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Il Comitato Regionale riformula il calendario di Serie C Femminile.

ImageCoach Enzo Pettina: "credo nella forza del collettivo"
| Gianluca Bonsignore | Sport

@ Pattionline

ImageCoach Enzo Pettina: "credo nella forza del collettivo"

Clelia Caruso in possesso di palla
Clelia Caruso in possesso di palla
Ci sono giocatrici che tutti gli allenatori vorrebbero avere. In genere sono quelli che parlano poco, lavorano tanto, non sono proprio campionissimi, ma grandi faticatori. Ci sono giocatrici che tutti i tifosi vorrebbero avere. In genere è la stella che ti risolve la partita all’ultimo canestro, o che si spinge fin sotto i cartelloni pubblicitari per recuperare una palla, ritenuta da tutti ormai irrimediabilmente perduta. Ci sono poi presidenti che vorrebbero giocatrici che riescono ad essere tutto in uno. Ci sono poi allenatori, che vorrebbero avere una squadra che ragioni come gruppo e si convinca sempre più di sapere essere blocco.

Lo abbiamo chiesto ad Enzo Pettina, già al secondo anno sulla panchina dell’Azzurra Basket, con trascorsi da dirigente “tuttofare” dell’Olimpia Patti squadra che ha militato in A2, che tipo di squadra vorrebbe avere e ci confessa “di credere nella forza del collettivo, fattore irrinunciabile di qualsivoglia progetto sportivo, anche se qualcuno è ancora in ritardo di condizione”.

Il suo rapporto con il basket nasce tanti anni fa, il suo primo tesserino di allenatore di base lo conseguì nel lontano 1993, in una famiglia dove tutti lo praticavano, il cugino Pippo, play di straordinario livello, è l’attuale coach dell’Igea Barcellona, dove gioca tra l’altro il cugino Daro,  dopo una vita trascorsa ad allenare la Pallacanestro Patti, portandola dalla serie D, alla storica promozione nel 2000 in B Eccellenza, e disputando sempre con il Patti ben sette stagioni nazionali, il cugino Nunzio è stato l’anima, la storia e l’artefice del miracolo Olimpia, compagine che ha disputato diversi campionati di A2 femminile, la cugina Sabrina, giocatrice di apprezzato valore, è arrivata ad un soffio dalla Serie A1. Un connubio quello con il basket tutt’ora vivo, che non sembra scemare né di interesse né di passione.

Allenatore da una vita, una vita passata allenando soprattutto le ragazze, prima quelle dell’Olimpia, con le quali ha vinto diversi campionati allieve e cadette disputando anche le finali nazionali di Castrocaro, poi  quelle della Pirandello (con le varie Sidoti, Paschetta, Caruso Clelia), con le quali ha vinto un campionato regionale di serie C, ottenendo anche un ottimo piazzamento con le allieve al Torneo Nazionale di Lanciano. Un compito sicuramente impegnativo, perché quando si lavora con la femminile è fondamentale sapersi rapportare a loro, saper capire le loro esigenze e quindi far leva sulle loro qualità. Ma il tecnico questo lo sa benissimo, tanto da essere fermamente convinto che la propria squadra può giocarsela alla pari con tutte, del resto ha già dimostrato di poter tenere testa a chiunque lo scorso campionato, perdendo di stretta misura e nel finale contro la squadra meglio organizzata e sicuramente più forte di tutte e due i gironi.

A seguito del ritiro dal campionato della società Antares Caltanissetta, ed alla luce di una migliore e più razionale suddivisione delle squadre in gironi più omogenei dal punto di vista della vicinanza territoriale che da quello economico, il Comitato Regionale Sicilia ha proceduto alla riformulazione del calendario di serie C femminile, inserendo l’Azzurra Patti nel girone Orientale, dove figurano anche l’Odysseus Messina, Club Valverde Catania, Polisportiva Monterosso 86 Ragusa, Polisportiva Team 79 Piazza Armerina, Roma Nord Riposto e l’Orlando Basket Capo D’Orlando. 

L’Azzurra, ci conferma Enzo Pettina, “rispetta tutti ma non teme nessuno”, rispolverando tutto l’ottimismo possibile alla vigilia della prima partita di campionato contro la Polisportiva Odysseus Messina, con inizio alle 18:30 al Palasport di Case Nuove Russo, che annovera nel proprio organico, atlete di indiscusso valore che hanno fatto la storia della Pallacanestro femminile in provincia di Messina, anche se qualcuna di loro non ha più la freschezza dei periodi d’oro, ma sempre temibili soprattutto in queste categorie. “La squadra, continua Pettina, sta bene sia dal punto di vista fisico che psicologico, dunque ho fiducia in queste straordinarie ragazze. Rispettiamo il Messina, ma siamo molto convinti delle nostre forze. Dobbiamo solo giocare come sappiamo, con concentrazione e determinazione”. Che il futuro del basket femminile a Patti è Enzo Pettina? “Sarà solo il tempo a dirlo”, ci risponde laconico, “il tempo ed i risultati. Ovvero la capacità di tradurre in termini positivi, l’impegno delle ragazze e gli sforzi della società”. Magari aggiungiamo noi, con un po’ di saggezza, prudenza e diplomazia in più.