Nonostante i solleciti, al Comune di Patti sembrano fare orecchie da mercante.

L'indignazione per quanto si sta verificando da diversi mesi nella scuola elementare della frazione Scala con il passare del tempo diventa rabbia. Non ci possono essere giustificazioni che tengano per l'assoluta inefficienza dell'Ufficio tecnico del Comune di Patti. Come più volte evidenziato sono svariati i disagi causati ai cittadini a causa della cattiva gestione di quel settore. Strade colabrodo, transenne ovunque, perdite d'acqua che non si contano più, interventi sulle strade che si ripetono frequentemente a causa del pressapochismo con il quale vengono eseguiti, e cosa più grave manutenzioni degli edifici scolastici praticamente inesistente creando disagi agli alunni. 

Nel mese di dicembre era scoppiato il "caso" del mancato funzionamento delle caldaie delle scuole elementari di piazza XXV Aprile e Corso Matteotti e della scuola media Pirandello, cioè i principali plessi scolastici cittadini. Nonostante l'opera di rassicurazione su interventi tempestivi, che non sono stati così celeri, promossa sui social network da alcuni leccaculo, l'anno 2017 si è chiuso certificando il fallimento dell'amministrazione comunale, almeno in quel settore. 

Speravamo che il problema del riscaldamento nella scuola elementare di Scala di Patti fosse un problema vecchio, ormai dimenticato poiché risolto nel 2017. Purtroppo ci siamo sbagliati. Anche dinanzi ai disagi procurati ai bambini, gli uffici comunali e gli amministratori hanno continuato a guardare dall'altra parte. 

E dire che nell'ultimo consiglio comunale, se non erro nel mese di dicembre, il consigliere Gianni Di Santo aveva sollecitato il Comune a intervenire tempestivamente. Ancora oggi il climatizzatore installato non molto tempo fa in un'aula della scuola di Scala non funziona. Da quanto ci dicono i fruitori di quella scuola, quel climatizzatore pare si sia rotto poco dopo essere stato montato. Nonostante le lamentele dei genitori e del personale della scuola, dal Comune, come dicevamo, fanno orecchie da mercante. 

Non riusciamo a capire per quale motivo dall'Ufficio tecnico non si è intervenuto per chiedere alla ditta che ha installato il climatizzatore di intervenire e riparare il prodotto in garanzia. Sembrerebbe che la ditta che ha venduto e installato quel prodotto sia legata in un certo qual modo ad un tecnico comunale, che a sua volta deve controllare l'esecuzione dei lavori e attestarne l'esecuzione a regola d'arte. Se quanto riferitoci risultasse vero sarebbe necessario che l'Anac, l'autorità nazionale anti corruzione, intervenisse, accertando fatti e se necessario ristabilendo le regole. Non può essere che il controllore sia parente del controllato.

Dal canto suo il consigliere Di Santo ha informato la stampa di questa situazione, comunicando che se il problema non verrà risolto a breve lo stesso occuperà l'aula consiliare.

Noi siamo convinti, invece, che alla luce delle molteplici segnalazioni e dell'inerzia del Comune, i cittadini dovrebbero chiedere, come prevede il titolo V della Costituzione, l'esercizio del potere sostitutivo, con il commissariamento dell'Ufficio tecnico o dello stesso Comune. In effetti in linea di principio dovrebbero farlo i consiglieri di opposizione, ma purtroppo a Patti non ve ne sono.

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