Privatizzazione dell'acqua: il PD di Patti contrario
La Sezione di Patti del Partito Democratico, ribadisce che nel prossimo Consiglio Comunale del 12-02, a seguito dell’approvazione delle norme che obbligano i Comuni alla “privatizzazione” dell’acqua entro il 31/12/2010, chiederà al Consiglio Comunale, tramite i propri consiglieri, di modificare lo statuto ribadendo che l’acqua non è “privatizzabile” (punto all’ordine del giorno numero 5 “Gestione del servizio idrico integrato. Discussione in merito”).
Il Comune riconosce nell’acqua e nell’aria il valore di bene comune insostituibile per la vita e, pertanto, non assimilabile a valore economico commerciale. L’acqua e l’aria vanno salvaguardate e sottratte a logiche speculative di tipo economico nonché ai rischi sempre più incombenti di inquinamento e alterazione della risorsa. La proprietà e la gestione della risorsa idrica deve essere pubblica e di tipo partecipativo da parte della comunità. Il Comune assicura il diritto universale all’acqua potabile attraverso la garanzia dell’accesso individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa. Lo sfruttamento delle risorse naturali (vento,sole,geotermia) per fini energetici deve comportare una giusta remunerazione degli investimenti effettuati nonché riflessi economici,sociali e ambientali positivi per la comunità insediata nel territorio che offre tali risorse.
La Sezione di Patti del Partito Democratico, ribadisce che nel prossimo Consiglio Comunale del 12-02, a seguito dell’approvazione delle norme che obbligano i Comuni alla “privatizzazione” dell’acqua entro il 31/12/2010, chiederà al Consiglio Comunale, tramite i propri consiglieri, di modificare lo statuto ribadendo che l’acqua non è “privatizzabile” (punto all’ordine del giorno numero 5 “Gestione del servizio idrico integrato. Discussione in merito”).
Il Comune riconosce nell’acqua e nell’aria il valore di bene comune insostituibile per la vita e, pertanto, non assimilabile a valore economico commerciale. L’acqua e l’aria vanno salvaguardate e sottratte a logiche speculative di tipo economico nonché ai rischi sempre più incombenti di inquinamento e alterazione della risorsa. La proprietà e la gestione della risorsa idrica deve essere pubblica e di tipo partecipativo da parte della comunità. Il Comune assicura il diritto universale all’acqua potabile attraverso la garanzia dell’accesso individuale e collettivo dei cittadini alla risorsa. Lo sfruttamento delle risorse naturali (vento,sole,geotermia) per fini energetici deve comportare una giusta remunerazione degli investimenti effettuati nonché riflessi economici,sociali e ambientali positivi per la comunità insediata nel territorio che offre tali risorse.