Approvato il bilancio di previsione. Ma l’opposizione attende al varco
14 sì su 16: passa il bilancio da 54 milioni di euro. E l'opposizione ritira gli emendamenti: condivisione piena o tattica politica? Vada per la seconda...
14 sì su 16: passa il bilancio da 54 milioni di euro. E l'opposizione ritira gli emendamenti: condivisione piena o tattica politica? Vada per la seconda...
Durante l'ultima assise cittadina l'amministrazione comunale ha incassato l'ok del consiglio sul previsionale da 54 milioni di euro: su 16 consiglieri comunali presenti in aula si sono opposti solo Prinzi e Bisagni. Una "linea morbida" quella adottata da "venutiani" e "gulliani" che tuttavia sembra celare ben altri intenti, non fosse altro per la decisione anomala di ritirare quasi tutti gli emendamenti presentati precedentemente. Una mossa scaturita in seguito alle dichiarazioni del primo cittadino, che si è detto in totale sintonia col consiglio comunale sul focalizzare le priorità da perseguire: acquedotto, fognatura, viabilità ed edilizia scolastica. Insomma, per la giunta Aquino ci sarebbe carta bianca, anche se il ritiro degli emendamenti potrebbe rivelarsi una trappola bella e buona pronta a scattare nel caso in cui gli impegni presi non venissero mantenuti. Detto in soldoni significa che l'opposizione aspetterà al varco, pazientando sul pericoloso gioco al rialzo condotto dall'amministrazione. «Non credo alle parole del sindaco – ha dichiarato il consigliere Gigante – ma voto il bilancio per senso di responsabilità. Tuttavia se non verranno mantenuti gli impegni agiremo di conseguenza». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Tripoli e Di Santo, quest'ultimo deluso per la mancanza di concertazione tra amministrazione e consiglio comunale. Nettamente negativo, invece, il giudizio di Prinzi e Bisagni. Per il primo sarebbe del tutto «impossibile credere alle promesse fatte considerate le difficoltà che l'amministrazione sta affrontando anche in ordine ai più piccoli problemi. Si tratta di un bilancio fatto di buone intenzioni ma che di concreto prevede solo l'aumento delle tasse per i cittadini». Impostazione «solo virtuale» quella denunciata dall'esponente del gruppo Consumatori che ha puntato il dito verso Aquino accusandolo di aver «volutamente portato il comune sull'orlo del commissariamento». Per Bisagni, infine, questo bilancio avrebbe i piedi d'argilla: «Come si può fare affidamento – ha dichiarato – sul milione e 750mila euro di arretrati Ici? Come riusciremo concretamente ad incamerare queste somme?». Dal canto suo il primo cittadino si è mostrato sereno, parlando degli interventi di compressione della spesa corrente e di aumento delle spese per investimenti: «Fermo restando che l'inasprimento fiscale su Imu e Irpef – ha affermato – ci consente di proiettarci in un orizzonte più tranquillo, ora è necessario tenere a mente che qualsiasi crisi va superata mettendosi in gioco e puntando sugli investimenti». Priorità, dunque, all'acquedotto attraverso l'accensione di un mutuo per la realizzazione delle condotte nelle frazioni e per l'escavazione di nuovi pozzi. A seguire la viabilità, con interventi importanti su Mongiove, costruzione di nuovi parcheggi e completamento di alcuni importanti collegamenti. E infine edilizia scolastica, con la previsione di interventi di impermeabilizzazione, riscaldamento e sicurezza nelle scuole primarie e dell'infanzia. Si tratta di interventi di primaria importanza, soprattutto quelli relativi al servizio idrico integrato. E alla luce della recente emergenza idrica, rientrata in questi giorni, sarà proprio su questo fronte che l'amministrazione Aquino dovrà giocarsi le carte migliori.
