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Attualità

Rifiuti indifferenziati, Patti doppia Capo d'Orlando

Un primato scomodo che amministrazione e cittadini dovrebbero impegnarsi a perdere.

| Domenico Pantaleo | Attualità

@ Pattionline

Un primato scomodo che amministrazione e cittadini dovrebbero impegnarsi a perdere.

C'è un dato, dentro il decreto con cui la Regione Siciliana si appresta a distribuire 20 milioni di euro ai Comuni dell'Isola, che dovrebbe far riflettere più che festeggiare. Nell'elenco dei beneficiari, escludendo le isole minori, la nostra città risulta prima in provincia di Messina per rifiuti urbani non differenziati prodotti nel 2025: 256,49 tonnellate di secco - domestico, commerciale e industriale - contro le 117,40 tonnellate di Capo d'Orlando, comune di popolazione paragonabile, se non superiore. In pratica a Patti produciamo più del doppio dei rifiuti non differenziati di quelli che producono nella vicina Capo d’Orlando.

Di solito, quando arriva un contributo pubblico, c'è motivo di festeggiare. Non in questo caso, perché quei soldi non premiano una buona gestione: la certificano, al contrario, come un fallimento. Il meccanismo, infatti, funziona al contrario di come si potrebbe immaginare: più rifiuti indifferenziati un Comune produce, più tonnellate ha dovuto trasferire fuori regione, più contributo riceve per coprirne i costi. Alla nostra città, in base a questo criterio, sono stati riconosciuti 146.725,44 euro.

Il fondo, per la precisione, nasce da un decreto dirigenziale del dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, che stabilisce i criteri di ripartizione e liquida la somma complessiva per il 2026, destinata a coprire gli "extra costi" sostenuti dai Comuni nel 2025 per la gestione e il trasferimento dei rifiuti. I quantitativi sono stati ricavati dalla piattaforma Orso (Osservatorio Rifiuti Sovraregionale) e riguardano le frazioni indifferenziate conferite tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 nell'impianto di contrada Coda Volpe a Catania, gestito da Sicula Trasporti spa, che ha dovuto trasferire fuori regione gli scarti del trattamento una volta esaurita la capacità degli impianti siciliani. Il contributo riconosciuto alle amministrazioni è di 120 euro per ogni tonnellata.

«L'iniziativa dà attuazione a quanto previsto dalla legge di Stabilità regionale e dalle precedenti disposizioni normative in materia e costituisce una risposta concreta alle richieste dei sindaci siciliani», ha commentato l'assessore regionale all'Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, sottolineando l'impegno della Regione a sostenere gli enti locali sul fronte dei rifiuti.

Resta però il dato di fatto che riguarda da vicino la nostra comunità, e che un contributo economico non può cancellare: quel primato in provincia di Messina certifica l'inefficacia di un sistema di raccolta ancora troppo sbilanciato sull'indifferenziato, o forse sarebbe più onesto dire la scarsa abitudine di molti cittadini a differenziare correttamente. Perché il problema nasce a monte, nelle case e nelle attività commerciali: è lì che il rifiuto va separato, ed è lì che evidentemente non accade abbastanza spesso. Alle amministrazioni comunali, quella attuale e quella precedente, si può certamente imputare di non aver fatto abbastanza sensibilizzazione; ma la responsabilità principale resta di chi il rifiuto lo produce e non lo differenzia. Ed è un problema che finisce per pesare su tutti, perché la scarsa differenziazione si traduce in costi più alti che gravano, alla fine, sulle tasche dell'intera collettività.

Sarebbe allora opportuno che chi di dovere si impegnasse di più per spingere i cittadini a differenziare nel modo corretto, così da perdere al più presto un primato - quello dei rifiuti indifferenziati in provincia di Messina - che crediamo non piaccia a nessuno detenere.

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