Annullate le elezioni comunali di Messina
Il Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia ha annullato l'elezione del sindaco di Messina del 2005. Era stato presentato un ricorso dalla lista Nuovo Psi.
Il Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia ha annullato l'elezione del sindaco di Messina del 2005. Era stato presentato un ricorso dalla lista Nuovo Psi.
Nella guerra a colpi di carta bollata con conseguenti ricorsi al tribunale tra i socialisti di Bobo Craxi e Gianni De Michelis, inciampa il sindaco e il consiglio comunale di Messina.
Il consiglio di giustizia amministrativa ha annullato l'elezione di Francantonio Genovese della Margherita e candidato alla segreteria regionale del Partito democratico e i consiglieri proclamati nel 2005.
La sentenza numero 907 del 2007 è stata depositata oggi. Dietro l'angolo c'è la nomina di un commissario straordinario per bandire nuove elezioni così come accadde nel 2003 a seguito della decadenza di Giuseppe Buzzanca (An), condannato per peculato d'uso.
«Il giudizio inappellabile e supremo del Cga siciliano, che rispettiamo, ha dell'incredibile - dice Craxi - poichè costringe i messinesi a tornare al voto certificando uno dei tanti imbrogli della 'malapoliticà».
Il 30 novembre dello scorso anno il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, aveva accolto i ricorsi di Craxi contro la presentazione di una lista del Nuovo Psi composta da candidati vicini a Gianni De Michelis.
Lo stesso Tar, nel novembre 2005 aveva accolto il ricorso d'urgenza presentato da Craxi ed aveva escluso la lista del Nuovo Psi dalle elezioni comunali. Questa decisione era stata appellata dal candidato a sindaco della lista di De Michelis, Antonino Di Trapani, e dal presentatore della lista Salvatore Gennaro.
Il Cga ha respinto il ricorso ordinando l'annullamento delle consultazioni elettorali. Gennaro aveva depositato una lista con un contrassegno con la scritta «Partito Socialista - Nuovo PSI», costituito da un cerchio con bordo rosso, bianco, corona circolare verde, al centro del quale era raffigurato un garofano con la corolla rossa ed il gambo verde.
La lista, che comprendeva 37 candidati, era depositata su delega di De Michelis, che l'aveva resa in qualità di segretario nazionale del partito socialista. Craxi si era opposto alla presentazione della lista, con un telegramma del 3 novembre 2005, nel quale comunicava alla Commissione elettorale circondariale di Messina che De Michelis non ricopriva più alcun incarico all'interno degli organi direttivi del Partito Socialista Nuovo PSI, in quanto al V congresso del partito era stato eletto alla carica di segretario nazionale lo stesso Craxi. La Cec di Messina ammise la lista, ritenendo «di non essere legittimata ad entrare nel merito della questione». Ma poi il Tar la escluse.
«L'esclusione cautelare di una lista ha comportato quindi un illegittimo svolgimento delle elezioni con effetti, - afferma la sentenza del Cga - riguardanti non solo la lista in questione, ma altresì tutte le altre liste. Non è ovviamente possibile stabilire, ad esempio, quanti voti sarebbero confluiti sulla lista esclusa, nè su quali liste e candidati (a sindaco e a consiglieri) tali voti siano confluiti; se e in quale misura la tardiva esclusione abbia influito sulla percentuale di voti nulli, di schede bianche e degli astenuti». Il collegio pertanto ritiene di non «dover affrontare le questioni attinenti alla ammissibilità o meno della lista controversa». In conclusione sul piano processuale risultano inammissibili tutti i ricorsi proposti all'appello principale.