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Primi passi verso il Partito Democratico in provincia - Primi dissidi

ImageLa costituzione del Partito Democratico in provincia di Messina muove i primi passi, non mancano però le polemiche all'interno di uno dei partiti più rappresentativi, i DS.
| Redazione | Politica

@ Pattionline

ImageLa costituzione del Partito Democratico in provincia di Messina muove i primi passi, non mancano però le polemiche all'interno di uno dei partiti più rappresentativi, i DS.

ImagePrimi passi verso il Partito Democratico, eletto il comitato costituente della provincia di Messina,  91 le adesioni: Antonietta Agostino, Santi Albanese, Mimmo Arena, Lidia Armeli, Franco Basile, Maria Bellan, Luigi Beninati, Giuseppe Biondo, Mario Bolognari, Rosalba Bongiorno, Vincenzo Calderaio, Lucia Camuglia, Susanna Carmona, Massimiliano Casilli, Tino Celi, Bartolo Cipriano, Marcello Corrao, Francesco Curcio, Luigi D'Andrea, Alberto D'Angelo, Giacomo D'Arrigo, Orazio de Gregorio, Giovanni De Leo, Nino Ferrigno, Antonino Fiannacca, Giovanni Formica, Loris Foti, Emilio Fragale, Giuseppe Franco, Filippo Fratantoni, Ivana Gagliano, Gaetano Gennaro, Pierangelo Grimaudo, Giuseppe Grioli, Biagio Gugliotta, Luigi Gullo, Riccardo Gullo, Giulia Ilacqua, Luciana Intelisano, Filippo Isaia, Emilia La Vecchia, Vincenzo Laurendi, Salvatore Librizzi, Marcello Longo, Enza Maccora, Vincenzo Marguglio, Patrizio Marino, Franco Martino, Franco Micali, Liliana Modica, Giuseppe Molonia, Giuseppe Morano, Sabrina Munaò, Paloma Naborre, Giuseppe Natoli, Francesca Natoli, Katia Oteri, Berardino Palumbo, Maria Teresa Parisi, Franca Pavone, Antonino Pennisi, Antonino Pinzone, Giuseppe Rao, Paola Rifatto, Andrea Romano, Francesco Russo, Antonino Saia, Antonio Saitta, Pippo Sapone, Luigi Savoja, Nino Scimone, Marcello Scurria, Giuseppina Scurria, Salvatore Sidoti, Gioacchino Silvestro, Donatella Sindoni, Davide Siragusano, Paolo Siracusano, Michele Sorbera, Rosalba Sorrenti, Franca Speciale, Bartolo Speranza, Paolo Starvaggi, Stefano Trifirò, Mario Trimarchi.

 

Di seguito un duro documento firmato da alcuni componenti del direttivo dei Ds. 

 

 
 
Al Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra
Piero Fassino

Al Segretario Regionale dei Democratici di Sinistra
Tonino Russo

Al Coordinamento del Comitato Nazionale per il Partito Democratico
Al Coordinamento del Comitato Regionale per il Partito Democratico
Al Coordinamento del Comitato Provincia di Messina per il Partito Democratico



"Nei giorni scorsi si è insediato il   comitato provinciale per la costituzione del Partito Democratico e riguardo ai componenti  indicati dalla federazione dei Democratici di Sinistra dei Nebrodi  siamo costretti  a manifestare pubblicamente il nostro totale dissenso.
 
Nell'ultimo congresso abbiamo aderito alla mozione Fassino, provenienti dall'ex-area Salvi, perchè siamo fermamente convinti della necessità della costruzione del Partito Democratico  ed in tale prospettiva  ci siamo impegnati con spirito costruttivo, mantenendo sempre  un comportamento assolutamente leale e rispettoso delle regole, confidando nel fatto che la nascita del nuovo soggetto politico avrebbe fatto superare le vecchie logiche e contrapposizioni.
 
Coerentemente con tale premessa avevamo sottolineato l'esigenza che la designazione dei componenti nel comitato provinciale avvenisse tenendo conto  delle varie componenti e si desse voce alle  diverse  sensibilità presenti all'interno del partito, favorendo la massima  partecipazione e il più ampio coinvolgimento.
 
Abbiamo, invece,  dovuto registrare una chiusura netta  in quanto sono sono stati designati Enzo Calderaio, Giuseppe  Franco, Giuseppe Natoli e la di lui figlia Francesca, Francesco Calanna, Marcello Corrao e Ivana Gagliano. Mentre sono stati spacciati per rappresentati della società civile Giuseppina Scurria e Lidia Armeli che invece sono iscritte ai DS, nonchè mogli, rispettivamente, di Antonio Scorza, ex- sindaco di S.Salvatore di Fitala e di Giuseppe Musarra, ex-sindaco di Rocca di Caprileone, entrambi dirigenti della federazione dei Nebrodi.
 
Sono scelte riconducibili alla più stretta ortodossia conservatrice che ormai  da molti anni caratterizza la federazione dei Nebrodi e denotano  la protervia e  l'arroganza del gruppetto  dei soliti noti che continuano a mortificare il pluralismo e la  rappresentatività, sia territoriale, sia degli iscritti, avallando gravissimi e biasimevoli fenomeni di nepotismo che, seppur formalmente corretti, sono politicamente inopportuni soprattuto per un nuovo partito che vuol essere di rottura rispetto al passato e, quindi, la presenza nel comitato promotore di intrecci parentali non costituisce certamente una buona credenziale.

L'obiettivo del gruppo di comando della federazione  è sempre stato quello di perpetuare ed
autoconservare una situazione sclerotizzata  che nel corso del tempo ha fatto allontanare le migliori intelligenze, stroncando ogni voce di dissenso ed impedendo al partito di crescere  perchè altrimenti avrebbe rischiato di perderne il controllo. Una difesa ad oltranza di un fortilizio nel quale viene negato l'accesso e dal quale vengono espulsi coloro  i quali osano avere idee diverse e dissentire rispetto alla linea dettata dai comandanti di turno. Si tratta di un metodo in netto contrasto con lo spirito fondativo  del Partito Democratico che deve invece favorire l'inclusione, il rinnovamento, la partecipazione, la valorizzazione delle differenze. Tendente, cioè, a superare le vecchie logiche, mescolare culture e provenienze, favorire il ricambio e il pluralismo, accettare la sfida di misurarsi in campo aperto e non asserragliarsi in trincea.
 
Siccome siamo fermamente convinti che tali obiettivi debbano essere perseguiti, non solo a parole, continueremo le nostra battaglia indipendentemente dalle scelte della federazione, dalla quale, a questo punto, non ci sentiamo più  rappresentati, affinchè anche sui Nebrodi  il nuovo soggetto politico nasca e si affermi secondo lo spirito che ne ha ispirato la costituzione e non ci faremo certamente condizionare dall'arroganza di un ristretto gruppo intento solo a perpetuare se stesso. Ci organizzeremo e avvieremo  tutte le opportune iniziative per rendere  tangibile che sui Nebrodi non ci sono solo i Democratici di Sinistra  che  formalmente rappresentano la federazione ma che esistono altre sensibilità che vogliono rompere le vecchie logiche e creare le condizioni per una partecipazione ed un pluralismo autentici con l'obiettivo di  consentire a chiunque di potersi  impegnare politicamente  nel rispetto delle  diversità e delle peculiarità di cui è portatore. Ciò vale oggi a maggior ragione in quanto  il partito nuovo sarà strutturato su base provinciale e, quindi, la federazione dei Nebrodi è destinata a scomparire, ponendo fine all'anomalia messinese delle due federazioni e sarà, dunque, possibile dare un respiro più ampio all'impegno politico ed in tale prospettiva l'atteggiamento di difesa ad oltranza delle proprie posizioni  dell'attuale gruppo dirigente  assume toni quasi patetici.
 
Invitiamo coloro i quali negli anni passati si sono allontanati dai DS a causa della scarsa agibilità democratica della federazione dei Nebrodi o che, per gli stessi motivi,  non si sono mai avvicinati, se condividono il nostro ragionamento, a dare il loro concreto contributo per il raggiungimento degli obiettivi prima illustrati.
 
Alla luce di quanto sopra, inoltre,  valuteremo con i compagni  se restare, oppure rassegnare le dimissioni dagli organismi dirigenti della federazione tenuto conto che si tratta di un organismo oramai anacronistico".
 

Tindaro Germanelli
(componente della direzione e della segreteria della federazione )

  Vincenzo Amato
(componente della direzione e della segretaria della federazione)

 Emanuele Giglia
(componente della direzione delle federazione e della direzione regionale)

 Nunzio Scaglione
(componente della direzione)

 Angela Princiotto
(Componente della direzione della federazione  e della presidenza)