Post educato, messaggio duro: "Un paese civile garantisce pulizia e decoro".
Una residente del quartiere San Giovanni di Patti ha affidato ai social la sua frustrazione, con parole misurate ma inequivocabili. "Da cittadina, che non simpatizza per nessuna bandiera", ha scritto su Facebook, "mi sento di esprimere il mio disappunto per le condizioni in cui si trova il quartiere San Giovanni. Creo che la pulizia ed il decoro rientrino tra i servizi basilari di un paese che si voglia definire civile."
Poche righe, niente insulti, niente polemiche di parte. Solo la voce stanca di chi abita quei marciapiedi ogni giorno e non riesce più a fare finta di niente.
Il tempismo non è casuale. Proprio in queste ore nelle cassette delle lettere dei pattesi sta arrivando la bolletta della Tari, la tassa sui rifiuti. Un conto che i cittadini sono chiamati a pagare puntualmente, a fronte di un servizio che — almeno in certi quartieri della città — lascia oggettivamente molto a desiderare.
La domanda che molti si pongono è semplice: si paga per avere cosa?
Sarebbe bello ricevere una risposta, credibile.
Sul quartiere San Giovanni torneremo prestissimo. Noi, quando i cittadini ci contattano, non chiudiamo la porta e non li ignoriamo.
Ai cittadini che non ricevono risposte da chi amministra diciamo di non demordere, di denunciare i fatti sui social, taggando magari il primo cittadino, in modo pacato ed educato, come ha fatto la persona di cui stiamo parlando nell'articolo.




