Azzurra Basket: Una vittoria che deve far riflettere
L’effetto novità, così come le convincenti prestazioni con cui le ragazze pattesi hanno sbaragliato letteralmente le avversarie nelle prime due gare di campionato, sono già finite? Sembrerebbe proprio di si, a vedere la gara di sabato scorso, con i primi tre quarti di rara bruttezza, con quintetti che si alternavano ma che andavano a strappi, a tratti addirittura, dando l’impressione di scomparire letteralmente dal campo e che faticavano a piegare avversari tenaci ma sicuramente inferiori. Avversari che hanno saputo accoppiare ad una difesa forte ed aggressiva, maggiore lucidità e sopperire alle troppe palle buttate via, con una maggiore semplicità nei giochi d’attacco, che prendendo sempre più fiducia, obbligavano le pattesi ad un gioco caotico, con pessime circolazioni di palla, ritmi blandi ed errori al tiro a ripetizione.
Troppo brutta questa Thema Finanziamenti Patti per essere vera. Completamente irriconoscibili le ragazze di coach Cafarelli, poco convinte, poco reattive e ancor meno determinate. Inutile stare a nascondersi, la Thema Finanziamenti Patti, ha trovato una giornata storta nelle conclusioni, fallendone anche di facili, ma ha confermato anche antichi difetti: ad esempio la mancanza di reattività, che non è velocità, perchè quando hanno potuto scatenare il contropiede, hanno fatto buone cose, e la prolissità degli schemi offensivi, che ha portato tra l’altro a perdere palle importanti.
Singolarmente nessuna è arrivata ad una sufficienza piena. Dominguez, che è stata la migliore realizzatrice, ha molto sofferto nei primi due tempi, ma si è parzialmente riscattata nell’ultimo quarto con 32 punti che la dicono tutta sul risultato finale. Certo è, che di colpo tutto quello di buono le ragazze avevano fatto vedere nelle prime giornate, sabato come d’incanto, sembrava essere diventato un sogno. E bastato un volenteroso Messina per riportare capitan Leone e compagne con i piedi per terra. Colpita e quasi affondata, se non era per la Romanetti, che sul 52 a 50 per le messinesi, prima commetteva un fallo sulla Dominguez, discutibile, poi trovava pure il tempo di mandare a quel paese l’arbitro, comprensibile, facendosi chiamare tecnico ed espellere successivamente, eccessivo. Un secondo di follia che regala ben sei tiri liberi al Patti e possesso palla. Dalla lunetta va Gretel Dominguez, concentratissima, che realizza cinque dei sei liberi e sul successivo possesso palla mette dentro una tripla da urlo, portando la Thema sul 58 a 52. Poi ci pensavano, prima il coach del San Matteo e successivamente Dama a farsi chiamare tecnico il primo e fallo antisportivo la seconda, regalando alle ragazze di coach Cafarelli una vittoria da dimenticare in fretta.
L’approccio sbagliato alla partita, sicuramente, ma anche la presunzione mista all’arroganza di aver gia vinto la gara prima di giocarla, sono e possono essere una chiave di lettura. Ma la pallacanestro non è matematica, dove basta sommare i reali valori in campo per avere la certezza del risultato, e non è nemmeno uno sport per urlatori, perché non si vince gridando più degli altri, ma trasferendo serenità e tranquillità al gruppo. Si può anche perdere, ma si esce dal rettangolo di giuoco se non col sorriso del risultato, col sorriso e con i complimenti di chi ci guarda.
L’effetto novità, così come le convincenti prestazioni con cui le ragazze pattesi hanno sbaragliato letteralmente le avversarie nelle prime due gare di campionato, sono già finite? Sembrerebbe proprio di si, a vedere la gara di sabato scorso, con i primi tre quarti di rara bruttezza, con quintetti che si alternavano ma che andavano a strappi, a tratti addirittura, dando l’impressione di scomparire letteralmente dal campo e che faticavano a piegare avversari tenaci ma sicuramente inferiori. Avversari che hanno saputo accoppiare ad una difesa forte ed aggressiva, maggiore lucidità e sopperire alle troppe palle buttate via, con una maggiore semplicità nei giochi d’attacco, che prendendo sempre più fiducia, obbligavano le pattesi ad un gioco caotico, con pessime circolazioni di palla, ritmi blandi ed errori al tiro a ripetizione.
Troppo brutta questa Thema Finanziamenti Patti per essere vera. Completamente irriconoscibili le ragazze di coach Cafarelli, poco convinte, poco reattive e ancor meno determinate. Inutile stare a nascondersi, la Thema Finanziamenti Patti, ha trovato una giornata storta nelle conclusioni, fallendone anche di facili, ma ha confermato anche antichi difetti: ad esempio la mancanza di reattività, che non è velocità, perchè quando hanno potuto scatenare il contropiede, hanno fatto buone cose, e la prolissità degli schemi offensivi, che ha portato tra l’altro a perdere palle importanti.
Singolarmente nessuna è arrivata ad una sufficienza piena. Dominguez, che è stata la migliore realizzatrice, ha molto sofferto nei primi due tempi, ma si è parzialmente riscattata nell’ultimo quarto con 32 punti che la dicono tutta sul risultato finale. Certo è, che di colpo tutto quello di buono le ragazze avevano fatto vedere nelle prime giornate, sabato come d’incanto, sembrava essere diventato un sogno. E bastato un volenteroso Messina per riportare capitan Leone e compagne con i piedi per terra. Colpita e quasi affondata, se non era per la Romanetti, che sul 52 a 50 per le messinesi, prima commetteva un fallo sulla Dominguez, discutibile, poi trovava pure il tempo di mandare a quel paese l’arbitro, comprensibile, facendosi chiamare tecnico ed espellere successivamente, eccessivo. Un secondo di follia che regala ben sei tiri liberi al Patti e possesso palla. Dalla lunetta va Gretel Dominguez, concentratissima, che realizza cinque dei sei liberi e sul successivo possesso palla mette dentro una tripla da urlo, portando la Thema sul 58 a 52. Poi ci pensavano, prima il coach del San Matteo e successivamente Dama a farsi chiamare tecnico il primo e fallo antisportivo la seconda, regalando alle ragazze di coach Cafarelli una vittoria da dimenticare in fretta.
L’approccio sbagliato alla partita, sicuramente, ma anche la presunzione mista all’arroganza di aver gia vinto la gara prima di giocarla, sono e possono essere una chiave di lettura. Ma la pallacanestro non è matematica, dove basta sommare i reali valori in campo per avere la certezza del risultato, e non è nemmeno uno sport per urlatori, perché non si vince gridando più degli altri, ma trasferendo serenità e tranquillità al gruppo. Si può anche perdere, ma si esce dal rettangolo di giuoco se non col sorriso del risultato, col sorriso e con i complimenti di chi ci guarda.