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Spettacoli a Tindari - Avviso ancora aperto, una parte di spettacoli già noti

Ad alcuni appare strano, ad altri normale, ad altri ancora sembra una cosa fuori dal mondo. Fatto è che alcuni degli spettacoli che si terranno al Teatro Greco di Tindari si conoscono già da quasi un mese. O meglio, li conoscono in pochi perché non sono stati pubblicizzati. Nulla di male c'è da dire, se non che la presentazione delle proposte artistiche al comune di Patti, in piazza Scaffidi 1, scade oggi, 30 giugno 2010, alle ore 11. Poi, come recita l'avviso pubblico al punto 4, ''la selezione delle proposte sarà effettuata dal Direttore Artistico e successivamente sottoposta all’approvazione della Giunta Comunale.''

Sul sito http://www.ticketone.it da ieri mattina è già possibile acquistare i biglietti per il concerto di Giovanni Allevi, che dovrebbe tenersi al teatro Greco di Tindari il 7 agosto, e per due spettacoli, ''Jesus Christ Superstar'', che dovrebbero tenersi il 30 luglio e l'1 agosto.
 
Tra l'altro sul sito ufficiale di Giovanni Allevi da diverso tempo sono pubblicizzate le date della tournee italiana ed estera dell'artista, compresa quella del 7 agosto al Teatro Greco di Tindari. L'avviso pubblico del Comune, invece, è del 21 giugno, mentre la proposta del direttore artistico al Comune è del 17 giugno. Girando sul web la notizia del concerto di Allevi a Tindari la si può leggere da circa un mese.
 
Su un altro sito web è disponibile anche la locandina ufficiale del concerto con tanto di stemma del Comune di Patti. Ed ancora mancano diverse ore (il pezzo lo abbiamo inserito alle 2 di notte) al termine di presentazione delle offerte.
 
Girando ancora sul web per il giorno 7 di agosto abbiamo trovato anche un'altro artista che dovrebbe esibirsi al Teatro Greco di Tindari, si tratta del pianista Peter Cincotti.
 
Che dire???; Mistero!!!
 
Qualcuno probabilmente chiederà lumi su questa vicenda, ma certamente a noi non resta che sottolineare come si è persa un'occasione preziosa per pubblicizzare in tempo un evento che certamente attirerà su Tindari tantissimi estimatori dell'artista marchigiano.
 
 
 
 
 
 

L’Associazione Consumatori Siciliani ricorrerà contro la TIA approvata dal Consiglio Comunale

L’Associazione Consumatori Siciliani unitamente all’Associazione Consumatori Meridionali, all’Assopensionati, Assocontribuenti, impugnerà dinanzi al TAR di Catania la delibera approvata ieri sera dal Consiglio Comunale di Patti unitamente a quella di tutti i comuni facenti parte dell’ATO ME2. Tutte le delibere che i consigli comunali stanno approvando sono inficiate di tutta una serie d’illegittimità evidenziate anche dall’Associazione Nazionale dei Comuni che aveva chiesto al Governo il rinvio dl passaggio della TARSU alla TIA fissata al 30 giugno perché la tariffa è inesigibile.

Bisogna innanzitutto dire che la TIA del decreto Ronchi non esiste più perché abrogata dal Codice dell’ambiente 152/2006 il cui metodo di calcolo era il dpr 158/98. Il Codice dell’Ambiente ha introdotto la nuova tariffa all’art. 238 che rimane inapplicabile in attesa dell’approvazione dei regolamenti attuativi previsti dal ministero. Inoltre il problema chiave è rappresentato dal fatto che il Governo, nell’ultimo DPEF all’art. 14 comma 13 considera la tariffa di cui all’art. 238 del Codice dell’Ambiente, di natura patrimoniale e di competenza del giudice ordinario, quindi non più una tassa di competenza dei giudici tributari andando contro anche alla direttiva CEE, che aveva chiarito che la tassa di prelievo sui rifiuti deve essere considerata in tutti gli Stati, una tassa, a parte il fatto che la natura patrimoniale porterebbe anche all’applicazione dell’IVA del 10% sulla tariffa.
Inoltre si pone un grave problema che rischia di mettere in ginocchio i bilanci delle province ovvero la tariffa prevista dall’art. 238 del Codice dell’ambiente e una serie di norme emanate dal 2006 a oggi prevede l’abolizione della TEFA ovvero quel 5% che alla provincia. La Corte Costituzionale (a es. La n. 37/04) ha affermato che il legislatore non può procedere in senso inverso, e cioè “sopprimere semplicemente, senza sostituirli, gli spazi di autonomia già riconosciuti dalle leggi statali in vigore alle regioni e agli enti locali.” Secondo i giudici costituzionale qualora il legislatore intenda abrogare un tributo di un ente locale deve provvedere alla sua sostituzione in maniera di rispettare l’autonomia finanziaria degli enti locali garantita dall’art. 119 della Costituzione.
Un altro elemento di non poco conto che nessun comune ha tenuto in considerazione è il piano d’ambito comunale, da cui far derivare il piano finanziario per poi estrapolare la tariffa. Ebbene nessun comune dell’ATO ME2 ha elaborato il piano d’ambito comunale. Quello che i consigli si sono limitati a fare è solo ratificare l’operato dell’ATO ME2 e la sua gestione.
Un altro aspetto che ci lascia perplessi nasce dalla considerazione che i Consigli Comunali hanno approvato il passaggio dalla TARSU alla TIA anche sulla scorta di una circolare dell’Assessore Russo che paventava il danno erariale. A questo punto sorge una domanda spontanea ma se fino al 30 giugno 2010 siamo stati in regime TARSU, perché i Comuni dal 2005 a oggi hanno sospeso l’incasso della tassa? Perché non si è sospeso l’invio delle bollette TIA mai approvate dai Consigli giacché tutti oggi hanno ammesso d’essere in regime TARSU? Il mancato incasso della TARSU dal 2005 al 30 giugno 2010 non costituisce danno erariale? La Corte dei Conti non dovrebbe a questo punto intervenire?
L’Associazione Consumatori Siciliani presenterà un esposto nei confronti dei comuni che fino la 30 giugno erano in regime TARSU è che non hanno provveduto all’incasso per danno erariale all’ente ma anche ai cittadini costretti a doversi difendere nelle sedi opportune.
Come senso di responsabilità l’Associazione Consumatori Siciliani visto il caos che si è venuto a creare è in attesa che si faccia chiarezza inviterà tutti coloro i quali hanno fatto i ricorsi a pagare per l’anno 2010 la vecchia TARSU, per garantire il servizio e tutelare il territorio dall’emergenza rifiuti.

 

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La delibera di Consiglio Comunale a cui si riferisce l'Associazione Consumatori Siciliani,è stata approvata ieri sera nel corso del Civico Consesso dai consiglieri di Maggioranza: Alessandro, Di Pisa, De Luca, Forzano, Mobilia, Lembo, Campana, dal presidnete del Consiglio Pietro Scardino, e grazie al voto determinante del consigliere di Opposizione Alessio Arlotta.

Contrari alla delibera i consiglieri di Opposizione: Bonanno, Di Dio, Crisafulli, Bonsignore, Palmeri, Mosca, ed i consiglieri di Maggioranza Nino Gigante e Nicola Molica.

 

 

 

Le cerase dell’Assessore

Domenica 13 giugno u. s. si è verificata a Patti e dintorni una singolare coincidenza di iniziative e avvenimenti che hanno messo in fermento la vita socioculturale, politica e religiosa della zona.

Al Convento di S. Antonio, ormai privo di frati da molti anni, si celebrava la festa del Santo, preceduta da una tredicina solenne, officiata dal Vicario Generale con l’assistenza di Nicola, Antonio e altri come chierichetti, Carmelina all’organo.
Nell’Auditorium del Seminario si concludeva il Convegno sulla salute, dedicato quest’anno ai problemi dell’ozono terapia, la cui anima organizzativa era don Bertino, cappellano dell’ospe­dale che qualcuno, ironicamente ma non troppo, chiama Il Primario.
Nella cripta di S. Ippolito s’inaugurava la 5a edizione di Artisti nel piatto, dedicata quest’an­no al tema del viaggio, mostra di ceramica promossa e animata da Rossana Giacalone Caleca, Marcegaglia della zona, ammirevole per coraggio imprenditoriale, non meno per garbo ed esprit de finesse. Al suo fianco, perfetto anfitrione d’impareggiabile eleganza, Filippo Nasca, direttore dell’Ufficio Regionale del Turismo nella zona di Tindari e Patti.
Al civico Palazzo, sito proprio di fronte alla chiesa, il sindaco Venuto, con l’ausilio e il contorno degli Organi comunali di competenza, attendeva  la visita di Gaetano Armao, assessore regionale ai Beni Culturali, per un sopralluogo ai locali dell’ex convento S. Francesco, destinato a diventare dopo gli interminabili restauri sede multifunzione come museo, sala convegni ecc.
A Montagnareale si celebrava la 2a  edizione della Sagra della ciliegia, grazie all’impegno del sindaco, appartenente ad un ramo della progenie dei Sidoti, che da molti anni si era affer­mata in ambito commerciale per mobili e affini, oltre che nell’edilizia, e aveva segnato anche la vita sociopolitica in ambito comunale e provinciale; senza dire che la Sagra della castagna, fiore all’occhiello delle iniziative autunnali, aveva raggiunto la 35a edizione.
 
Ora, mentre le prime due ricorrenze si sono svolte serenamente e in modo autonomo, la prima con la messa solenne del Vicario al Convento e la seconda con quella ancora più solenne del Vescovo assistito dal Primario in Cattedrale, le altre tre si sono intrecciate tra loro, com’è giusto che sia del resto, perché cultura politica e sociale devono sostenersi vicendevolmente se vogliono sopravvivere, almeno in termini di organizzazione e realizzazione economica.
Si è pensato dunque di far coincidere la visita al Palazzo con l’inaugurazione della mostra e il sopralluogo all’ex convento, futura sede culturale del Centro storico pattese che, opportu­namente e secondo reiterate dichiarazioni, occupa un posto privilegiato nei pensieri e nelle cure dei Responsabili, almeno d’estate e per le occasioni; Montagnareale avrebbe partecipato non solo con la presenza significativa di Sindaco e Seguito, ma altresì con l’omaggio delle cerase. Rossana e Filippo avrebbero voluto coinvolgere nella cerimonia anche il parroco di S. Ippolito, che per la mostra aveva messo a disposizione la cripta della chiesa; sapevano però che don Francisco è un tipo difficile e quindi, esperti ormai da tanti anni di frequentazione, non hanno insistito più di tanto e alla fine erano quasi contenti di non doversi preoccupare anche della sua presenza scomoda e di eventuali suoi imprevedibili interventi.
Sabato erano cominciati i preparativi, che avevano almeno un poco distolto dalla sonnolenza abituale i pochi abitanti della zona.
Appositi divieti avvertivano che in piazza Municipio, come viene comunemente chiamata piazza Cavour, era proibito sostare dalle ore 7.30 alle 13.00 di domenica 13 giugno. Ma quello che maggiormente ha suscitato meraviglia, soprattutto nelle 7 persone 7 che vi dimorano, è stato il fatto che via Cappellini, che dal Palazzo conduce all’ex convento S. Francesco, è stata ripulita con una certa sollecitudine e cure inconsuete. Sono rimasti sbalorditi anche i gatti della signo­rina Maria Teresa, abituati ad ammirare la padrona impegnata a dare con discrezione una spazzatina periodica nei pressi dell’abitazione e, d’estate, don Carmelo che la spazza quasi per intero e la innaffia per rinfrescarla, come dice lui. Per l’occasione, invece, anche le erbe che vi crescono spontanee erano state rimosse.
Al fine di dare all’avvenimento complesso il giusto rilievo e la diffusione più ampia, oppor­tunamente avvertite, erano giunte in notevole anticipo per predisporre gli attrezzi, stampa e TV.
Domenica mattina, con puntualità esemplare, avviene l’incontro programmato nella sala consiliare. A turno hanno preso la parola i Responsabili vari. Non è certo facile riprodurre in dettaglio i loro discorsi, ma non è arbitrario ipotizzare che il perno attorno al quale si sono sviluppati gli interventi è stato il Centro storico e la sua rinascita, cui avrebbe certo dato un contributo determinante la progettata apertura del polo culturale, già in fase di avanzata realiz­zazione presso i locali dell’ex convento, destinato a divenire fulcro e base di uno sviluppo per la conoscenza e la valorizzazione del territorio, soprattutto per le Nuove Generazioni, sulle quali poggiano le speranze del domani, ecc. ecc. … Le parole erano certamente belle, ma ancora più bello e coinvolgente era il patos dell’eloquio e il tono che gli Oratori vi trasfondevano, al punto che quasi tutti i presenti, incantati e commossi, assentivano accompagnando gesti e parole con cenni ripetuti del capo e ne segnavano la fine con applausi scroscianti.
L’inghippo è sorto al momento dell’omaggio fruttifero: si cercavano, ma non si trovavano le cerase.
La Delegazione di Montagnareale chiedeva dove fossero andate a finire; i Responsabili pattesi dichiaravano di non saperne proprio nulla; la Marcegaglia mediava tra le Parti, dicendo all’una che si sarebbero trovate e all’altra chiedendo dove e a chi erano state consegnate. Il tutto, naturalmente, con discrezione ed imbarazzo e, soprattutto, cercando inutilmente di nascondere il disagio al paziente Assessore.
Ad un certo punto l’Anfitrione ha proposto saggiamente di andare prima a visitare la mostra e il Convento e tagliare il nastro nella cripta, con la speranza o di trovare nel frattempo le cerase occultate o, in caso contrario, dimenticarle del tutto.
In realtà uno che sapeva c’era, ma ormai si trovava lontano.
 
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Quella mattina, come tutte le domeniche, don Francisco era arrivato qualche minuto prima delle 9.30, con la speranza che qualche fedele ricordasse che era domenica. Piazza Municipio era sgombra e due vigilesse vigilavano perché non s’ingombrasse; un altro vigile, piazzato in divisa alla curva di Don Lillo, ricordava a tutti, con la sola presenza, che al Municipio succe­deva qualcosa di speciale.
Le più solerti erano state come sempre la signora Concettina e la signora Sara, che arrancava a fatica e si faceva compagnia da sola fumando e tossendo. Erano quasi sempre le due che dialogavano sin dall’inizio il Rosario, cercando di andare a tempo come don Francisco pretendeva ormai da tempo, convincendole o costringendole anche con occhiatacce quando sgarravano. Alle loro Avemarie s’aggregavano come potevano i pochi altri, man mano che arrivavano, e il coro si faceva sempre più sostenuto e sonoro. Era giunta anche Manuela l’organista che, sistemati strumento e spartiti, si era unita alla preghiera.
Mancavano pochi minuti alle dieci, quando entrò in chiesa un signore, poco più che tren­tenne, piuttosto impacciato anche perché con le mani reggeva due ceste ricoperte di felci dal bel verde intenso, dalle quali occhieggiavano qua e là ciliegie rosso cupo e lucenti. Egli, dopo aver trattato inutilmente con l’organista, si rivolse speranzoso a don Francisco dicendo che doveva consegnare le ceste.
«Forse sbaglia; forse deve portarle al Comune» rispose col garbo dovuto a un messaggero-latore don Francisco, il quale aveva intuito che le ceste avrebbero fatto parte della cerimonia dando un’occhiata ai depliant poggiati sulle felci. Non ci voleva del resto molta perspicacia a capirlo; e don Francisco un po’ di perspicacia l’aveva; solo che, all’occorrenza, emergeva in lui dal profondo una certa ironia condita di malizia, che lo rendeva al tempo stesso simpatico, imprevedibile e temibile.
Il massaggero-latore, però, non lo sapeva e, imperturbabile, riprese: «Non è questa la chiesa di S. Ippolito? A me hanno detto di portarle qui ed io qui le lascio», facendo segno di appoggiarle sul banco vicino.
Don Francisco non poté che ammirare la coerenza del messaggero e, rimuginando tra sé un piano ancora indistinto, lo pregò di portarle in sagrestia, mentre i pochi presenti dissimulavano egregiamente la loro curiosità continuando ad alternare le Avemarie.
Alle distrazioni che di solito accompagnano anche le preghiere più attente, quel giorno si aggiunse per don Francisco quella delle ciliegie e, tra un canto ed una lettura, un preghiamo e un il Signore sia con voi, egli non riuscì ad allontanare del tutto il problema e la ricerca di una soluzione.
Di recarsi in Municipio alla fine della messa e partecipare agli osanna per l’Assessore e gli Oratori di turno … neppure a pensarci; gli bastava associarsi all’osanna che aveva appena intonato la signora Granata a squarciagola e non senza voluttà; mandare qualcuno a portare le ceste facendo dire che venivano da Montagnareale, poteva essere cosa più che accettabile, ma sulla ragionevolezza prevalse in quel momento, purtroppo, quella sottile malizia o perfidia cui a volte non riusciva a sottrarsi, e scartò la soluzione.
Pensò allora di regalare le ciliege a qualcuno dei suoi parrocchiani, ma la soluzione creava altri problemi, anche perché non era possibile farlo in modo riservato del tutto e gli esclusi avrebbero avuto ben ragione di restarne delusi ed offesi. Dopo molti pro e contro equivalenti che si elidevano a vicenda, una illuminazione improvvisa gli venne da un gruppo di extraco­munitari indiani, che di solito partecipavano con devozione ammirevole alla messa della dome­nica; e formulò diplomaticamente la soluzione, a parer suo la più giusta: se alla fine della messa nessuno si fosse presentato e reclamare le ceste con le ciliegie, egli le avrebbe date agli indiani.
Conclusa la messa, nessuno avendo avanzato pretese, fece chiamare due degli indiani pre­senti e consegnò loro le ceste.
«Grazie - rispose uno di essi con un largo sorriso - frutto mangiare molto … buono … noi piace».
Sbrigati gli ultimi adempimenti e i saluti, don Francisco rientrò a casa e, armeggiando in cu­cina, calcolava soddisfatto che forse, proprio mentre al Municipio di Patti si cercavano invano, alcuni indiani vocianti col loro parlare a raffica e a gesti, gustavano ignari le cerase dell’As­sessore.
 
 
Narcof  Staitopic
 
 
 
 

Ipab Sciacca Baratta, l'Mpa scrive all'assessore regionale

Il consigliere provinciale Roberto Cerreti scrive all'assessore alla Sanità, Massimo Russo, per segnalare la ''telenovela'' dell'Ipab Sciacca Baratta di Patti.

''Il.mo Dott. Russo,

non si può assistere inermi al continuo “scippo” perpetrato nei confronti della nostra provincia, ancor più, se a subire tale costante sottrazione, è il cittadino bisognevole di cure e del rispetto del proprio diritto alla SALUTE ed alla ASSISTENZA, bene unico e fondamentale dall’inestimabile valore individuale e sociale.
Su richiesta del circolo pattese del MPA ed interpretando le numerose istanze dei cittadini e degli amministratori, Le segnalo che oramai da diversi anni assistiamo ad una spiacevole telenovela riguardante le sorti dell’Ipab dell’Opera Pia Sciacca Baratta, che gestisce l'omonima casa di riposo sita nei locali in affitto in corso Matteotti a Patti.
Di fatto da ben 36 mesi i 13 dipendenti non percepiscono lo stipendio ed i proprietari dell'immobile sono stati costretti, avanzando gli affitti, ad avviare la pratica di sfratto per morosità.
In virtù di quanto sopra, si era cercato di trovare una soluzione alternativa, che consentisse di mantenere l’importantissimo servizio per la cittadina pattese, richiedendo invano al direttore generale dell’ASP 5 di Messina dott. Salvatore Giuffrida, di poter usufruire in comodato d’uso dell’immobile di proprietà dell'ASP, costruito 10 anni fa e mai utilizzato, sito a Case Nuove Russo, che presenta caratteristiche idonee allo scopo, oltre che essere immediatamente pronto per l'uso.
Purtroppo incomprensibilmente il dr. Giuffrida non ha ritenuto di dar seguito all’intelligente proposta di utilizzo di uno dei tanti beni patrimoniali pubblici inutilizzati del territorio messinese, lasciando la popolazione pattese e l’opera Pia in attesa da oltre 6 mesi di una risposta.
Capirà bene signor Assessore, come questo tipo di atteggiamento amministrativo non serva a realizzare un opportuno clima di fiducia nei confronti delle istituzioni, considerando l’importanza che il servizio offerto dall’IPAB riveste sul territorio comunale, e la rilevanza che il prosieguo di questa importante attività ha nell’economia sociale dei 13 dipendenti e dei quasi 20 ospiti della struttura.
Pertanto, illustrissimo dott. Russo, nel rispetto dei presupposti costituzionali e normativi inerenti i servizi sanitari  e di assistenza, e consapevole della sua grande sensibilità in tal senso, La invito formalmente ad intervenire immediatamente presso il direttore generale dell’ASP 5 di Messina, affinché valuti positivamente la proposta di cedere in comodato d'uso gratuito all' Opera Pia Sciacca Baratta gli inutilizzati locali pattesi di proprietà dell’ASP, consentendo il recupero di ospiti e quindi di liquidità che permetterebbero alla casa di riposo il suo rilancio nel territorio, e scongiurando viceversa, la chiusura e quindi la perdita di un servizio così importante!''
Roberto Cerreti
 
 
 
 

L'isola civile, testo di Amadore. Domani presentazione in Villa

Verrà presentato domani, venerdì 18 giugno, alle ore 17,30 presso la villa comunale Umberto I° , il libro "L'isola civile" di Nino Amadore e Serena Uccello.

Interveranno: Nino Amadore – Giornalista del Sole 24 Ore; Giuseppe Verzera – Magistrato della direzione distrettuale antimafia di Messina; Ivo Blandina – Confindustria Messina; Giuseppe Scandurra – Presidente Associazione Nazionale Antiracket.
 
L'evento è organizzato dai ragazzi dell'associazione ''NoveMaggio'' in collaborazione con l'Aciap.

 

 

 

 

 

 

Un pattese il nuovo Questore di Messina

Il dottor Carmelo Gugliotta, 55 anni, nativo di Patti,  è il nuovo Questore di Messina.

Si insedierà il primo luglio subentrando al dottor  Vincenzo Mauro, che lascia la Città dello Stretto dopo tre anni di permanenza, trasferito al Ministero dell'Interno quale consigliere ministeriale aggiunto all'ufficio ispettivo.

Per il dottor Gugliotta è un ritorno nella città dello Stretto. A Messina ha trascorso dieci anni della sua carriera, in due distinti momenti. Prima è stato dirigente della Squadra Mobile, dopo alcuni anni vi è ritornato con l'incarico di vicequestore vicario.

Il dottor Carmelo Gugliotta è commissario di polizia dal 1979.

 

Al dottor Carmelo Gugliotta giungano i migliori auguri per questo suo nuovo incarico da parte della Redazione di PattiOnLine.

Turismo, cultura e vini di Patti –Tindari

Il futuro del nostro territorio ha un percorso obbligato: archeologia, storia, cultura, ceramica, enogastronomia. Questo il tema dell'incontro con le aziende vinicole del pattese, svoltosi nei giorni scorsi nel giardino di Casa Rubes nella via Magretti, organizzato dal Club Amici di Quasimodo.

La manifestazione è stata presentata da Alessia Nastasi, la quale si è soffermata, oltre che sulla storia della viticoltura nel nostro territorio, sulla sua evoluzione che ha portato il prodotto pattese a vertici inimmaginabili, grazie alla passione dei titolari delle aziende presenti sul territorio, che, volentieri, si sono prestati alle domande del numeroso ed entusiasta pubblico che sotto la guida competente dell'enologo, dr. Beniamino Sciacca, ha degustato dieci tra bianchi e rossi delle Cantine Antica Tindari, Daemone, Gaglio, Gatti, Patria e Villa Moreri.

Una serata eccezionale all'insegna del vino del territorio pattese, dei miti e delle poesie sul tema, declamate da Giovanni Sciacca e Dara Ferlazzo, conclusasi con l'appello ai produttori lanciato dalla relatrice Alessia Nastasi, per un percorso comune che attraverso la promozione del prodotto, coniugato alla storia, alla cultura, alle bellezze presenti sul territorio e al turismo, possa diventare momento di crescita per la nostra comunità.

 

 

Scuola di corso Matteotti intitolata al direttore Milici

Si è svolta ieri la cerimonia di intitolazione della scuola elementare e materna di corso Matteotti al compianto direttore didattico prof. Giuseppe Milici.

Alla manifestazione erano presenti, oltre ai bambini delle varie classi del plesso scolastico,  le figlie del diretttore Milici, autorità civili e militari, e tantissimi insegnanti.

La cerimonia è stata aperta da un intervento del prof. Pippo Mollica, che ha ricordato ai presenti la figura del direttore Milici.

Al termine è stata scoperta una lapide.