L’Associazione di promozione sociale Officina delle Idee e il Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti - con il patrocinio della Diocesi di Patti e il supporto di "Caravaggio400" e Leo Club Capo d’Orlando - organizzano dal 12 al 19 dicembre 2010 a Patti (Me) un evento volto a celebrare i quattrocento anni della morte di Michelangelo Merisi. Il via sarà dato domenica 12 dicembre da un Convegno presso l'auditorium San Francesco alle ore 16.00. Verrà analizzato il genio pittorico di Caravaggio con un occhio di riguardo al periodo del suo passaggio in Sicilia.
Seguiranno una serie di conferenze e dibattiti, frutto di recentissimi studi, come “Caravaggio e l’antico” a cura di Nicoletta Retico, “Caravaggio in Sicilia” di Alvise Spadaro e “Giuditta allo specchio” di Arianna Rotondo dell'università di Catania. Gli “anni siciliani” saranno il tema centrale della mostra “All’ombra di Caravaggio”: nel suggestivo ambiente della Cripta di Sant'Ippolito sarà esposta, per la prima volta, una tela seicentesca di proprietà della Diocesi di Patti; un quadro emblematico in cui è possibile riscontrare tutti i caratteri del caravaggismo più maturo. All'inaugurazione della mostra, terminato il convegno (domenica 12 dicembre) sarà presente Sua Eccellenza Mons. Ignazio Zambito Vescovo di Patti.
“Meduse”, un’esposizione di arte moderna, proporrà invece delle declinazioni artistiche dalla Medusa di Carvaggio, più una copia d’autore e ancora, in anteprima, sarà presentato e proiettato il video “Caravaggio XXI: tableaux vivants”. Inoltre nel cuore della "nobilissima et magnanima" città, per tutta la durata della mostra, si terranno visite guidate, percorsi multimediali e momenti d'intrattenimento: una settimana densa di emozioni, cultura e storia.
Il Club Amici di Salvatore Quasimodo organizza ''Vita nostra (1932 – 1936)'', rievocazione di un giornale d’epoca.
Negli anni trenta del secolo scorso da un'idea di un gruppo di giovani intellettuali pattesi, che si riunivano abitualmente al bar Galante, nasceva a Patti il periodico Vita nostra.
Del gruppo facevano parte, tra gli altri, Raffaele Saggio, Carmelo Sardo Infirri,Giuseppe Mellina e Michele Mancuso che si avvalevano di prestigiose e amicali collaborazioni esterne come quella di Salvatore Pugliatti e Salvatore Quasimodo, che in quegli anni iniziava a pubblicare le sue prime raccolte poetiche.
In anni più recenti l'editore Pungitopo ha pubblicato la raccolta delle copie anastatiche del periodico rimasto caro nella memoria dei pattesi.
La rievocazione storica nel luogo che lo vide nascere, sarà l'occasione per leggere alcuni degli articoli pubblicati su ''Vita Nostra'' , rivivere luoghi e tempi della Patti di allora, riallacciare i fili della memoria che è tesoro e custode della storia dei popoli.
L'evento, a cura di Carmelo Buttò e Maria Costantino, si terrà oggi, domenica 8 dicembre, alle ore 18 presso l'antico Caffè Galante.
''Tindari com'era nel secolo scorso'' è il titolo del testo scritto dal giovane Carlo Tricoli, che verrà presentato domani, domenica, alle ore 18.30 presso l'istituto delle Suore Speranzine a Tindari.
Il volume è frutto di un lavoro di ricerca nel patrimonio del passato di Tindari, per dar vita alle tradizioni e usanze, attraverso le testimonianze delle persone che ancora vivono in questo bellissimo luogo!
All'evento interveranno l'autore, Carlo Tricoli, ed il curatore, Michele Fasolo.
Il teatro per tutti. È questo l’obiettivo dell’associazione Nuovi Teatri che, attraverso i corsi differenziati per bambini, ragazzi e adulti, vuole portare il pubblico oltre il sipario.
La Macchina dei Sogni, così si chiama il laboratorio teatrale, è aperto a tutti coloro che hanno voglia di scoprire, attraverso l’uso del proprio corpo, i meccanismi che stanno alla base dell’animo umano; di ritrovare la bellezza dell’affidarsi all’altro; di conoscere o riscoprire, attraverso il testo teatrale, i valori, le emozioni e tutto ciò che riesce a muovere l’uomo oltre se stesso.
«I bambini e i ragazzi – dice Stefano Molica, regista e docente dei corsi de La Macchina dei Sogni – possono imparare moltissimo dal teatro. Oltre la disciplina , il contatto con l’altro e con il gruppo con il quale si troveranno a lavorare, possono imparare ad usare il corpo, a fare loro gesti e tecniche teatrali. Inoltre, la loro fantasia e il loro entusiasmo possono portarli davvero dentro il gioco del teatro. Gli adulti, invece, possono riscoprire quell’innocenza, quella semplicità dei gesti e delle parole, per arrivare ad un contatto diverso col proprio corpo e con l’altro».
Il regista, che da anni insegna recitazione e tecniche teatrali presso le scuole della provincia di Messina, vuole trasmettere l’amore per questa disciplina, e in generale risvegliare l’interesse per la cultura nel quadro di una serie di iniziative pensate per la città di Patti.
Alla presenza di un folto pubblico si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso fotografico dal tema ''Patti Marina, la comunità, il suo mare'', organizzato dall'associazione di promozione sociale ''Officina delle Idee'' in occasione dei festeggiamenti della Madonna Addolorata, patrona della comunità di Marina di Patti.
La giuria, composta dai fotografi Nino Aloha e Agostino Giordano, e dal nostro direttore editoriale, il giornalista Domenico Pantaleo, ha scelto due delle tante foto giunte agli organizzatori, suddivise in due sezioni: colore e bianco e nero.
Per la categoria colore si è aggiudicato il primo posto la foto (a destra) scattata dalla giovanissima Greta Surace, dal titolo: ''Relax''.
Per la categoria bianco e nero, invece, si è aggiudicato il primo posto la foto (a sinistra) di Cristian Aiello (a ritirare la targa è stato il padre, nella foto in basso), dal titolo: ''All'ombra dell'ultimo del sole''
Durante la cerimonia di premiazione, cui hanno preso parte alcuni componenti dell'Officina delle Idee e del comitato festa di Marina di Patti, oltre al parroco don Leonardo Maimone, considerato il successo riscosso dalla iniziativa, si è proposto di ripeterla anche per i prossimi anni, cercando di coinvolgere più gente possibile e pubblicizzando maggiormente la bella iniziativa.
La compagnia teatrale “Il Sipario” di Patti, si appresta ad iniziare una nuova tournèe che la vedrà impegnata in diverse piazze della provincia di Messina. Primo appuntamento, domenica 8 agosto alle ore 21 a Longi. Ritornano in scena, dunque, i protagonisti di eccellenti commedie realizzate in passato e che questa volta si cimentano in un lavoro dialettale e brillante, in tre atti, di Eduardo Scarpetta, dal titolo: “Il Tuono di Marzo”
Il personaggio chiave della commedia è Turiddu (PietroAbramo), un infingardo "monnezzaro" che ha salvato Don Felice Sciosciammocca (Salvatore Pizzuto) dall'auto che lo stava investendo e che questi per riconoscenza ha preso con sé come domestico.
Intanto Sofia Borzillo, (Rina Maccora) confessa al fratello Don Saverio (Pippo Gaglio) di essere stata vittima di un fatale avvenimento. Nel marzo di molti anni prima, quando Sofia aveva accompagnato il fratello medico a Roma per un convegno, durante la notte, scoppia un pauroso temporale. Sofia sconvolta e in preda al panico per la paura dei tuoni, esce dalla sua camera d'albergo per trovare rifugio in quella del fratello, ma per sbaglio entra nella camera di uno sconosciuto. L'ignoto individuo approfitta della situazione e Sofia, svenuta sul letto, si risveglia il mattino dopo sola e senza alcuna notizia dell'uomo. Scoprirà in seguito di essere madre. Da quell'agitato incontro nascerà infatti don Felice, figlio naturale e segreto di Sofia. Sofia ha fatto di tutto per identificare l'uomo che proditoriamente l'aveva oltraggiata, incaricando persino un investigatore privato, il cavaliere Teodoro Scurzetta, (Claudio Pocorobba) che però non aveva scoperto nulla. La confessione della donna avviene proprio in casa del figlio don Felice, che ignora ogni cosa. Poco dopo, Turiddu, appena cacciato di casa da don Felice a seguito dell'ennesima malefatta, accetta di spacciarsi, dietro compenso, come padre di una certa Giulietta Spinasanta, (Valeria Proto), fidanzata di Mimì (Franco Santospirito),ma quando, per caso, ascolta la confessione di don Felice e del suo essere orfano, senza scrupoli e per vendicarsi d'essere stato cacciato di casa, si dichiara a lui come padre.
Ed è qui che la commedia diviene una vera e propria catena di equivoci, che sembra concludersi con il matrimonio tra Sofia e Turiddu. A questo punto però l'investigatore Scurzetta presenta, come il vero padre di Felice, un certo Alfonso Trocoli (Giuseppe Pellicano’). Nella scena finale,l'imbroglione Turiddu viene smascherato, don Alfonso riconoscerà Felice come suo figlio e decidono di sposarsi. Ecco però il colpo di scena……???
Tra gli altri interpreti, Carmelina Segreto e Serena De Luca nelle parti delle cameriere, e Alessandra Rinaldo nella parte della fidanzata di Felice.
La regia è stata, ancora una volta, magistralmente curata da Peppino Bisagni. Rammentatrice, Cinzia Bonsignore. Ad effetto le musiche scelte da Carmelo Milone.Particolarmente suggestive le scenografie di Francesco Campochiaro. Audio e luci affidati a Massimiliano Gagliano. Trucco e parrucco, Salpi. Direttore di scena,Jimmi Spanò.
Dopo quasi 30 anni è stato riaperto ieri il complesso storico-monumentale di San Francesco, collocato tra piazza Municipio ed il quartiere San Michele.
A tagliare il nastro è stato il sindaco Giuseppe Venuto, con affianco il direttore artistico di Arte a Tindari, Massimo Piparo, il responsabile dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Patti, don Basilio Scalisi, ed il senatore Ciccio Cimino, al quale va il merito della riapertura della struttura. Il progetto di restauro del complesso San Francesco, infatti, risale al periodo in cui presidente del Consorzio Tindari Nebrodi, che ha portato avanti la pratica, era proprio il senatore Cimino. Lo stesso sindaco nel corso del suo intervento iniziale ha voluto dare atto che i meriti della riapertura della struttura sono da ascrivere al Senatore Cimino, e per questo, con onestà intellettuale, ma spiazzando i più, lo ha ringraziato pubblicamente.
Alla cerimonia erano presenti, inoltre, oltre alla Giunta comunale al completo e ad alcuni consiglieri comunali di Maggioranza e Opposizione, autorità militari, uomini del mondo della cultura e cittadini amanti della città che non hanno voluto perdere l'occasione di visitare dopo quasi 30 anni di chiusura un bene architettonico e storico così importante.
Dopo gli interventi iniziali è stata inaugurata la mostra di pannelli in ceramica, organizzata in collaborazione con il Lions Club di Patti, pensati e ideati da Mario Lunetta e disegnati dalla pittrice Livia Pertile.
La serata si è conclusa con un concerto della banda musicale ''S. Grillo'' città di Patti, con la partecipazione di Gaetano Triscari, giovane baritono pattese.
Nei locali dell'assessorato regionale al Turismo di Patti sono state presentate ieri mattina le pubblicazioni realizzate dal Dipartimento Turismo di Patti e Tindari. Si tratta del fascicolo ''Il Teatro Greco Romano di Tindari'' e della ''Carta della città e delle aree archeologiche''.
Alla presentazione alla Stampa delle due pubblicazioni erano presenti l'avv. Filippo Nasca, dirigente del Servizio Turistico di Patti e Tindari, la prof. Giuseppina Pisani Sartorio, archeologa, già dirigente della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma, e l'arch. Cristina Sidoti, studiosa di archeologia, che ha fornito consulenza scientifica per l'edizione della pubblicazione riguardante la ''carta della città e delle aree archeologiche''.
Chiunque volesse ritirare una copia delle pubblicazioni può farlo, gratuitamente, presso gli uffici del Servizio Turistico di Patti e Tindari , in piazza Marconi, o nella sede periferica di via Teatro Greco a Tindari.