta dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle 17 alle ore 20. Fino a domenica 27 luglio il Museo diocesano e la mostra rimarranno aperti eccezionalmente fino alle ore 23,00. Nei giorni di sabato e di domenica del mese di agosto sarà possibile visitare il museo solo di mattina. A fine agosto è previsto il convegno sulla regina e il periodo normanno.
“Ella aveva con sé due tiremi, su ognuno dei quali erano imbarcati cinquecento guerrieri e sette navi cariche di oro, argento, di porpora e di grandi quantità di pietre preziose e vesti magnifiche, per non parlare d’armi, corazze, spade, elmi, scudi fiammeggianti d’oro e tutti gli altri equipaggiamenti guerreschi simili a quelli impiegati dai principi più potenti per i servizi di difesa delle loro navi.

Così lo storico Alberto d’Aix descrive l’arrivo della Contessa Adelaide nel porto di Acri in Oriente. Vi giungeva per sposare Baldovino, re di Gerusalemme. “A Rigina”. Così intendono Adelaide o Adelasia i Pattesi, perché nella Cattedrale di Patti riposano le spoglie di Adelaide di Monferrato, terza moglie di Ruggero I° e reggente del Regno sino alla maggiore età del figlio Ruggero II°, primo Re di Sicilia. Discendente dal ceppo feudale degli Alemarici, venne al sud dell’Italia in sposa a Ruggero. Bella, altera, nei pochi anni di convivenza con il Gran Conte, gli diede finalmente il primogenito e poi il futuro Re Ruggero II. Riuscì a temprare il proprio carattere tanto da trarne insegnamento “nelle questioni amministrative”. Alla morte del marito divenne reggente di un vasto regno che comprendeva Sicilia e Calabria.
Si circondò di funzionari capacissimi e di buona cultura, capaci di parlare e scrivere in greco, in latino ed in arabo. Una reggenza oculata, quella di Adelasia, nell’ottica della preparazione al trono dei figli Simone, il primogenito premorto e poi di Ruggero, destinato a diventare il potente e saggio primo Re di Sicilia.

Ma poi si scopre che Baldovino era già sposato e le feroci dispute delle Chiese locali, imposero al Re di disfarsi di Adelasia.
Spogliata delle ricchezze che aveva portato con sé, Adelasia imbocca la triste strada del ritorno e sceglie di vivere nel monastero di Patti laddove muore a soli 50 anni, il 16 aprile 1118. Poca storiografia, incentrata a seguire le vicende del Regno già improntato della grandezza di Ruggero II°, la donna Adelasia resta un mistero tuttavia racchiuso in quel sarcofago di marmo che ne contiene i resti nella Cattedrale di Patti e per i pattesi solo l'orgoglio di essere i custodi eterni della loro “Rigina”.