La paura fa 90, i consiglieri comunali prima si lamentano e poi votano il consuntivo 2013
La bocciatura avrebbe portato allo scioglimento del Consiglio. Contrari solo i quattro del PD.
La bocciatura avrebbe portato allo scioglimento del Consiglio. Contrari solo i quattro del PD.
Quella che si preannunciava una seduta particolarmente accesa, che sarebbe potuta durare anche oltre la mezzanotte, si è trasformata invece in una seduta lampo. Subito dopo l'appello ha preso la parola a nome dell'opposizione il consigliere Achille Fortunato, seguito da un intervento telegrafico del consigliere Tripoli, e poi al voto.
Di seguito l'intervento di Fortunato.
“Siamo qui a discutere del consuntivo 2013 - ha detto Fortunato, nota spiacevole ormai, è prassi purtroppo di questa amministrazione e di questo comune, farsi mandare il commissario che fra l’altro ha anche un costo e comunque si potrebbe evitare. Anche questa purtroppo è diventata una prassi. Non so i motivi, sicuramente ritardi vari, ma questo rientra in quello che io denuncio da parecchio tempo, io e il Consiglio, una mancata programmazione, un vivere un pò alla giornata da parte di questa amministrazione, occuparsi più dell’ordinario che dell’amministrazione in senso vero con la a maiuscola. Questa è una denuncia che fra l’altro facciamo, quella di occuparsi dell’ordinario e tante cose ci fanno capire che corrisponde al vero, vedi nomine a scavalco, la gestione in dodicesimi, che sicuramente è il contrario dell’amministrare.
Sarò molto breve, questo consiglio è da circa tre anni che cerca di dare un indirizzo e dei consigli, ma vengono da questa amministrazione sempre smentiti. Oggi paradossalmente grazie ad una legge un po’ capestra, una legge regionale sul regolamento dei consigli comunali, se noi oggi bocciassimo questo bilancio il consiglio andrebbe a casa. E sinceramente non è il massimo, anche perché il consiglio è importantissimo; il consiglio ha un potere di indirizzo e di controllo, il consiglio, soprattutto in questa occasione, dove l’amministrazione non ha una maggioranza, e quindi c’è una opposizione netta nei numeri può guidare, può indicare, e può condizionare sicuramente in senso positivo un’amministrazione. Almeno questo speriamo che avvenga. Un esempio, farò un passaggio brevissimo, è sulla Tasi, quanto importante è stato, anche se fatto al novantesimo, all’ultimo minuto, anche se forse è uscita poi la cosa più provocatoria, ma sicuramente questa nostra presa si posizione politicamente parlando, condizionerà, ci auguriamo, l’intero consiglio, l’amministrazione ad agire con un po’ più di accortezza, e a cercare di programmare in modo serio la fiscalità locale, che oggi rispetto a qualche anno fa, ahimé, è molto ma molto più complessa. Perché come sapete il legislatore sta dando sempre di più autonomia in tal senso. Io chiudo perché il dibattito non ha motivo di esserci. Ripeto, dopo tre anni che noi continuiamo a sollecitare non avviene niente. Per cui andiamo avanti. Preannuncio il mio voto positivo, proprio in virtù del fatto che sarebbe una assurdità rischiare di andare noi a casa, perché ripeto, signor sindaco, in questo momento non ci fidiamo di questa amministrazione quindi a maggior ragione andare a casa sarebbe lascerebbe campo libero e non è giusto, e democraticamente il consiglio ha un ruolo importantissimo”.
Una riflessione è d’obbligo. Innanzitutto sul fatto che, secondo il consigliere Fortunato, il dibattito non aveva motivo di esserci. Il bilancio consuntivo rappresenta la “fotografia” di quanto l’amministrazione ha fatto nell’anno precedente. Non vi sono altre sedi e occasioni migliori di questa per manifestare il proprio apprezzamento o disappunto sulla gestione amministrativa dell’anno precedente. Per il consigliere Fortunato, invece, il dibattito non aveva motivo di esserci. L’opposizione si lamenta continuamente dell’amministrazione Aquino, ma poi gli vota favorevolmente il bilancio consuntivo. C’è da diventare scemi, dalle parole dei consiglieri di opposizione, che ricordiamo parlavano per bocca del consigliere Fortunato; non si riesce a capire se questa amministrazione abbia fatto bene oppure no. Le parole del consigliere Fortunato facevano presagire un sicuro voto negativo. Ed invece no, l’opposizione vota positivamente il consuntivo 2013. A spiegarne i motivi, come si legge nel virgolettato sopra, è stato lo stesso consigliere. La solita e ormai vecchia favoletta dell’importanza del Consiglio, quale strumento di indirizzo e controllo dell’amministrazione comunale. Si, perché non può che essere una favoletta se poi ci si lamenta di non essere mai ascoltati. A questo punto c’è da chiedersi il perché ci si lamenti, quando poi è proprio l’organo consiliare ad avere gli strumenti necessari per mettere fine a questa presunta indifferenza da parte dell’amministrazione attiva. Gli strumenti ci sono, serve solo un poco coraggio e di assunzione di responsabilità. La sfiducia è il primo di questi. Non ha senso annunciarla ai giornali e poi lasciare scemare il tutto, forse per paura di non trovare i voti necessari neppure per presentarla. Un altro strumento è proprio quello del voto contrario al bilancio, uno strumento questo di forte disappunto che si usa nei confronti di una gestione amministrativa che si ritiene fallimentare. C’era persino già insediato un commissario ad acta inviato dall’assessorato regionale delle Autonomie Locali che si sostituisse al Consiglio comunale nell’approvazione del conto consuntivo, così come è avvenuto nella stragrande maggioranza dei comuni siciliani.
Probabilmente, invece, la verità sta nel fatto che anche qui a Patti, come in parlamento a Roma o a Palermo, i consiglieri tengono più alla poltrona che a guardare al benessere dei cittadini. A Roma e a Palermo andando a casa perderebbero diversi privilegi, qui a Patti, invece, per alcuni consiglieri sciogliere il consiglio comunale significherebbe fare ritorno a casa e perdere l’unica opportunità di “contare” qualcosa, consapevoli anche di non poter avere più nessuna chance di sedere nuovamente in consiglio poiché ormai i cittadini hanno capito bene con chi hanno a che fare.
I consiglieri di opposizione, ad eccezione del gruppo dei consiglieri del Pd, hanno fatto una scelta, hanno preferito votare favorevolmente e rimanere attaccati alla poltrona. La paura di tornare a casa, come detto, fa 90, e i consiglieri non sono disposti a ritornare nell’oblio.
