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Sport

Azzurra Basket Patti senza limiti

È stato certamente il regno della pallacanestro femminile siciliana, un regno, dove ancora adesso aleggia un alone di mistero e magia.

Il PalaEnichem, quello che si presenta a noi, per tanti versi è il palasport dei contrasti: è il silenzio del tempio, che nella sua “oscurità”, trasferisce relax e tranquillità, ma anche sport, movimento e l’allegria della scuola di basket, che sotto l’attenta ed amorevole guida di un monumento del passato Sofia Vinci, ci accolgono in quel che resta di questa strana giornata di novembre.
 
Che giocare a Priolo nascondesse un fascino particolare lo si sapeva, bastava, infatti, guardare negli occhi le ragazze, soprattutto le più giovani, per capire che quella non era la solita trasferta, che quella non era la solita partita. In quella lunga ora di attesa, gli occhi quasi smarriti, della Giordano, della Zodda, e della Russo, si sono soffermati sulla maglia numero 14 della Vinci, chiusa a dormire per sempre in bacheca, sulle foto ricordo e sulle coppe, a testimonianza di una storia gloriosa. Chissà quante altre ancora, hanno fatto un tuffo nel passato, ripercorrendo a ritroso quei venti anni, per rintracciare le radici del sogno, di quella stagione 1988\89, che li proiettò nell’olimpo del basket nazionale prima, con lo scudetto vinto, ed internazionale dopo nel 1990, con la Coppa dei Campioni strappata al CSKA di Mosca, sul neutro di Cesena.
 
Ed è proprio in questo magico scenario, un pò surreale, di questo strano sabato di novembre, che irrompe al PalaEnichem con un blitz di qualità, L’Azzurra Basket Patti, trascinata da una Giulia Borgia implacabile, ed una stratosferica Alessandra Rizzo (nella foto sotto), 15 i punti finali.
 
Un successo, in verità, mai messo in discussione, nonostante di contro ci fosse una squadra giovane, ma validissima, molto tecnica, con giocatrici dotate di ottimi fondamentali, scuola Coppa, per intenderci, scattanti e veloci, con palleggio, arresto e tiro immediato,  ma quando di fronte si scontra un super gruppo unito e compatto, con un unico grande obiettivo, quello di centrare i due punti, ed una super immensa Capitana, Nunziella Cangemi, 17 i punti per lei all’attivo, tutto diventa impresa.
 
Subito in salita la gara per le siracusane, penalizzate forse dalla giovane età, ma non per questo arrendevoli, che gia al terzo minuto si trovavano sotto di 10 lunghezze ed alla fine del primo quarto sotto di 16, con una super condottiera infallibile come l’ungherese Bonè. Nel secondo quarto la musica non cambia, con le locali di coach Coppa, che macinando chilometri e schemi contemplati sul manuale della pallacanestro, trovavano difficoltà nelle conclusioni, e non riuscendo a trovare spiragli subiscono quasi passivamente le ospiti, che crescono minuto dopo minuto, con la Kramer e la Bonè, per passare poi il testimone alla Cangemi, Rizzo, Borgia, Giordano e Russo che entra nelle rotazioni con buon impatto, poi uscita per il riacutizzarsi del problema alla spalla. Negli ultimi minuti spazio anche per la giovane Zodda, e la veterana Imbesi,  che ben ripagano la fiducia riposta in loro da Coach Cafarelli.
 
L’ultimo quarto serve solo per lo spettacolo, firmato Cangemi – Borgia, che arrivano entrambe in doppia cifra e che fermano il punteggio sul 65 a 48.
Il Patti rimane così in vetta, ma sempre in buona compagnia, in quanto il Catanzaro dell’amico Presidente Siciliano, vince, fa tre su tre, e aspetta Patti, dopo la sosta di domenica prossima, il 28 novembre, proprio in terra di Calabria.
 
Un successo da copertina, quello di sabato scorso, una vittoria che fa capire, come questa squadra abbia davvero molte armi per guardare con interessanti prospettive al futuro e grandi numeri. Come quelli fatti vedere sul parquet e quelli che contraddistinguono questo inizio di stagione. Si parte dall’ambo, come le vittorie esterne contro Catania e Priolo, e si passa al terno, come i successi consecutivi in campionato. E allora, se si parla di numeri, perché non citarli, aggiungendo anche: 197 i punti realizzati, 142 quelli subiti, 62 i punti della Kramer, e 10, come il voto che meritano le nostre ragazze.
 
 
| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

È stato certamente il regno della pallacanestro femminile siciliana, un regno, dove ancora adesso aleggia un alone di mistero e magia.

Il PalaEnichem, quello che si presenta a noi, per tanti versi è il palasport dei contrasti: è il silenzio del tempio, che nella sua “oscurità”, trasferisce relax e tranquillità, ma anche sport, movimento e l’allegria della scuola di basket, che sotto l’attenta ed amorevole guida di un monumento del passato Sofia Vinci, ci accolgono in quel che resta di questa strana giornata di novembre.
 
Che giocare a Priolo nascondesse un fascino particolare lo si sapeva, bastava, infatti, guardare negli occhi le ragazze, soprattutto le più giovani, per capire che quella non era la solita trasferta, che quella non era la solita partita. In quella lunga ora di attesa, gli occhi quasi smarriti, della Giordano, della Zodda, e della Russo, si sono soffermati sulla maglia numero 14 della Vinci, chiusa a dormire per sempre in bacheca, sulle foto ricordo e sulle coppe, a testimonianza di una storia gloriosa. Chissà quante altre ancora, hanno fatto un tuffo nel passato, ripercorrendo a ritroso quei venti anni, per rintracciare le radici del sogno, di quella stagione 1988\89, che li proiettò nell’olimpo del basket nazionale prima, con lo scudetto vinto, ed internazionale dopo nel 1990, con la Coppa dei Campioni strappata al CSKA di Mosca, sul neutro di Cesena.
 
Ed è proprio in questo magico scenario, un pò surreale, di questo strano sabato di novembre, che irrompe al PalaEnichem con un blitz di qualità, L’Azzurra Basket Patti, trascinata da una Giulia Borgia implacabile, ed una stratosferica Alessandra Rizzo (nella foto sotto), 15 i punti finali.
 
Un successo, in verità, mai messo in discussione, nonostante di contro ci fosse una squadra giovane, ma validissima, molto tecnica, con giocatrici dotate di ottimi fondamentali, scuola Coppa, per intenderci, scattanti e veloci, con palleggio, arresto e tiro immediato,  ma quando di fronte si scontra un super gruppo unito e compatto, con un unico grande obiettivo, quello di centrare i due punti, ed una super immensa Capitana, Nunziella Cangemi, 17 i punti per lei all’attivo, tutto diventa impresa.
 
Subito in salita la gara per le siracusane, penalizzate forse dalla giovane età, ma non per questo arrendevoli, che gia al terzo minuto si trovavano sotto di 10 lunghezze ed alla fine del primo quarto sotto di 16, con una super condottiera infallibile come l’ungherese Bonè. Nel secondo quarto la musica non cambia, con le locali di coach Coppa, che macinando chilometri e schemi contemplati sul manuale della pallacanestro, trovavano difficoltà nelle conclusioni, e non riuscendo a trovare spiragli subiscono quasi passivamente le ospiti, che crescono minuto dopo minuto, con la Kramer e la Bonè, per passare poi il testimone alla Cangemi, Rizzo, Borgia, Giordano e Russo che entra nelle rotazioni con buon impatto, poi uscita per il riacutizzarsi del problema alla spalla. Negli ultimi minuti spazio anche per la giovane Zodda, e la veterana Imbesi,  che ben ripagano la fiducia riposta in loro da Coach Cafarelli.
 
L’ultimo quarto serve solo per lo spettacolo, firmato Cangemi – Borgia, che arrivano entrambe in doppia cifra e che fermano il punteggio sul 65 a 48.
Il Patti rimane così in vetta, ma sempre in buona compagnia, in quanto il Catanzaro dell’amico Presidente Siciliano, vince, fa tre su tre, e aspetta Patti, dopo la sosta di domenica prossima, il 28 novembre, proprio in terra di Calabria.
 
Un successo da copertina, quello di sabato scorso, una vittoria che fa capire, come questa squadra abbia davvero molte armi per guardare con interessanti prospettive al futuro e grandi numeri. Come quelli fatti vedere sul parquet e quelli che contraddistinguono questo inizio di stagione. Si parte dall’ambo, come le vittorie esterne contro Catania e Priolo, e si passa al terno, come i successi consecutivi in campionato. E allora, se si parla di numeri, perché non citarli, aggiungendo anche: 197 i punti realizzati, 142 quelli subiti, 62 i punti della Kramer, e 10, come il voto che meritano le nostre ragazze.