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Politica

Dure critiche all'opposizione dai gruppi politici che sostengono il sindaco Aquino

Per le sei liste che compongono la coalizione del sindaco Aquino, l'opposizione pur di fare uno sgarbo all'amministrazione penalizza l'intera città.

| Giuseppe Giarrizzo | Politica

@ Pattionline

Per le sei liste che compongono la coalizione del sindaco Aquino, l'opposizione pur di fare uno sgarbo all'amministrazione penalizza l'intera città.


Dopo la bocciatura da parte dei consiglieri comunali di opposizione (Bisagni, Mastronardi, Prinzi, La Macchia,Tripoli, Gigante, Impalà) della proposta dell’Amministrazione guidata dal sindaco Aquino relativa alla necessità di adeguare l’IMU, la coalizione che sostiene il primo cittadino si è decisa ad intervenire sulla questione, cercando di gettare luce sulle motivazioni che hanno spinto l’esecutivo ad intraprendere la strada degli aumenti e sulle conseguenze che la bocciatura del civico consesso potrà determinare. «La necessità di adeguare questa imposta – spiegano gli esponenti della coalizione - nasce da una legge del Governo Nazionale le cui conseguenze sono la consistente decurtazione dei trasferimenti dei contributi ordinari verso gli enti locali da parte di Regione e Governo. Chi conosce bene i servizi erogati dal Comune sa che la loro efficacia dipende strettamente dalla loro imprescindibile efficienza, proprio in quanto servizi alla persona, come l’assistenza domiciliare agli anziani, la refezione scolastica, il trasporto alunni». L’ampliamento di questi servizi e il miglioramento di quelli esistenti, nei limiti delle risorse di bilancio già depauperate da tagli e riduzioni, sono stati, a detta delle forze politiche che sostengono l’amministrazione Aquino, gli obiettivi primari dell’esecutivo, indirizzati a mitigare i disagi delle famiglie che ne usufruiscono, e soprattutto degli anziani che vivono da soli, specie se in condizioni di disagio fisico e/o economico, rappresentando per loro la forma più efficace di sostegno al reddito e alla qualità della vita. «La riduzione o la sospensione di alcune di queste prestazioni – si legge nella nota - è la prima ed immediata conseguenza della dissennata decisione del Consiglio Comunale che, per mero calcolo politico al servizio di uno o più gruppi, ha sacrificato l’interesse della comunità pattese, specialmente, della fascia più debole di essa». Una decisone che, per le forze politiche vicine ad Aquino, si spiegherebbe con l’imminenza della campagna elettorale per le elezioni regionali. Circostanza che «ha fatto sviluppare nei consiglieri elencati in premessa, una cecità politica che va al di là del semplice e civile confronto politico e dello stesso interesse di partito. Se, infatti, si fosse votato tenendo presente la ricaduta delle decisioni assunte sul prossimo voto, un consigliere saggio avrebbe senza alcun dubbio privilegiato l’interesse della collettività, attribuendosi la sua parte di merito; la scelta contraria denota una impreparazione politico-amministrativa così palese da far pentire amaramente chi ha posto in loro fiducia del voto».

Da qui le spiacevoli quanto inevitabili conseguenze: «oltre al taglio dei servizi alla persona – recita la nota - si apre per il nostro Comune lo scenario tutt’altro che ipotetico dello sforamento del patto di stabilità; conseguentemente ciò determinerà la impossibilità di stabilizzare i precari, di far fronte ai pesanti debiti fuori bilancio contratti dalle precedenti Amministrazioni ed ereditati da questa, di effettuare importanti investimenti già preventivati nei campi del servizio idrico e della viabilità. La fuoriuscita dal patto di stabilità comporterà, inoltre, una sanzione pecuniaria per il Comune che subirebbe ulteriori pesanti tagli nel prossimo anno: oltre al danno, anche la beffa!». Entrando nello specifico, sembrerebbe che i tagli già subiti dal Comune di Patti per l’anno in corso ammontino a più di 1milione e 300mila euro, cui andrebbero aggiunti 620mila euro di investimenti obbligatori e 600mila per la costituzione di un “fondo svalutazione crediti” imposto dallo Stato attraverso la “spending review”. «Contrariamente a quanto a torto affermato dall’opposizione – incalzano gli esponenti della coalizione vicina al sindaco - l’Amministrazione Aquino non solo non ha sperperato alcunché, ma ha già effettuato consistenti tagli alla spesa improduttiva.

Secondo i calcoli del dipartimento finanziario comunale, la conseguenza di questa bocciatura può essere quantificata, per il corrente anno, con un ammanco di circa 940.000 euro che l’Amministrazione dovrà recuperare tagliando i servizi». Numeri e fatti che si commentano da soli ma che, stando alle parole dei firmatari della nota, non sarebbero bastati ad evitare che i consiglieri Bisagni, Mastronardi, Prinzi, La Macchia ,Tripoli, Gigante e Impalà bocciassero la proposta dell’Amministrazione circa l’aumento dell’ IMU sulla seconda casa. Un aggravio stimato, in media, in 150 euro che avrebbe pesato solo sui proprietari di seconde case, lasciando invece indenne la prima. «Non volendo parlare di colpevole ignoranza diciamo che è stata la “leggerezza” di questa variopinta opposizione a limitare la comprensione sulle pesanti conseguenze che avrà lo sforamento del patto di stabilità sulle casse comunali», affermano gli esponenti della coalizione, sottolineando quanto tutto ciò vada ad aggravare ulteriormente la loro responsabilità sul danno che subirà la collettività pattese. «Insomma – concludono - questi incoscienti consiglieri comunali, pur di fare uno sgarbo all’Amministrazione Aquino, democraticamente eletta poco più di un anno fa, hanno deciso di penalizzare l’intera comunità. Sarà questa saggia ed accorta Comunità a valutare il loro operato che appare al servizio non già della collettività, ma solo di non meglio definiti gruppetti di potere, artefici dei guasti del passato e non ancora non rassegnatisi all’esito delle elezioni dello scorso anno».