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Sport

Azzurra Basket Patti: Notte fonda

Sarebbe stata un’ingiustizia sportiva, se Patti avesse vinto domenica sera nella gara contro il San Matteo Messina. Ma al di la della sconfitta, perdere contro chi a fine gara gioca meglio e piange di gioia, per l’impresa sportiva raggiunta, è sempre un onore.

Una gara da dimenticare, comunque sotto ogni punto di vista. Confusione e nervosismo sul parquet e tanti, tantissimi errori l’hanno fatta da padrone. Un risultato pesante, con tre quarti giocati al piccolo trotto, con tanti errori e qualche timido accenno di reazione nell’ultimo quarto, quando Cangemi Antonella, dopo tante conclusioni e alcune palle perse, è riuscita ad inanellare importanti punti che hanno ridotto il distacco prima, ed addirittura a determinare nel finale il sorpasso dopo essere stata sotto per tutta la gara e trovarsi a 15 secondi dalla fine sul punteggio di 59 a 56, con la partita che ormai a quel punto, inspiegabilmente sembrava in mano alle pattesi. Ma un finale convulso, ha prodotto strane ingenuità che sono costate l’imbattibilità casalinga ed il primo posto in campionato. A sei secondi dalla fine un tiro della domenica da tre punti della Retto, porta il San Matteo all’overtime, dove la Skrastina e soci riprendono lo smalto dei primi tre quarti, e l’ultima forzata penetrazione della Cascio, decreta la resa di un Patti demotivato e stanco. “Non ci siamo state con la testa, non trovo spiegazioni a questo calo notevole. – afferma Coach Cafarelli, ma già da sabato cercheremo di riprendere la giusta strada, e continua, dopo la debacle di domenica sera c’è la voglia di voltare pagina,  anche se la Lazur Catania, non sarà certamente l’avversario più agevole. L’importante – prosegue Cafarelli– sarà riuscire a vedere un atteggiamento positivo per cancellare in fretta la partita di ieri. Questi sono i pro ed i contro dell’avere una formazione che a volte non conosce le vie di mezzo. O molto bene, o molto male. E su questo aspetto bisognerà già da domani lavorare sempre di più''. Parole secche, che raffigurano l’amarezza e la consapevolezza della opaca prestazione offerta al numeroso pubblico presente.
 
Dopo il colpaccio di Catanzaro, brusca, bruttissima, ma salutare battuta d'arresto per Capitan Cangemi e compagne, che tornano sulla terra e vengono letteralmente schiantate dal San Matteo Messina, capace di imporsi al PalaSerranò, al termine di una gara dominata per almeno tre quarti. Nel primo parziale, infatti, sono le Messinesi a scattare in testa da subito, con un sottomano di Raffaele, per poi allungare sul 15-6 sospinte dalla Skrastina. E' proprio il capitano del San Matteo, a rendersi protagonista della cavalcata messinese: il centrone segna e prende rimbalzi, Retto si scalda e, quando pure Cascio inizia a carburare, va in scena il mega parziale che segna di fatto la partita.
 
Patti, costretta ad inseguire, si spegne e nemmeno gli ingressi dalla panchina della Giordano e della Russo, che molto bene avevano fatto in terra di Calabria, riescono a cambiare la situazione: Borgia non si accende, Cangemi Nunziella gioca a mezzo servizio, Rizzo sembrava essere rimasta negli spogliatoi, Bonè è troppo timida e Kramer dopo alcune settimane ad eccellente livello, stavolta marca visita. Per di più, sia in fase difensiva che offensiva, che dalla lunetta, è dramma: le locali tirano al di sotto del 40%.
 
Una partita storta, insomma, un po’ per una giornata non proprio ideale per le ragazze di Patti, ma soprattutto per merito di una squadra avversaria che ha saputo imbrigliare le pattesi nel modo migliore. Una partita giocata di squadra dal San Matteo, venuta a Patti, con la voglia di dimostrare di essere una buona squadra, mettendo da parte le individualità, al servizio della migliore straniera del campionato la Skrastina, in realtà sarebbe meglio dire che Diana è al servizio della squadra, visto che segna, prende rimbalzi e difende fino all’ultima goccia di energia. Una sconfitta pesante, dura da digerire e stavolta le ragazze di Patti, sconfitte senza recriminazione, sono sembrate peggiorate rispetto alle precedenti apparizioni dal punto di vista fisico,  del gioco e dell'intensità sul parquet.
 
Come preventivato, la convincente e meritatissima vittoria a Catanzaro, contro la squadra del presidente Siciliano, ha giocato un brutto scherzo all’Azzurra, convinte di essere già arrivate. A proposito Avvocato, non si può pensare di essere amico e tentare di rilasciare patenti di sportività, correttezza ed ospitalità, senza conoscere uomini, storie ed idee, e contestualmente inseguire l’applauso, non appartiene alla mia cultura questo modo di intendere il rapporto. E tralascio ogni commento ……..sull’acritica …….. lei da persona astuta mi avrà sicuramente capito. Roba da non credere. Quel comportamento si, Coach Righini, che grida “ indignazione”. Caro Avvocato, mi creda, la sensazione che ho colto in quella telefonata, è che lei si sia fatto vincere dall’euforia del momento, perché sinceramente stento a credere che si possa dire e fare, quello che è stato detto e fatto, solo per inseguire un misero applauso.

 

 

 

| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

Sarebbe stata un’ingiustizia sportiva, se Patti avesse vinto domenica sera nella gara contro il San Matteo Messina. Ma al di la della sconfitta, perdere contro chi a fine gara gioca meglio e piange di gioia, per l’impresa sportiva raggiunta, è sempre un onore.

Una gara da dimenticare, comunque sotto ogni punto di vista. Confusione e nervosismo sul parquet e tanti, tantissimi errori l’hanno fatta da padrone. Un risultato pesante, con tre quarti giocati al piccolo trotto, con tanti errori e qualche timido accenno di reazione nell’ultimo quarto, quando Cangemi Antonella, dopo tante conclusioni e alcune palle perse, è riuscita ad inanellare importanti punti che hanno ridotto il distacco prima, ed addirittura a determinare nel finale il sorpasso dopo essere stata sotto per tutta la gara e trovarsi a 15 secondi dalla fine sul punteggio di 59 a 56, con la partita che ormai a quel punto, inspiegabilmente sembrava in mano alle pattesi. Ma un finale convulso, ha prodotto strane ingenuità che sono costate l’imbattibilità casalinga ed il primo posto in campionato. A sei secondi dalla fine un tiro della domenica da tre punti della Retto, porta il San Matteo all’overtime, dove la Skrastina e soci riprendono lo smalto dei primi tre quarti, e l’ultima forzata penetrazione della Cascio, decreta la resa di un Patti demotivato e stanco. “Non ci siamo state con la testa, non trovo spiegazioni a questo calo notevole. – afferma Coach Cafarelli, ma già da sabato cercheremo di riprendere la giusta strada, e continua, dopo la debacle di domenica sera c’è la voglia di voltare pagina,  anche se la Lazur Catania, non sarà certamente l’avversario più agevole. L’importante – prosegue Cafarelli– sarà riuscire a vedere un atteggiamento positivo per cancellare in fretta la partita di ieri. Questi sono i pro ed i contro dell’avere una formazione che a volte non conosce le vie di mezzo. O molto bene, o molto male. E su questo aspetto bisognerà già da domani lavorare sempre di più''. Parole secche, che raffigurano l’amarezza e la consapevolezza della opaca prestazione offerta al numeroso pubblico presente.
 
Dopo il colpaccio di Catanzaro, brusca, bruttissima, ma salutare battuta d'arresto per Capitan Cangemi e compagne, che tornano sulla terra e vengono letteralmente schiantate dal San Matteo Messina, capace di imporsi al PalaSerranò, al termine di una gara dominata per almeno tre quarti. Nel primo parziale, infatti, sono le Messinesi a scattare in testa da subito, con un sottomano di Raffaele, per poi allungare sul 15-6 sospinte dalla Skrastina. E' proprio il capitano del San Matteo, a rendersi protagonista della cavalcata messinese: il centrone segna e prende rimbalzi, Retto si scalda e, quando pure Cascio inizia a carburare, va in scena il mega parziale che segna di fatto la partita.
 
Patti, costretta ad inseguire, si spegne e nemmeno gli ingressi dalla panchina della Giordano e della Russo, che molto bene avevano fatto in terra di Calabria, riescono a cambiare la situazione: Borgia non si accende, Cangemi Nunziella gioca a mezzo servizio, Rizzo sembrava essere rimasta negli spogliatoi, Bonè è troppo timida e Kramer dopo alcune settimane ad eccellente livello, stavolta marca visita. Per di più, sia in fase difensiva che offensiva, che dalla lunetta, è dramma: le locali tirano al di sotto del 40%.
 
Una partita storta, insomma, un po’ per una giornata non proprio ideale per le ragazze di Patti, ma soprattutto per merito di una squadra avversaria che ha saputo imbrigliare le pattesi nel modo migliore. Una partita giocata di squadra dal San Matteo, venuta a Patti, con la voglia di dimostrare di essere una buona squadra, mettendo da parte le individualità, al servizio della migliore straniera del campionato la Skrastina, in realtà sarebbe meglio dire che Diana è al servizio della squadra, visto che segna, prende rimbalzi e difende fino all’ultima goccia di energia. Una sconfitta pesante, dura da digerire e stavolta le ragazze di Patti, sconfitte senza recriminazione, sono sembrate peggiorate rispetto alle precedenti apparizioni dal punto di vista fisico,  del gioco e dell'intensità sul parquet.
 
Come preventivato, la convincente e meritatissima vittoria a Catanzaro, contro la squadra del presidente Siciliano, ha giocato un brutto scherzo all’Azzurra, convinte di essere già arrivate. A proposito Avvocato, non si può pensare di essere amico e tentare di rilasciare patenti di sportività, correttezza ed ospitalità, senza conoscere uomini, storie ed idee, e contestualmente inseguire l’applauso, non appartiene alla mia cultura questo modo di intendere il rapporto. E tralascio ogni commento ……..sull’acritica …….. lei da persona astuta mi avrà sicuramente capito. Roba da non credere. Quel comportamento si, Coach Righini, che grida “ indignazione”. Caro Avvocato, mi creda, la sensazione che ho colto in quella telefonata, è che lei si sia fatto vincere dall’euforia del momento, perché sinceramente stento a credere che si possa dire e fare, quello che è stato detto e fatto, solo per inseguire un misero applauso.