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Il giornalista vaticanista di Rai 1 Fabio Zavattaro incontra la stampa locale

Il giornalista vaticanista di Rai 1 Fabio Zavattaro ha incontrato questa sera gli operatori della comunicazione del pattese. Il noto giornalista si trova da alcuni giorni in città per dettare delle riflessioni ai sacerdoti della diocesi di Patti, in occasione dell'annuale corso di aggiornamento, che quest'anno ha come tema: Media: sfida e risorsa per l’evangelizzazione.

Nel corso del cordiale incontro Zavattaro ha raccontato la propria esperienza di giornalista, e di operatore dell'informazione all'ombra del Vaticano.

 

 

Provini di X-Factor e Max Gazzè a Marina di Patti. Il Comune ancora ''silenzioso''

E' davvero difficile, impossibile per noi lo ammettiamo, riuscire a capire il modo di amministrare la città di Patti da parte dei nostri amministratori. Nei giorni scorsi avevamo pubblicato un elenco di spettacoli che si terranno (almeno, speriamo che il nostro articolo non abbia fatto cambiare qualcosa) al Teatro Greco di Tindari. Nonostante sia già trascorsa una settimana, non si hanno ancora notizie circa gli eventi che dovranno calamitare l'attenzione dei cittadini pattesi, e soprattutto dei turisti e degli abitanti dei comuni viciniori. Sulle nostre località marine, e al Teatro Greco di Tindari questi eventi dovranno portare migliaia di turisti, per cercare di risollevare l'economia, una piccola boccata di ossigeno per commercianti, albergatori e ristoratori. Invece nulla. Ancora non si sa nulla. O meglio, ancora ai cittadini non è dato sapere nulla.

E noi puntualmente vi segnaliamo altri due eventi.
Il 16 e 17 luglio sul lungomare di Marina di Patti ci sarà la sesta tappa dei provini di X-Factor, il talent show di Rai 2, che tornerà in onda il 9 settembre prossimo.
Il 17 luglio, il luogo esatto non lo conosciamo, ma crediamo proprio sul lungomare di Marina di Patti, lo spettacolo, gratuito, di Max Gazzè.
Due eventi importanti, che, come il concerto di Giovanni Allevi il 7 agosto, e le due serate con il musical ''Jesus Christ Superstar'' il 30 luglio e l'1 agosto, dovevano essere pubblicizzati per mesi, così come fanno tutti gli altri comuni (basta farsi un giro per la città per vedere centinaia di manifesti degli spettacoli nei comuni viciniori, vedi CAPO D'ORLANDO, SANT'AGATA MILITELLO, ecc.), per portare così più gente possibile. Non ci vuole chissà quale competenza, chissà quale abilità o altra dote per capire che la pubblicità è importantissima per la riuscita di un evento. Logicamente non basta solo quella, l'evento deve essere di qualità. Eppure questo qui a Patti non lo si riesce a capire. E i fatti lo dimostrano.
In tanti ci hanno scritto e-mail da ogni parte dell'isola per sapere quali sono gli spettacoli che si terranno questa estate a Patti. Alcuni ci hanno chiesto conferma degli spettacoli che in giro per il web vengono pubblicizzati da mesi. Noi abbiamo sempre detto di attendere, che a breve il comune avrebbe pubblicizzato gli eventi. Adesso da alcuni giorni non arrivano più di queste richieste. Forse la gente, i turisti, stanchi di aspettare le date, per prenotare così le ferie, ha preferito volare verso altri lidi diversi da Patti, dove magari troveranno una spiaggia meno bella, ma sicuramente troveranno un'accoglienza maggiore, servizi, pulizia e un cartellone di eventi pubblicizzato da oltre un mese.

 

 

 

100 piazze per l’acqua pubblica. Raccolta di firme in piazza M. Sciacca

I consiglieri comunali di Giorgio De Luca, Alessio Arlotta e l’associazione “Solidarietà e Sviluppo” aderiscono alla manifestazione Regionale “100 piazze per l’acqua pubblica” del prossimo 10 luglio.

Nel contempo invitano la cittadinanza pattese a sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua in Sicilia. La raccolta firme, già avviata, continuerà, tra l’altro, anche sabato 10 luglio, dalle ore 9 a seguire per tutta la giornata, presso la sala comunale di piazza M. Sciacca.

 

 

 

Festa di S. Febronia - La reposizione delle reliquie

Il video della reposizione delle reliquie di Santa Febronia, Vergine e Martire, patrona e concittadina di Patti, all'interno del tabernacolo posto sotto l'altare dedicato alla santa.

 

Legambiente boccia la tariffa di igiene ambientale (Tia) approvata dal Consiglio Comunale

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Legambiente Circolo dei Nebrodi, sezione di Patti, circa l'ultimo Consiglio Comunale, nel corso del quale è stata approvata la tariffa di igiene ambientale, Tia.

 ''Il 28 Giugno 2010 si è svolto il consiglio comunale di Patti, durante il quale, tra gli altri punti all’ordine del giorno, è stato approvato il regolamento sull’introduzione delle tariffe TIA della gestione rifiuti, con relativo piano dei costi e regolamento, e quindi legittimando in questo modo l’operato dell’ATO Me2.

Al di là della parte legale, legata alla querelle esistente tra Associazione Consumatori ed ATO, e che ha visto il Municipio di Patti schierato costantemente dalla parte di quest’ultimo (non sappiamo bene con che costrutto vista l’incapacità dell’ATO ME2 di avere una conduzione economica e manageriale soddisfacente), ancora una volta dobbiamo notare come il consiglio comunale non abbia affrontato il merito della questione: garantire una gestione del ciclo rifiuti ottimale.

Quello che chiediamo all’amministrazione, infatti, è di dichiarare apertamente se considera il modello di gestione rifiuti portato avanti dall’ATO Me 2 un buon servizio di nettezza urbana erogato a costi ragionevoli.

Perché questo è il fondamento ultimo della legge Ronchi, ovvero ottimizzare il servizio riducendo i costi; e né l’amministrazione pattese né i manager dell’ATO ME2 sanno e vogliono porlo come nodo vero da affrontare e risolvere.

Nodo non particolarmente complicato peraltro se si parte dal principio che un servizio nasce e si giustifica soprattutto perché serve ai cittadini che ne pagano il costo, e quindi non è pensabile procrastinare continuamente i problemi gestionali e strutturali che determinano la situazione deficitaria dell’ATO2 in nome dell’emergenza finanziaria. Persino il governatore della Sicilia nel suo ruolo di commissario straordinario ai rifiuti dice di essere determinato nel portare avanti una politica impostata sul riciclaggio dei rifiuti e non è d’accordo con i piani preparati dalla precedente amministrazione regionale, ovvero la creazione di 4 inceneritori per una capacità pari al 105% della produzione attuale di rifiuti. A questo proposito vorremmo chiarire che ciò comporterebbe addirittura l’azzeramento della già misera quota di raccolta differenziata e non terrebbe neppure conto delle tendenze demografiche in atto.

Quindi chiediamo innanzitutto che si risolvano le questioni strutturali e solo in seguito si risani la partita finanziaria, dato che in caso contrario si creerebbe una voragine senza fondo, come difatti sta avvenendo.

Saper impostare e saper affrontare i problemi di un servizio così essenziale significa diminuirne i costi e ciò comporterebbe un aumento del reddito e una migliore qualità della vita. Gestire “per emergenze” (contribuendo a crearle) è il metodo per scaricare i costi sui cittadini e peggiorare l’ambiente.

Appare chiaro come ai consiglieri di maggioranza ed all’amministrazione sfugga questo nesso, e così facendo ambedue si rendono complici di un sistema affaristico clientelare (se non mafioso) che noi rifiutiamo in quanto causa profonda dei mali che affliggono la Sicilia.

Per questo motivo siamo solidali con l’Associazione Consumatori nella sua lotta in difesa dei cittadini e con quei consiglieri che hanno tentato invano di contrastare la politica di subordinazione dell’amministrazione alla conduzione fallimentare dell’ATO Me2.

E’ evidente, inoltre, che questo è solo l’ultimo di una serie di atti che l’amministrazione porta avanti dal suo insediamento perseguendo un’ottica di peggioramento generale e costante della situazione economica, reddituale ed ambientale del territorio, di cui un macroscopico esempio è l’estesa cementificazione. Una delle peggiori della provincia che, anche se non ce ne rendiamo conto, creerà, nel medio-lungo periodo, da un lato una diminuzione del valore del patrimonio immobiliare e dall’altro un incremento dei costi di gestione sia pubblici che privati con le conseguenze sui redditi che possiamo immaginare.

Per tentare di rimediare a tutto questo Legambiente di Patti si rende disponibile a partecipare ad un percorso che porti alla definizione di un programma di governo ed alla definizione di una squadra di esperti in grado di scardinare l’attuale incancrenita situazione e capace di definire un nuovo percorso partecipato di governo della città.''

Legambiente Circolo dei Nebrodi, sezione di Patti

 

 

 

Spettacoli a Tindari - Avviso ancora aperto, una parte di spettacoli già noti

Ad alcuni appare strano, ad altri normale, ad altri ancora sembra una cosa fuori dal mondo. Fatto è che alcuni degli spettacoli che si terranno al Teatro Greco di Tindari si conoscono già da quasi un mese. O meglio, li conoscono in pochi perché non sono stati pubblicizzati. Nulla di male c'è da dire, se non che la presentazione delle proposte artistiche al comune di Patti, in piazza Scaffidi 1, scade oggi, 30 giugno 2010, alle ore 11. Poi, come recita l'avviso pubblico al punto 4, ''la selezione delle proposte sarà effettuata dal Direttore Artistico e successivamente sottoposta all’approvazione della Giunta Comunale.''

Sul sito http://www.ticketone.it da ieri mattina è già possibile acquistare i biglietti per il concerto di Giovanni Allevi, che dovrebbe tenersi al teatro Greco di Tindari il 7 agosto, e per due spettacoli, ''Jesus Christ Superstar'', che dovrebbero tenersi il 30 luglio e l'1 agosto.
 
Tra l'altro sul sito ufficiale di Giovanni Allevi da diverso tempo sono pubblicizzate le date della tournee italiana ed estera dell'artista, compresa quella del 7 agosto al Teatro Greco di Tindari. L'avviso pubblico del Comune, invece, è del 21 giugno, mentre la proposta del direttore artistico al Comune è del 17 giugno. Girando sul web la notizia del concerto di Allevi a Tindari la si può leggere da circa un mese.
 
Su un altro sito web è disponibile anche la locandina ufficiale del concerto con tanto di stemma del Comune di Patti. Ed ancora mancano diverse ore (il pezzo lo abbiamo inserito alle 2 di notte) al termine di presentazione delle offerte.
 
Girando ancora sul web per il giorno 7 di agosto abbiamo trovato anche un'altro artista che dovrebbe esibirsi al Teatro Greco di Tindari, si tratta del pianista Peter Cincotti.
 
Che dire???; Mistero!!!
 
Qualcuno probabilmente chiederà lumi su questa vicenda, ma certamente a noi non resta che sottolineare come si è persa un'occasione preziosa per pubblicizzare in tempo un evento che certamente attirerà su Tindari tantissimi estimatori dell'artista marchigiano.
 
 
 
 
 
 

L’Associazione Consumatori Siciliani ricorrerà contro la TIA approvata dal Consiglio Comunale

L’Associazione Consumatori Siciliani unitamente all’Associazione Consumatori Meridionali, all’Assopensionati, Assocontribuenti, impugnerà dinanzi al TAR di Catania la delibera approvata ieri sera dal Consiglio Comunale di Patti unitamente a quella di tutti i comuni facenti parte dell’ATO ME2. Tutte le delibere che i consigli comunali stanno approvando sono inficiate di tutta una serie d’illegittimità evidenziate anche dall’Associazione Nazionale dei Comuni che aveva chiesto al Governo il rinvio dl passaggio della TARSU alla TIA fissata al 30 giugno perché la tariffa è inesigibile.

Bisogna innanzitutto dire che la TIA del decreto Ronchi non esiste più perché abrogata dal Codice dell’ambiente 152/2006 il cui metodo di calcolo era il dpr 158/98. Il Codice dell’Ambiente ha introdotto la nuova tariffa all’art. 238 che rimane inapplicabile in attesa dell’approvazione dei regolamenti attuativi previsti dal ministero. Inoltre il problema chiave è rappresentato dal fatto che il Governo, nell’ultimo DPEF all’art. 14 comma 13 considera la tariffa di cui all’art. 238 del Codice dell’Ambiente, di natura patrimoniale e di competenza del giudice ordinario, quindi non più una tassa di competenza dei giudici tributari andando contro anche alla direttiva CEE, che aveva chiarito che la tassa di prelievo sui rifiuti deve essere considerata in tutti gli Stati, una tassa, a parte il fatto che la natura patrimoniale porterebbe anche all’applicazione dell’IVA del 10% sulla tariffa.
Inoltre si pone un grave problema che rischia di mettere in ginocchio i bilanci delle province ovvero la tariffa prevista dall’art. 238 del Codice dell’ambiente e una serie di norme emanate dal 2006 a oggi prevede l’abolizione della TEFA ovvero quel 5% che alla provincia. La Corte Costituzionale (a es. La n. 37/04) ha affermato che il legislatore non può procedere in senso inverso, e cioè “sopprimere semplicemente, senza sostituirli, gli spazi di autonomia già riconosciuti dalle leggi statali in vigore alle regioni e agli enti locali.” Secondo i giudici costituzionale qualora il legislatore intenda abrogare un tributo di un ente locale deve provvedere alla sua sostituzione in maniera di rispettare l’autonomia finanziaria degli enti locali garantita dall’art. 119 della Costituzione.
Un altro elemento di non poco conto che nessun comune ha tenuto in considerazione è il piano d’ambito comunale, da cui far derivare il piano finanziario per poi estrapolare la tariffa. Ebbene nessun comune dell’ATO ME2 ha elaborato il piano d’ambito comunale. Quello che i consigli si sono limitati a fare è solo ratificare l’operato dell’ATO ME2 e la sua gestione.
Un altro aspetto che ci lascia perplessi nasce dalla considerazione che i Consigli Comunali hanno approvato il passaggio dalla TARSU alla TIA anche sulla scorta di una circolare dell’Assessore Russo che paventava il danno erariale. A questo punto sorge una domanda spontanea ma se fino al 30 giugno 2010 siamo stati in regime TARSU, perché i Comuni dal 2005 a oggi hanno sospeso l’incasso della tassa? Perché non si è sospeso l’invio delle bollette TIA mai approvate dai Consigli giacché tutti oggi hanno ammesso d’essere in regime TARSU? Il mancato incasso della TARSU dal 2005 al 30 giugno 2010 non costituisce danno erariale? La Corte dei Conti non dovrebbe a questo punto intervenire?
L’Associazione Consumatori Siciliani presenterà un esposto nei confronti dei comuni che fino la 30 giugno erano in regime TARSU è che non hanno provveduto all’incasso per danno erariale all’ente ma anche ai cittadini costretti a doversi difendere nelle sedi opportune.
Come senso di responsabilità l’Associazione Consumatori Siciliani visto il caos che si è venuto a creare è in attesa che si faccia chiarezza inviterà tutti coloro i quali hanno fatto i ricorsi a pagare per l’anno 2010 la vecchia TARSU, per garantire il servizio e tutelare il territorio dall’emergenza rifiuti.

 

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La delibera di Consiglio Comunale a cui si riferisce l'Associazione Consumatori Siciliani,è stata approvata ieri sera nel corso del Civico Consesso dai consiglieri di Maggioranza: Alessandro, Di Pisa, De Luca, Forzano, Mobilia, Lembo, Campana, dal presidnete del Consiglio Pietro Scardino, e grazie al voto determinante del consigliere di Opposizione Alessio Arlotta.

Contrari alla delibera i consiglieri di Opposizione: Bonanno, Di Dio, Crisafulli, Bonsignore, Palmeri, Mosca, ed i consiglieri di Maggioranza Nino Gigante e Nicola Molica.

 

 

 

Le cerase dell’Assessore

Domenica 13 giugno u. s. si è verificata a Patti e dintorni una singolare coincidenza di iniziative e avvenimenti che hanno messo in fermento la vita socioculturale, politica e religiosa della zona.

Al Convento di S. Antonio, ormai privo di frati da molti anni, si celebrava la festa del Santo, preceduta da una tredicina solenne, officiata dal Vicario Generale con l’assistenza di Nicola, Antonio e altri come chierichetti, Carmelina all’organo.
Nell’Auditorium del Seminario si concludeva il Convegno sulla salute, dedicato quest’anno ai problemi dell’ozono terapia, la cui anima organizzativa era don Bertino, cappellano dell’ospe­dale che qualcuno, ironicamente ma non troppo, chiama Il Primario.
Nella cripta di S. Ippolito s’inaugurava la 5a edizione di Artisti nel piatto, dedicata quest’an­no al tema del viaggio, mostra di ceramica promossa e animata da Rossana Giacalone Caleca, Marcegaglia della zona, ammirevole per coraggio imprenditoriale, non meno per garbo ed esprit de finesse. Al suo fianco, perfetto anfitrione d’impareggiabile eleganza, Filippo Nasca, direttore dell’Ufficio Regionale del Turismo nella zona di Tindari e Patti.
Al civico Palazzo, sito proprio di fronte alla chiesa, il sindaco Venuto, con l’ausilio e il contorno degli Organi comunali di competenza, attendeva  la visita di Gaetano Armao, assessore regionale ai Beni Culturali, per un sopralluogo ai locali dell’ex convento S. Francesco, destinato a diventare dopo gli interminabili restauri sede multifunzione come museo, sala convegni ecc.
A Montagnareale si celebrava la 2a  edizione della Sagra della ciliegia, grazie all’impegno del sindaco, appartenente ad un ramo della progenie dei Sidoti, che da molti anni si era affer­mata in ambito commerciale per mobili e affini, oltre che nell’edilizia, e aveva segnato anche la vita sociopolitica in ambito comunale e provinciale; senza dire che la Sagra della castagna, fiore all’occhiello delle iniziative autunnali, aveva raggiunto la 35a edizione.
 
Ora, mentre le prime due ricorrenze si sono svolte serenamente e in modo autonomo, la prima con la messa solenne del Vicario al Convento e la seconda con quella ancora più solenne del Vescovo assistito dal Primario in Cattedrale, le altre tre si sono intrecciate tra loro, com’è giusto che sia del resto, perché cultura politica e sociale devono sostenersi vicendevolmente se vogliono sopravvivere, almeno in termini di organizzazione e realizzazione economica.
Si è pensato dunque di far coincidere la visita al Palazzo con l’inaugurazione della mostra e il sopralluogo all’ex convento, futura sede culturale del Centro storico pattese che, opportu­namente e secondo reiterate dichiarazioni, occupa un posto privilegiato nei pensieri e nelle cure dei Responsabili, almeno d’estate e per le occasioni; Montagnareale avrebbe partecipato non solo con la presenza significativa di Sindaco e Seguito, ma altresì con l’omaggio delle cerase. Rossana e Filippo avrebbero voluto coinvolgere nella cerimonia anche il parroco di S. Ippolito, che per la mostra aveva messo a disposizione la cripta della chiesa; sapevano però che don Francisco è un tipo difficile e quindi, esperti ormai da tanti anni di frequentazione, non hanno insistito più di tanto e alla fine erano quasi contenti di non doversi preoccupare anche della sua presenza scomoda e di eventuali suoi imprevedibili interventi.
Sabato erano cominciati i preparativi, che avevano almeno un poco distolto dalla sonnolenza abituale i pochi abitanti della zona.
Appositi divieti avvertivano che in piazza Municipio, come viene comunemente chiamata piazza Cavour, era proibito sostare dalle ore 7.30 alle 13.00 di domenica 13 giugno. Ma quello che maggiormente ha suscitato meraviglia, soprattutto nelle 7 persone 7 che vi dimorano, è stato il fatto che via Cappellini, che dal Palazzo conduce all’ex convento S. Francesco, è stata ripulita con una certa sollecitudine e cure inconsuete. Sono rimasti sbalorditi anche i gatti della signo­rina Maria Teresa, abituati ad ammirare la padrona impegnata a dare con discrezione una spazzatina periodica nei pressi dell’abitazione e, d’estate, don Carmelo che la spazza quasi per intero e la innaffia per rinfrescarla, come dice lui. Per l’occasione, invece, anche le erbe che vi crescono spontanee erano state rimosse.
Al fine di dare all’avvenimento complesso il giusto rilievo e la diffusione più ampia, oppor­tunamente avvertite, erano giunte in notevole anticipo per predisporre gli attrezzi, stampa e TV.
Domenica mattina, con puntualità esemplare, avviene l’incontro programmato nella sala consiliare. A turno hanno preso la parola i Responsabili vari. Non è certo facile riprodurre in dettaglio i loro discorsi, ma non è arbitrario ipotizzare che il perno attorno al quale si sono sviluppati gli interventi è stato il Centro storico e la sua rinascita, cui avrebbe certo dato un contributo determinante la progettata apertura del polo culturale, già in fase di avanzata realiz­zazione presso i locali dell’ex convento, destinato a divenire fulcro e base di uno sviluppo per la conoscenza e la valorizzazione del territorio, soprattutto per le Nuove Generazioni, sulle quali poggiano le speranze del domani, ecc. ecc. … Le parole erano certamente belle, ma ancora più bello e coinvolgente era il patos dell’eloquio e il tono che gli Oratori vi trasfondevano, al punto che quasi tutti i presenti, incantati e commossi, assentivano accompagnando gesti e parole con cenni ripetuti del capo e ne segnavano la fine con applausi scroscianti.
L’inghippo è sorto al momento dell’omaggio fruttifero: si cercavano, ma non si trovavano le cerase.
La Delegazione di Montagnareale chiedeva dove fossero andate a finire; i Responsabili pattesi dichiaravano di non saperne proprio nulla; la Marcegaglia mediava tra le Parti, dicendo all’una che si sarebbero trovate e all’altra chiedendo dove e a chi erano state consegnate. Il tutto, naturalmente, con discrezione ed imbarazzo e, soprattutto, cercando inutilmente di nascondere il disagio al paziente Assessore.
Ad un certo punto l’Anfitrione ha proposto saggiamente di andare prima a visitare la mostra e il Convento e tagliare il nastro nella cripta, con la speranza o di trovare nel frattempo le cerase occultate o, in caso contrario, dimenticarle del tutto.
In realtà uno che sapeva c’era, ma ormai si trovava lontano.
 
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Quella mattina, come tutte le domeniche, don Francisco era arrivato qualche minuto prima delle 9.30, con la speranza che qualche fedele ricordasse che era domenica. Piazza Municipio era sgombra e due vigilesse vigilavano perché non s’ingombrasse; un altro vigile, piazzato in divisa alla curva di Don Lillo, ricordava a tutti, con la sola presenza, che al Municipio succe­deva qualcosa di speciale.
Le più solerti erano state come sempre la signora Concettina e la signora Sara, che arrancava a fatica e si faceva compagnia da sola fumando e tossendo. Erano quasi sempre le due che dialogavano sin dall’inizio il Rosario, cercando di andare a tempo come don Francisco pretendeva ormai da tempo, convincendole o costringendole anche con occhiatacce quando sgarravano. Alle loro Avemarie s’aggregavano come potevano i pochi altri, man mano che arrivavano, e il coro si faceva sempre più sostenuto e sonoro. Era giunta anche Manuela l’organista che, sistemati strumento e spartiti, si era unita alla preghiera.
Mancavano pochi minuti alle dieci, quando entrò in chiesa un signore, poco più che tren­tenne, piuttosto impacciato anche perché con le mani reggeva due ceste ricoperte di felci dal bel verde intenso, dalle quali occhieggiavano qua e là ciliegie rosso cupo e lucenti. Egli, dopo aver trattato inutilmente con l’organista, si rivolse speranzoso a don Francisco dicendo che doveva consegnare le ceste.
«Forse sbaglia; forse deve portarle al Comune» rispose col garbo dovuto a un messaggero-latore don Francisco, il quale aveva intuito che le ceste avrebbero fatto parte della cerimonia dando un’occhiata ai depliant poggiati sulle felci. Non ci voleva del resto molta perspicacia a capirlo; e don Francisco un po’ di perspicacia l’aveva; solo che, all’occorrenza, emergeva in lui dal profondo una certa ironia condita di malizia, che lo rendeva al tempo stesso simpatico, imprevedibile e temibile.
Il massaggero-latore, però, non lo sapeva e, imperturbabile, riprese: «Non è questa la chiesa di S. Ippolito? A me hanno detto di portarle qui ed io qui le lascio», facendo segno di appoggiarle sul banco vicino.
Don Francisco non poté che ammirare la coerenza del messaggero e, rimuginando tra sé un piano ancora indistinto, lo pregò di portarle in sagrestia, mentre i pochi presenti dissimulavano egregiamente la loro curiosità continuando ad alternare le Avemarie.
Alle distrazioni che di solito accompagnano anche le preghiere più attente, quel giorno si aggiunse per don Francisco quella delle ciliegie e, tra un canto ed una lettura, un preghiamo e un il Signore sia con voi, egli non riuscì ad allontanare del tutto il problema e la ricerca di una soluzione.
Di recarsi in Municipio alla fine della messa e partecipare agli osanna per l’Assessore e gli Oratori di turno … neppure a pensarci; gli bastava associarsi all’osanna che aveva appena intonato la signora Granata a squarciagola e non senza voluttà; mandare qualcuno a portare le ceste facendo dire che venivano da Montagnareale, poteva essere cosa più che accettabile, ma sulla ragionevolezza prevalse in quel momento, purtroppo, quella sottile malizia o perfidia cui a volte non riusciva a sottrarsi, e scartò la soluzione.
Pensò allora di regalare le ciliege a qualcuno dei suoi parrocchiani, ma la soluzione creava altri problemi, anche perché non era possibile farlo in modo riservato del tutto e gli esclusi avrebbero avuto ben ragione di restarne delusi ed offesi. Dopo molti pro e contro equivalenti che si elidevano a vicenda, una illuminazione improvvisa gli venne da un gruppo di extraco­munitari indiani, che di solito partecipavano con devozione ammirevole alla messa della dome­nica; e formulò diplomaticamente la soluzione, a parer suo la più giusta: se alla fine della messa nessuno si fosse presentato e reclamare le ceste con le ciliegie, egli le avrebbe date agli indiani.
Conclusa la messa, nessuno avendo avanzato pretese, fece chiamare due degli indiani pre­senti e consegnò loro le ceste.
«Grazie - rispose uno di essi con un largo sorriso - frutto mangiare molto … buono … noi piace».
Sbrigati gli ultimi adempimenti e i saluti, don Francisco rientrò a casa e, armeggiando in cu­cina, calcolava soddisfatto che forse, proprio mentre al Municipio di Patti si cercavano invano, alcuni indiani vocianti col loro parlare a raffica e a gesti, gustavano ignari le cerase dell’As­sessore.
 
 
Narcof  Staitopic