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Sulla DS5 debutta la navigazione in tempo reale

I navigatori di ultima generazione con riconoscimento vocale dei comandi e indicazioni in base al traffico reale sbarcano sulla gamma DS, a cominciare dalla nuova DS 5. La vettura francese è, infatti, la prima del brand ad adottare il nuovo Connect Nav che prevede una serie di servizi di connessione di tipo ''live'', accessibili sfiorando direttamente lo schermo ''touch pad'' da 7'' del dispositivo, sistemato in plancia. Il DS Connect Nav comprende una scheda SIM con traffico dati inclusi e prevede la cosiddetta funzione ''mirror screen'', che permette di replicare lo schermo dello smartphone su quello della vettura, per utilizzare direttamente dal visore a centro plancia le applicazioni del telefonino che siano state rese compatibili per l'impiego in auto. Una soluzione che comporta minori distrazioni per chi guida e che al momento funziona con cellulari con sistema operativo Android e McOs. Tra le altre novità, da segnalare il controllo vocale del GPS.

Il nuovo navigatore dispone di aggiornamento gratuito a vita della cartografia. Ordinandolo, si ha diritto a tre anni di utilizzo senza spese dei servizi ''live'' e di Internet (dal quarto anno il canone parte da 60 euro ogni 12 mesi). Tra i vari servizi inclusi ci sono, appunto, il TomTom Traffic che fornisce informazioni sulla viabilità e suggerisce l'itinerario più rapido in base alle condizioni della viabilità, la localizzazione delle stazioni di servizio con indicazione dei prezzi, le informazioni meteo lungo la strada e a destinazione e la ricerca dei parcheggi liberi.

In casa Audi in arrivo la nuova Q2

Il 'Dieselgate' che ha colpito il Gruppo Volkswagen non ferma la crescita del marchio Audi, che nel 2016 investirà 3 miliardi di euro - al netto delle manovre di ottimizzazione di costi e processi produttivi - ed entrerà in un nuovo segmento di mercato con il SUV compatto Q2. Lo ha dichiarato il CEO Rupert Stadler durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, annunciando anche l'arrivo del nuovo Q5 e specificando che la metà di questo investimento riguarderà gli stabilimenti di Ingolsatdt e Neckarsulm.

L'obiettivo è quello di sostenere la crescita del marchio dei 'quattro anelli', effettuando anche nuove assunzioni, in particolare nei settori dei motori alternativi, dei materiali leggeri e della Information Technology.

"Una parte significativa di questo investimento - ha precisato Stadler - sarà destinata alla mobilità alternativa, con il lancio, previsto per il 2018, del primo veicolo elettrico di serie del marchio". Quanto al resto della gamma, ci sarà un ampliamento che la porterà a contare 60 modelli entro il 2020.

Riguardo all'ottimizzazione dei costi e dei processi produttivi, non ci saranno particolari tagli, ma ogni investimento sarà accuratamente valutato. Come quello della nuova galleria del vento, la cui costruzione è stata rimandata di un anno dal Consiglio di amministrazione.

La Renault Clio diventa la nuova "gazzella" dei Carabinieri

La cinque porte francese torna a mettere la divisa delle Forze dell'Ordine italiane. Quasi ottocento esemplari della Renault Clio saranno consegnati nel 2016 all'Arma dei Carabinieri. Renault Italia ha infatti annunciato di aver già consegnato 75 Renault Clio ai Carabinieri ma che, nell'ambito del piano di approvigionamento Consip 7, il totale delle Renault Clio dei Carabinieri che saranno consegnate entro il 2016 è di 746 unità.

La segmento B transalpina arriverà sulle strade italiane con un equipaggiamento esclusivamente sviluppato per le Forze dell'Ordine in due differenti motorizzazioni. Tutte le Renault Clio dei Carabinieri si basano sull'allestimento Wave e saranno spinte da un 1.5 dCi da 75 cavalli oppure da un 1.2 benzina da 75 cavalli. In entrambi i casi si tratta di vetture Euro 6 con cambio manuale a cinque rapporti, fatta eccezione per le 75 unità già consegnate che risultano conformi alla normativa anti inquinamento Euro 5.

Ogni Renault Clio dei Carabinieri avrà una dotazione specifica con accessori come i porta arma integrati con blocco a serratura, uno scrittoio con luce a Led e gli immancabili lampeggianti. La flotta di 746 Renault Clio sarà in dotazione ai Comandi di Stazione ed alle Tenenze di tutta Italia oltre che alle Compagnie di Intervento Operativo come vettura di supporto per i reparti territoriali.

 

Qoros 5: il SUV con passaporto cinese dall’anima europea

In occasione del Salone dell'auto di Guangzhou viene svelata la nuova Qoros 5, SUV con passaporto cinese, ma dall'anima decisamente europea, come sottolineato dal suo design realizzato dal centro stile della Casa situato a Monaco, che ha lavorato in stretta collaborazione con quello in Cina.

Rispetto alla Qoros 3 Cross Hybrid Concept da cui deriva, l'inedito SUV sfoggia un frontale rivisto, caratterizzato da un frontale con gruppi ottici più piccoli e filanti, dotato di luci diurne con tecnologia LED e separati dalla grande calandra cromata che ospita il simbolo del marchio. La vista laterale risulta decisamente aggressiva, con i passaruota decisamente di grandi dimensioni per ospitare le enormi ruote da 19 pollici, il tutto sottolineato dalle nervature delle portiere e dalla linea di cintura piuttosto alta. La coda è invece molto slanciata, grazie anche al lunotto inclinato che ben si sposa con i proiettori che si sviluppano in senso orizzontale.

Gli interni tradiscono le aspirazioni di carattere "premium" della vettura, come sottolineato dalla scelta dei rivestimenti in pelle per sedili e pannelli porta, mentre la plancia sfoggia un design semplice e lineare, con la consolle centrale che ospita il grande schermo del sistema di infotainment, abbinato ad un sofisticato impianto audio ad alta fedeltà firmato Bose. Per il momento, l'azienda cinese non ha fornito informazioni relative alla meccanica della Qoros 5, ma secondo indiscrezioni è probabile l'uso del 1.6 litri turbo benzina gestito da un cambio automatico a doppia frizione, mentre in un secondo momento potrebbe essere introdotta anche una versione a trazione ibrida.

Da Motori.it

Volkswagen: strategie eco-friendly per recuperare fiducia

Il Dieselgate farà sentire i propri effetti per molto tempo. Lo scandalo delle manipolazioni dei test sulle emissioni dei 2.0 turbodiesel EA189 Euro 5 prodotti da Volkswagen costringe il Gruppo Vag a correre ai ripari con una serie di misure volte, da una parte, a recuperare credibilità fra gli automobilisti; dall'altra, a costruirsi una nuova identità tecnologica. E vedremo se, prossimamente, le misure cui fanno riferimento recenti comunicati emessi da Wolfsburg saranno in grado di aiutare VW a superare la situazione peggiore della propria storia.

A quasi due mesi dall'esplosione dell'affaire dieselgate (che ha portato alla nomina di un nuovo amministratore delegato, Matthias Muller, e a una mega campagna di richiamo da gennaio 2016), i "piani alti" VW devono, da un lato, ammettere e rendere note pubblicamente le proprie strategie di Wolfsburg da mettere in atto. Il riferimento (l'ultimo in ordine di tempo) va a un sintetico comunicato stampa nel quale VW indica, fra le proprie intenzioni da mettere in atto a brevissimo termine, l'equipaggiamento di tutti gli autoveicoli turbodiesel del Gruppo venduti in Europa e Usa con la tecnologia AdBlue a riduzione catalitica selettiva: in poche parole, questo procedimento (decisamente costoso: si parla di una cifra che oscillerebbe fra 5 e 8.000 dollari per autovettura) trasforma gli ossidi di azoto inquinanti (NOx) in parti di azoto e acqua, in modo da ridurre le emissioni degli ossidi dal 70 al 90%.

C'è, poi, una seconda strada che i vertici di Wolfsburg detengono sul proprio taccuino: "rifarsi una verginità" grazie a una operazione a raggio ancora più ampio, che consisterebbe in un deciso avvio operativo della mobilità elettrica e ibrida. Una filosofia che negli uffici VW viene studiata per "Dare ai nostri prodotti e alle nostre tecnologie - chiave un nuovo focus". In questo caso, la rivoluzione eco-friendly secondo VW partirebbe dalla "alto di gamma" Phaeton, che non è stata interessata nella vicenda delle emissioni truccate e che, per questo, costituirebbe un ideale trampolino di lancio per la "rinascita" del colosso tedesco.

Non si tratterebbe, tuttavia, di una operazione affrontabile a cuor leggero, vista l'attuale esiguità del mercato dei veicoli a zero emissioni: potrebbero volerci alcuni anni per mettere a punto un'auto elettrica in grado di incontrare un ampio successo di massa ("voce" legata in gran parte all'autonomia della vettura e a una capillare rete di ricarica). Potrebbe essere attuabile con maggiore rapidità una strategia di sviluppo di una gamma di modelli a propulsione ibrida plug-in, segmento nel quale Wolfsburg investe da tempo.

Tutto sta a proporre vetture dalle soluzioni in grado di costituire una serie competizione per i marchi che attualmente propongono modelli elettrici: prezzo concorrenziale, durata della batteria, bassi costi di manutenzione. A questo proposito, il motore di ricerca AutoUncle.it (al quale si deve un sondaggio online svolto fra 10.000 follower della sua pagina Google+ che ha rivelato come la richiesta di VW usate si sia notevolmente ridotta) ha in questi giorni stilato una "top ten" delle auto eco friendly usate più disponibili sul Web, che è quasi per intero "made in Japan". Al primo posto fra gli esemplari presenti online, a quota 651, c'è Toyota Auris (mediamente del 2013, proposta a un prezzo, anch'esso medio, di 17.160 euro), seguita da Toyota Yaris (487 unità, con richieste che si aggirano su 14.619 euro e 14.945 in media); in terza posizione c'è Toyota Prius (301 esemplari disponibili, un po' più "datati" delle precedenti - mediamente del 2009 - a una media di 13.278 euro e percorrenze di circa 100.000 km); quinto posto per Honda Insight, e top ten completata da Lexus CT200h, Lexus RX450h, Lexus RX400h, Nissan Leaf (al momento l'unica auto interamente elettrica), Lexus NX300h e Peugeot 3008. Per trovare una Volkswagen nella "classifica a basse emissioni" di AutoUncle.it occorre scorrere fino alla ventesima posizione, dove (ma con un solo esemplare disponibile all'usato) c'è e-Up!, la prima citycar completamente elettrica di Wolfsburg.

Da Motori.it

Ricerca Goodyear, su gomme invernali italiani sanno poco

La stampa specializzata e generica scrive spesso della maggior sicurezza legata all'utilizzo di pneumatici invernali con i climi rigidi. A leggere, però, i dati della ricerca effettuata Goodyear tra gli italiani sembra un argomento affrontato raramente. Dal sondaggio, infatti, è emerso che un automobilista su due non è in grado di riconoscere uno pneumatico invernale e non sa, quindi, che è identificato dalla sigla M+S, che in inglese significa mud and snow, neve e fango.

E' questo il dato più eclatante dello studio, effettuato su un campione di 1500 possessori e utilizzatori di macchine, responsabili della manutenzione del veicolo, di età compresa tra i 20 e i 70 anni, residenti in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna. Secondo le risposte raccolte, un italiano su due ha utilizzato pneumatici invernali d'estate e non sa, quindi, che in agosto con tale tipo di gomme frenata e tenuta peggiorano sensibilmente. Al contrario, usati quando fa freddo, gli M+S o invernali o winter che dir si voglia, permettono spazi di frenata inferiori agli estivi: con la pioggia di circa il 15% e con la neve addirittura del 50%. Dal sondaggio, poi, emerge che ben l'11% degli intervistati non conosce neppure l'esistenza delle coperture invernali. A chi non lo sapesse, è bene ricordare che dal 15 novembre al 15 aprile, l'attuale legislazione prevede che i gestori delle strade possano emettere ordinanze per vincolare la circolazione all'utilizzo di gomme M+S o alla presenza a bordo di catene da neve (il 41% del campione del Nord Italia non conosceva neppure tali date).

Infine, se appunto il 47% non è in grado di riconoscere un invernale dalla sigla, non stupisce che il 31% non sappia che in commercio esistono degli M+S detti ''quattro stagioni'', realizzati con mescole studiate per impieghi anche estivi.

Da AnsaMotori

Nuovo Volkswagen Tiguan, il SUV 'made in Wolfsburg'

Il suo debutto era atteso da mesi e, a partire da domani, lo stand Volkswagen del Salone di Francoforte avrà come 'etoile' la nuova Tiguan, il primo SUV a essere costruito sulla piattaforma modulare MQB, lo stesso della Passat (Auto dell'anno 2015), a cui la Tiguan si ispira chiaramente per lo stile. Il taglio del frontale, del cofano e delle fiancate, infatti, fa parte del nuovo corso stilistico di Wolfsburg inaugurato proprio con la Passat. Questa seconda generazione, in ogni caso, è più lunga, più larga e più bassa della precedente, arrivando a sfiorare i quattro metri e mezzo, che significano anche maggiore capacità di carico: quella minima ora è di 615 litri. Ciononostante il peso è sceso di 50 kg, un dimagrimento di cui beneficiano anche i consumi, scesi in media del 24%. Per vederlo su strada bisognerà attendere il prossime aprile, quando arriverà con una gamma declinata sulle varianti on-road e off-road; in più, sarà subito disponibile anche la variante sportiveggiante R-Line.

Ma non è tutto, perché Volkswagen ha già presentato anche la versione ibrida plug-in capace di consumare solo 1,9 L/100 km, denominata GTE proprio come la Passat e la Golf. Per ora si tratta di una concept, con soluzioni avveniristiche come i pannelli solari sul tetto, ma si intuisce facilmente che avrà un seguito produttivo. Intanto, le motorizzazioni normali sono già pronte, quattro diesel e quattro benzina da combinare secondo i mercati di destinazione. Ci sono i TSI da 1.4, 1.8 e 2.0 litri (potenze di 125, 150, 180 e 220 CV) e i TDI da 1.6 e 2 litri (115, 150, 190 e 240 CV), mentre la trazione integrale è la super-collaudata 4Motion con giunto a lamelle Haldex di quinta generazione e il bloccaggio elettronico dei differenziali Active Control; a questo proposito, è prevista anche una manopola per selezionare le modalità di trazione tra Onroad, Snow, Offroad e Offroad Individual. Molto interessante è anche la capacità di traino, che raggiunge i 2.500 chili.

Infine, la dotazione tecnologica è la più avanzata attualmente disponibile in Casa Volkswagen. Il radar anteriore supporta la frenata autonoma d'emergenza, il riconoscimento dei pedoni e il mantenimento di corsia. Il sistema di infotainment, infine, supporta la connettività pressoché totale sia con gli smartphone Android che Apple.

Da AnsaMotori.it