Servizi essenziali prima dei like sui social: i cittadini di Patti non vogliono più promesse ma fatti concreti.
Scene che nessuno pensava di dover vedere a Patti: cittadini con bidoni in mano che si mettono in fila per prendere l'acqua direttamente dall'autobotte, parcheggiata sul lungomare. La causa, secondo quanto riferito sui canali social del Comune, sarebbe un guasto tecnico che da giorni sta lasciando senz'acqua intere zone della città.
A pesare, più ancora dell'emergenza in sé, è il silenzio dell'amministrazione comunale. L'autobotte è stata effettivamente inviata, bene, cosa buona e giusta, ma nessun annuncio ufficiale ne ha informato la cittadinanza: nessun comunicato, nessun avviso sui canali istituzionali. Solo chi per caso passa dal lungomare si accorge della sua presenza e può approfittarne. E non basta saperlo: per prendere l'acqua serve un bidone, e non tutti i cittadini ne dispongono. Resta da capire se il Comune intenda farsi carico anche di questo aspetto, distribuendo contenitori a chi ne è sprovvisto.
Dietro i numeri e i disagi ci sono comunque storie concrete: mamme che non sanno come lavare i propri bambini se non con l’acqua minerale, anziani soli che non sanno a chi rivolgersi, disabili che si sentono abbandonati dalle istituzioni. Non si tratta di un disagio astratto o di un modo di dire: è una sofferenza reale, che la gente vive sulla propria pelle, che si ripete ultimamente non per la prima volta e che richiede una soluzione strutturale, non un'ennesima gestione dell'emergenza. Con il caldo di questi giorni, restare senz'acqua significa anche non potersi lavare, un disagio che in piena estate diventa ancora più pesante da sopportare.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono i lavori di bitumatura avviati proprio in queste settimane, nel pieno della stagione estiva e dell'emergenza idrica. Una tempistica che ai cittadini appare a dir poco incomprensibile, e che sembra come l'ennesima dimostrazione di come al Comune manchi una reale capacità di programmazione.
Ai cittadini di Patti non interessano le rassicurazioni di facciata né gli appelli generici dei valletti di turno a "non lamentarsi per non spaventare i turisti". Interessano i servizi essenziali, a partire dall'acqua, garantiti con la stessa dignità di cui godono i cittadini di qualsiasi centro civile. Un'amministrazione dovrebbe guardare al bene della comunità più che al consenso raccolto sui social, e non dare o far dare la colpa di tutto a chi c’era prima. Fra tre mesi questa amministrazione festeggerà i cinque anni che siede in Comune, la favoletta non funziona più.
Sulla vicenda resta aperto un interrogativo che merita di essere chiarito dalle autorità competenti: se il guasto tecnico all'origine dell'interruzione sia davvero accidentale o se, come sospettano alcuni cittadini, possa esserci una responsabilità precisa dietro il disservizio per screditare chi amministra. Un dubbio che, in assenza di verifiche ufficiali, rischia di alimentare tensioni; per questo si chiede che, qualora emergessero elementi concreti che facciano pensare a un dolo, si proceda con una denuncia formale alle autorità competenti.