
In riferimento all’articolo pubblicato dalla nostra Testata Giornalistica giorno 13 u.s. nella sezione politica, con richiamo in home page, firmato dalla Redazione, dal titolo “Lavoratori del Consorzio Tindari-Nebrodi in stato di agitazione”, ci sentiamo in coscienza di dover rettificare quanto scritto.
In riferimento all’articolo pubblicato dalla nostra Testata Giornalistica giorno 13 u.s. nella sezione politica, con richiamo in home page, firmato dalla Redazione, dal titolo “Lavoratori del Consorzio Tindari-Nebrodi in stato di agitazione”, ci sentiamo in coscienza di dover rettificare quanto scritto.
Nella parte finale del pezzo vi è scritto: “Tutti gli altri sono demandati ad altri uffici dove, è triste dirlo, il più delle volte sono li a non fare assolutamente nulla”.
Con quella frase non volevamo dire, e non lo pensiamo assolutamente, che il personale in servizio fuori dalla sede di via V. Emanuele non fà nulla. Volevamo sottolineare come le potenzialità, la professionalità e le competenze di ogni singolo lavoratore possano essere in un certo qual modo limitate, o comunque non espresse al meglio, prestando il proprio servizio in luoghi che per la loro peculiarità si discostano da quelle che sono le mansioni del personale che dovrebbe lavorare in enti come il Consorzio Tindari-Nebrodi.
Il personale in servizio presso la sede dell'Ente Consorzio Tindari-Nebrodi non è di 7 unità, come erroneamente riportato, ma di 8.
Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori per la poca chiarezza di quel concetto.