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Politica

Il Consiglio comunale azzera la Tasi, la tassa introdotta dal Governo Renzi

Si tratta dell’imposta unica sui servizi indivisibili che serve a pagare tra l'altro l'illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade.

| Domenico Pantaleo | Politica

@ Pattionline

Si tratta dell’imposta unica sui servizi indivisibili che serve a pagare tra l'altro l'illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade.

Con quindici voti a favore e quattro contrari il Consiglio comunale di Patti azzera la Tasi, l’imposta unica sui servizi indivisibili, la prima tassa introdotta dal Governo Renzi con la Legge di Stabilità, attraverso la quale i Comuni dovrebbero garantire, tra l’altro, i servizi di asilo nido, trasporto scolastico, l'illuminazione pubblica, la sicurezza, l'anagrafe, o la manutenzione delle strade.

E’ stato un pomeriggio alquanto caldo quello in cui il Consiglio comunale è stato chiamato a deliberare sulla Tasi, su proposta dei consiglieri Achille Fortunato, Giacomo Prinzi e Peppino Bisagni. L’Amministrazione comunale aveva scelto di non portare in Consiglio la Tasi, lasciando così l’aliquota minima prevista, cioè l’1 per mille. La proposta dei tre consiglieri era quella, invece, di approvare la Tasi con un’aliquota inferiore, allo 0,5 per mille, prevedendo inoltre alcune agevolazioni per determinate categorie. Questa proposta, che sicuramente prima di arrivare in aula è stata attentamente studiata dai tre consiglieri, non aveva ricevuto parere favorevole da parte del responsabile finanziario di Palazzo dell’Aquila. Certamente l’aver proposto un’aliquota allo 0,5 per mille e non direttamente allo zero, dimostra che i tre avevano ben chiara la situazione delle casse dell’Ente, e delle sempre maggiori difficoltà dovute ai minori trasferimenti.

Dopo una sospensione del Consiglio per cercare di capire quale fosse la soluzione migliore, al rientro in aula i tre consiglieri che sostengono il sindaco, Nino Calderone, Mariella Gregorio e Nico Giuttari, propongono di votare la Tasi con un’aliquota all’1 per mille e prevedendo alcune delle agevolazioni proposte prima dagli altri tre consiglieri. Nell’invitare il resto dell’aula a votare questa nuova proposta i consiglieri di maggioranza presentavano anche il parere favorevole del ragioniere. La votazione ha visto respinta la proposta con otto voti a favore e undici contrari. A quel punto il consigliere Giovanni Franchina è intervenuto lanciano una proposta: votare la Tasi con l’aliquota zero, cioè l’azzeramento. Alla base della proposta il fatto che sia quella avanzata dal consigliere Prinzi più altri, che la propria, avevano in ogni caso un parere contrario del ragioniere. Si trattava di decidere se tassare per circa 50 euro l’anno i cittadini possessori di casa o se costringere l’amministrazione comunale a trovare le minori entrate recuperando le somme altrove o tagliando sui servizi. Messa ai voti, la proposta di Franchina, sottoscritta anche dai consiglieri Mimmo Pontillo e Alessio Papa, ha ottenuto quindici voti a favore (tutta l’opposizione più il consigliere Placido Salvo), e quattro contrari (la maggioranza e il consigliere Giorgio De Luca).