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Metodo Globale Autodifesa. Corso per il personale della Guardia Costiera

Il corso aveva lo scopo di fornire la formazione e necessaria per far apprendere le tecniche per neutralizzazione uno o più avversari.

Si è concluso qualche giorno addietro con gli esami finali svoltisi presso la palestra Akradina di Siracusa alla presenza del Direttore Marittimo della Sicilia Orientale Contrammiraglio (CP) Domenico DE MICHELE, il corso di Metodo Globale di Autodifesa (M.G.A.) svolto a favore del personale militare della Guardia Costiera di Milazzo, Lipari e S. Agata Militello le cui lezioni si sono tenute presso la palestra ASD-DAI-KI DOJO di Barcellona del maestro Alessandro Bengala. Tra questi anche un giovane di Patti (in foto in basso il terzo da sinistra).
Il Metodo Globale di Autodifesa, ideato nell'ambito della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM) ha quale scopo principale lo studio e l'apprendimento di tecniche per neutralizzazione uno o più avversari al fine di permettere ad ogni operatore militare di avere quel giusto atteggiamento mentale che consenta di condurre l'attività istituzionale affidatagli anche in presenza di situazioni critiche ed ostili, riducendo al minimo gli eventuali danni fisici sia dell'operatore stesso che dell'aggressore.
Tale aspetto educativo, che è insito in tutte le discipline marziali, consente di aumentare la capacità di autocontrollo in caso di aggressione e di ridurre al minimo il ricorso alla violenza, oltreché consentire al personale addestrato delle forze di polizie di intervenire senza ricorre all'uso delle armi, circostanza ritenuta utile soprattutto in particolari situazioni (quali la presenza di pubblico) che comporterebbero inaccettabili rischi per la pubblica incolumità.
Il corso è stato articolato in due momenti formativi, uno prettamente pratico ed uno teorico incentrato sul concetto della difesa proporzionata all'offesa secondo i dettami normativi del codice penale (art. 52 c.p.), nonché sull'analisi degli aspetti psicologici legati all'apprendimento e all'utilizzo di tali tecniche di autodifesa, tenuti rispettivamente da magistrati e da psicologi.

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