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Attualità

Acqua assente a Patti: il guasto misterioso che si ripete

In piena estate famiglie, anziani e disabili restano senza acqua per ore, mentre le attività commerciali temono possibili danni.

| Domenico Pantaleo | Attualità

@ Pattionline

In piena estate famiglie, anziani e disabili restano senza acqua per ore, mentre le attività commerciali temono possibili danni.

Da questa mattina i rubinetti di Patti restano a secco. un filo d'acqua misto ad aria. E mentre i cittadini se ne accorgevano già dalle prime ore, il Comune ha impiegato molto più tempo prima di far sapere qualcosa, pubblicando su Facebook un avviso tanto tardivo quanto vago, in cui si parla genericamente di "guasto al sistema di idrico dei pozzi del Timeto".

Un comunicato che non spiega nulla — scritto oltretutto in un italiano approssimativo — e che arriva, come ormai avviene da tempo, quando il problema è già sotto gli occhi di tutti da ore. La domanda che si fanno in molti, a questo punto, è un'altra: perché questi guasti continuano a ripetersi?

Da quanto risulta, il problema non sarebbe un guasto tecnico nel senso stretto del termine, ma qualcosa di più banale e insieme più grave: la mancanza di corrente elettrica alle pompe di sollevamento. Le pompe si fermano, e a quel punto qualcuno deve fisicamente riattivare l'alimentazione. Se nessuno interviene in tempo, il problema si aggrava da solo. 

E infatti, anche dopo la riattivazione della corrente, in alcune zone della città l'acqua non è ancora arrivata: la conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che il danno ormai fatto non si ripara in pochi minuti.

Non è un dettaglio tecnico da poco. La precedente amministrazione aveva fatto installare proprio per questo un sistema di alert automatico: in caso di interruzione di corrente alle pompe, un messaggio viene inviato al responsabile e a una lista di persone incaricate di intervenire, così da ripristinare l'alimentazione nel più breve tempo possibile.

La rapidità d'intervento non è un pratica burocratica: è l'unica cosa che impedisce al problema di aggravarsi. Quando le pompe si fermano, la rete continua comunque a essere svuotata dai cittadini, che aprono i rubinetti senza sapere che l'acqua sta per finire, anche per chi ha i serbatoi sopra il tetto. Le condotte si svuotano e si riempiono d'aria. E anche quando la corrente torna, ore dopo, non basta a far ripartire tutto: un impianto pieno d'aria richiede molto tempo prima che l'acqua torni davvero a scorrere dai rubinetti. Un guasto da poche decine di minuti, gestito in tempo, si trasforma così in un disservizio che dura l'intera giornata.

A questo punto le ipotesi sono due, e nessuna è rassicurante. O qualcuno non ha fatto il proprio dovere, non riattivando la corrente in tempo nonostante l'allarme ricevuto. Oppure il sistema di alert, pagato con soldi pubblici, semplicemente non funziona più.

In entrambi i casi, il Comune ha il dovere di dire chiaramente ai cittadini cosa sta succedendo, e non limitarsi ad avvisi tardivi e generici pubblicati sui social quando il danno è già fatto. Soprattutto, ha il dovere di intervenire perché un sistema costato ai contribuenti non finisca per rivelarsi inutile proprio nel momento in cui servirebbe.

A rendere la vicenda ancora più insopportabile è un altro aspetto, non meno grave: da tempo il Comune ha bloccato i commenti dei cittadini sui post pubblicati sulla pagina Facebook istituzionale non solo quando si parla del problema dell'acqua, ma anche su altri temi che possono far scaturire critiche verso chi amministra, come i parcheggi a pagamento o i lavori di bitumatura delle strade. È francamente vergognoso: impedire alle persone di esprimere un disagio legittimo su questioni di servizio pubblico è una pratica che siamo abituati a leggere raccontata a proposito di Mosca o di Teheran. Noi siamo molto distanti da loro, certo. Forse.

Bell'esempio di democrazia.

Non è la prima volta, e la sensazione è che non sarà l'ultima, se non cambia qualcosa. In piena estate, restare per ore o per giorni senza acqua non è un disagio marginale: è un problema serio, che pesa sulla vita quotidiana di famiglie, anziani, disabili, senza considerare il danno per le attività commerciali. I cittadini non chiedono spiegazioni complicate: chiedono che chi ha il compito di far funzionare le pompe lo faccia, e di assicurarsi che il sistema di alert funzioni davvero. Il resto sono solo comunicati su Facebook, e i comunicati non fanno uscire l'acqua dai rubinetti.

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