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Politica

La nomina dell'assessore Franchina determina la rottura della maggioranza

Tre consiglieri lasciano il sindaco Aquino. Nel Consiglio comunale non c'è più la lista "Patti nel Cuore - Mauro Aquino Sindaco".

| Domenico Pantaleo | Politica

@ Pattionline

Tre consiglieri lasciano il sindaco Aquino. Nel Consiglio comunale non c'è più la lista "Patti nel Cuore - Mauro Aquino Sindaco".

Un consigliere su sei e un assessore su quattro: questo è quel che rimane della squadra del sindaco Mauro Aquino. A distanza di quattro anni il primo cittadino si ritrova in consiglio comunale a non avere più la lista che portava il suo nome, “Patti nel Cuore - Mauro Aquino Sindaco”. I due consiglieri, espressione di quella lista, Mariella Gregorio Nardo e Nino Calderone, hanno cancellato quel simbolo dalla geografia politica del consiglio comunale, transitando nel gruppo misto, di fatto lasciando il sindaco Aquino senza rappresentanza in consiglio comunale. Alla base delle motivazioni, dicono i due consiglieri, il deficit di democrazia nelle scelte importanti da prendere per lo sviluppo della città. A quanto pare la scintilla che ha innescato quella che può considerarsi una bomba dal punto di vista politico (perdere in consiglio la lista di riferimento del sindaco non è cosa da poco), è stata la nomina del consigliere Franchina ad assessore. Nomina contestata dai due consiglieri, dal consigliere Placido Salvo, e da altri esponenti della coalizione che sostiene ancora l’amministrazione Aquino. Nonostante gli inviti a non designare assessore l’ex delfino dell’ex sindaco Venuto, il sindaco Aquino ha voluto ugualmente fare questa scelta. Nomina contestata dalla sua stessa maggioranza, nonostante lo stesso primo cittadino dica il contrario. Anche l’assessore Franchina sostiene di avere la fiducia della coalizione, ma puntualmente è smentito dai consiglieri che sostengono il sindaco, anzi sostenevano, sin dalla prima ora.  All’abbandono dei due consiglieri di “Patti nel Cuore”, si è aggiunta la fuoriuscita dalla maggioranza del consigliere Salvo Placido. “Le idee di rinnovamento e risanamento che ci avevano uniti all’inizio con il primo cittadino - ha detto Placido, non coincidono più. In questi quattro anni tutti i consiglieri abbiamo dimostrato fiducia e lealtà credendo nel progetto presentato agli elettori. Oggi, però, devo ammettere che alcuni che hanno abbandonato la coalizione nel recente passato, sono stati forse più lungimiranti”. Adesso il sindaco è rimasto con un solo consigliere di quelli che hanno creduto in lui sin dalla prima ora, il quale è stato eletto nella lista “365 giorni per Patti”; si tratta di Nico Giuttari, che in giunta è rappresentato dall’assessora Bonanno. A questo si aggiunge il consigliere-assessore Franchina eletto nella lista “Sicilia Vera impegno per Patti con Venuto” a sostegno del candidato sindaco Luigi Gullo, e, come abbiamo detto in un precedente articolo, il consigliere Mimmo Pontillo, eletto nella lista “Patti futura” a sostegno anche questa del candidato sindaco Luigi Gullo, che ufficialmente dice di essere all’opposizione, ma che di fatto partecipa regolarmente alle riunioni politiche della quasi inesistente maggioranza. Pur continuando a sostenere di non sentirsi politicamente isolato, il sindaco Aquino appare sempre più come il capitano di una nave che sta affondando, aggrappato nel punto più alto dell’albero maestro, che dice ai marinai in acqua che cercano una scialuppa per salvarsi, che tutto va bene, di non disperare. E più la nave affonda più lui sale l’albero maestro predicando serenità, dimenticandosi dei suoi marinai. Per dirla con le espressioni usate da qualche consigliere in consiglio comunale, appare come “un uomo solo al comando”, ma in questo caso al comando di una nave che affonda rimasta ormai senza equipaggio cui impartire ordini o chiedere consigli.

In altri tempi, in altri contesti, e con persone differenti, un primo cittadino che si fosse trovato in una situazione simile, senza cioè il sostegno di cinque dei sei consiglieri della propria maggioranza, avrebbe immediatamente presentato le dimissioni, ridando la parola agli elettori. A Patti questo non accadrà di certo. In queste ore si riparla di mozione di sfiducia. Secondo noi resteranno solo chiacchiere. Come abbiamo scritto in passato per presentare una mozione di sfiducia, scusate il francesismo, ci vogliono le palle. E secondo noi in consiglio comunale tredici persone disposte a firmare la mozione di sfiducia per mandare a casa il sindaco, e conseguentemente loro stessi, non ci sono. Ci sbagliamo? Lo vedremo nei prossimi giorni.