
Potrebbe essere il nostro concittadino Alfio Noto il prossimo presidente del Banco di Sicilia. Il suo nominativo ai dirigenti di Unicredit l'avrebbe indicato il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro.

Ipotesi Alfio Noto per il dopo Mancuso al Banco di Sicilia. Mentre proseguono i contatti per trovare il successore del presidente del Banco, il nome che circola a Palermo è quello di Alfio Noto, già presidente del Banco di Sicilia dal '97 al 2000, durante la gestione del Mediocredito Centrale. Alfio Noto
(nella foto), 74 anni, è originario di Patti, città dove più volte l'anno si reca in vacanza.
Da Unicredit non arrivano conferme. «Nessuna novità» risponde Roberto Nicastro, deputy ceo di UniCredit.
«Profumo mi ha detto che al posto di Mancuso arriverà un siciliano importante che non vive però in Sicilia», ha detto ieri il presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Negli ambienti bancari siciliani circola con insistenza il nome di Noto, mentre altre fonti, vicine al dossier, tendono a escluderlo anche riferendosi all'età del banchiere, 74 anni, che potrebbe non conciliarsi con le regole interne di governance di Unicredit.
Funzionario generale della Banca d'Italia e direttore della Sede di Milano, Alfio Noto è già stato presidente del Banco di Sicilia dal 1997 al 2000, durante la gestione del Mediocredito Centrale.
Le dimissioni di Mancuso, secondo le attese, dovrebbero arrivare entro martedi 22 gennaio, data della convocazione del cda di Piazza Cordusio e scadenza per arrivare a quella «soluzione non traumatica» del braccio di ferro ingaggiato con la controllata siciliana come era stato deciso nel colloquio milanese di martedì scorso tra il presidente della Regione e l'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo.
La frattura si era aperta con la nomina, contro le indicazioni della capogruppo e alle sue regole di governance, a direttore generale di Giuseppe Lopes al posto di Roberto Bertola, ora candidato alla carica di amministratore delegato dopo l'uscita di Beniamino Anselmi.

«Lopes avrà anche il suo ruolo», ha detto sempre ieri Cuffaro.
Le diplomazie sono al lavoro e i contatti proseguiranno anche domani. Sullo sfondo resta l'estrema ratio, la possibilità di far decadere il consiglio se anche i cinque rappresentanti di Unicredit rimettessero il loro incarico.
Ma il presidente di Piazza Cordusio Dieter Rampl in un'intervista a "Bloomberg" ha detto che Unicredit troverà una soluzione alla frattura aperta con i vertici del Banco di Sicilia prima della riunione del cda del 22 .
«La vicenda sarà risolta nella giusta maniera – ha detto Rampl a Bloomberg Television a margine del Forex di Bari – La Sicilia è un mercato molto importante per noi».
Lo stesso presidente Rampl ha poi detto che Unicredit non è interessata nè a Merrill Lynch in particolare nè ad acquisizioni sul mercato statunitense in generale. La smentita fa seguito alle voci di questi giorni. «Come potete immaginare una cosa del genere?», ha detto il banchiere a chi ricordava i rumors secondo cui il gruppo italiano starebbe studiando l'acquisizione dell'investment bank a stelle e strisce. E a chi sottolinea che, grazie al super euro e alla crisi dei subprime, il momento appare particolarmente propizio per fare shopping Oltre Oceano, il banchiere tedesco risponde secco: «Assolutamente no».
La settimana che comincia quindi sarà decisiva non solo per capire quali movimenti si possono ipotizzare e quanto siano infondate le voci ma soprattutto per conoscere il nuovo assetto del Bds e le linee direttive di governance che la capogruppo Unicredit rimarcherà con azionisti e partner esterni.