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Politica

Le famiglie hanno protestato? Punite nella Finanziaria

Image"Le famiglie devono stare zitte e buone, chiuse in casa, senza mettere il naso fuori: se azzardano una protesta, peggio per loro". Questo il commento sulla Finanziaria di una giornalista di Avvenire.
| Eugenia Rossella da AVVENIRE | Politica

@ Pattionline

Image"Le famiglie devono stare zitte e buone, chiuse in casa, senza mettere il naso fuori: se azzardano una protesta, peggio per loro". Questo il commento sulla Finanziaria di una giornalista di Avvenire.

ImageSulla partita politica giocata intorno alla legge finanziaria le metafore belliche si sprecano. È stata una Caporetto per Berlusconi, che aveva preannunciato la caduta del governo, commentano alcuni. No, è una tragica vittoria di Pirro per Prodi, che con la presa di distanza di Dini e Bordon non ha più una maggioranza su cui contare.

Macché: è una Waterloo per entrambi i leader, che hanno visto azzerate le proprie strategie, e devono controvoglia considerare l’opportunità di un dialogo sulle riforme. Le valutazioni sono aperte, e lo scenario sarà presto più chiaro.

Qualcuno, però, va annoverato di sicuro tra i perdenti: le famiglie italiane. Nella finanziaria, i 'provvedimenti audaci' chiesti dal popolo del Family day non ci sono. Per la verità, anche accantonando temporaneamente l’audacia, nemmeno di provvedimenti timidi si trova la minima traccia. Con un tardivo sussulto di rimorso, chiusa la votazione al Senato della finanziaria, il governo ha deciso di regalare qualche spicciolo alle famiglie numerose, istituendo la 'carta famiglia', grazie alla quale i nuclei con almeno 3 figli potranno usufruire di sconti su alcuni servizi (di quale entità, resta da vedere).

Di chi è la responsabilità dell’assoluta mancanza di attenzione alla famiglia registrata dalla Finanziaria? Di chi l’ha votata, direbbe qualunque persona di buon senso. Se dobbiamo cercare responsabilità più precise, forse bisogna indicare quelle dei ministri competenti, che non hanno difeso con sufficiente energia le proprie ragioni; o magari quelle del premier e del ministro dell’Economia.

ImageSecondo il ministro Rosy Bindi, invece, la colpa è delle 50 e più associazioni del laicato cattolico che hanno indetto la manifestazione del 12 maggio a Roma, a Piazza San Giovanni. Dopo quel fatale appuntamento, ha dichiarato il ministro, 'la situazione è peggiorata; ora è più difficile fare politiche per la famiglia'.

Insomma, le famiglie devono stare zitte e buone, chiuse in casa, senza mettere il naso fuori: se azzardano una protesta, peggio per loro.

 

Tutt’altra cosa quando un comico popolare e senza peli sulla lingua come Beppe Grillo manda i politici a quel paese: atteggiamento che, evidentemente, gli stessi politici considerano più utile e collaborativo della immensa e pacifica occupazione di una piazza da parte di nonni, genitori, giovani e bambini.

Il Forum delle famiglie, invece di dar retta al ministro e ritirarsi in buon ordine, sta organizzando una raccolta di firme per l’equità fiscale: non si chiede assistenza, ma, appunto, equità, cioè un trattamento fiscale che tenga conto delle persone tra cui il reddito va diviso. Il governo ha avuto a disposizione un insperato tesoretto, derivato dall’incremento delle entrate fiscali: era l’occasione giusta per cambiare davvero qualcosa, introducendo criteri di proporzionalità tra la tassazione e la consistenza del nucleo familiare. Si è preferito continuare sulla vecchia strada, nonostante gli analisti facciano notare come spesso a beneficiare dei provvedimenti per i ceti deboli non siano i più poveri, proprio perché 'non si guarda - come ha scritto Francesco Giavazzi- alle altre fonti di reddito della famiglia'.

Qualche margine, però, si può ancora trovare. Al Governo e alla maggioranza chiediamo di usare gli ultimi scampoli di votazioni sulla finanziaria e il decreto sull’extragettito per correggere il tiro, almeno in parte. All’opposizione chiediamo di dare una mano, indicando soluzioni condivisibili: forse si può ancora fare qualcosa per non deludere irrimediabilmente le bistrattate famiglie italiane.