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Risolto il problema dei rifiuti in via P. Pio

Anche raccogliere alcuni sacchetti della spazzatura, gettati in mezzo alla strada, in questa città sembra essere un'operazione difficile da fare, un servizio ai cittadini complicato da offrire. E’ dovuto intervenire persino il primo cittadino per risolvere una situazione che stava diventando vergognosa. Ci riferiamo all’aumento di sacchi che sono stati accumulati attorno alla campana per la raccolta del vetro ubicata in un'area di parcheggio nella via Padre Pio.

Di questo malcostume ne avevamo già scritto qualche settimana addietro, quando qualcuno, del luogo o di passaggio, ha continuato a lasciare il proprio sacchetto accanto alla campana, lì dove in precedenza vi erano i bidoni della spazzatura. Con il passare dei giorni i sacchetti in terra sono aumentati senza che alcuno provvedesse a portarli via, sino a quando un esercente della zona ha fatto presente la situazione direttamente al sindaco.  A questo punto è bastata una telefonata del sindaco per far arrivare in via Padre Pio degli operatori ecologici che hanno provveduto a raccogliere l’immondizia.

Problema dunque risolto; vedremo però se da qui in avanti verranno ancora lasciati sacchetti della spazzatura per terra. Se così fosse, chi di competenza deve obbligatoriamente cercare di scoprire e sanzionare i trasgressori.

 

 

I Consiglieri provinciali della zona di Patti ''chiamano'' Lombardo

"I sottoscritti consiglieri provinciali, constatate le diverse problematiche che interessano il territorio del Collegio di Patti manifestano, con la presente, la necessità di un urgente confronto col presidente della Regione siciliana, on. Raffaele Lombardo, per concordare le linee di intervento tendenti alla risoluzione delle stesse.

In particolar modo nella riunione, tenutasi giorno 20 u.s. a Patti, si è posta l'attenzione sull'assenza di un plesso idoneo ad ospitare il Liceo Scientifico ex <E. Amari> e sulle diverse criticità della viabilità principale e secondaria di tutto il comprensorio.
Certi di un immediato riscontro da parte del presidente Lombardo, comunicheranno gli esiti dell'imminente confronto all'intera comunità".
 
I consiglieri provinciali: Carlo Robeto Cerreti, Salvino Fiore, Luigi Gullo, Natalino Natoli, Giovanni Princiotta Cariddi, Rosario Sidoti.

Approvata alla Provincia la mozione sulla creazione di una tavolo tecnico su Tindari

Il Consiglio Provinciale ha discusso ed approvato all’unanimità la mozione relativa alla creazione di un tavolo tecnico-politico permanente su Tindari. La proposta,  presentata dall’ Avv. Luigi Gullo (nella foto in basso), permetterà  di  affrontare  integralmente le  problematiche  dell’hinterland che riguardano l’area di Tindari. Sede dei lavori della commissione dovrebbe essere il Comune di Patti, ne faranno parte Istituzioni, Parti sociali, Operatori economici ed Utenti (Sovrintendenza BB. CC., Provincia, Diocesi, Comune, Prefettura, Consorzio dei Comuni, Sindacati, Commercianti, Imprenditori e le varie Associazioni che operano sul questo territorio).

Viva soddisfazione è stata espressa dal Consigliere Gullo, che ha ribadito l’importanza di iniziative dirette a risolvere congiuntamente i problemi del territorio, constatato che le peculiarità storiche, religiose, turistiche e paesaggistiche che Tindari possiede sono patrimonio dell’intera provincia.

Luigi GulloPositivi i commenti di maggioranza ed opposizione circa l’esito positivo dell’iniziativa del Consigliere Gullo.

In particolare, Rosario Sidoti, Consigliere Provinciale e Capo Gruppo dell’ UDC,  ha ringraziato il Consigliere Gullo per l’iniziativa ed ha ribadito l’importanza della collaborazione tra maggioranza ed opposizione nell’interesse dei cittadini. A tal proposito, il Consigliere Sidoti ha sollecitato il Presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, ad interessarsi con particolare urgenza affinché parte delle risorse regionali 2007/2013 siano destinate a progetti ittici e di pesca turismo che coinvolgano l’area di Tindari ed il comprensorio dei comuni limitrofi. Inoltre, Sidoti ha auspicato che si faccia rientrare “Tindari Festival”  tra le manifestazioni direttamente promosse dalla Regione Sicilia.

 

 

Tubo rotto, l'acqua si perde, nessuno interviene!

Ci sono pervenute diverse segnalazioni riguardo ad una fuoriuscita d'acqua in via mons. Angelo Ficarra, a pochi metri dall’ingresso dell’Istituto Tecnico ''Ferdinando Borghese''.

Sin qui nulla di anormale poiché può capitare la rottura di un tubo, soprattutto se sopra lo stesso transitano mezzi, a volte anche pesanti. Non è normale però che sia passato più di un mese da quando è venuta fuori l’acqua, e l’ufficio tecnico comunale non è ancora intervenuto. Quanta acqua si è persa, e quanto ancora se ne riversa in strada per poi perdersi in qualche tombino?

Se tutto ciò può far già riflettere sulla ''tempestività'' di chi dovrebbe intervenire, questo non è nulla in confronto a quello che ci viene riferito; vale a dire che nel medesimo punto, allo stesso posto, la rottura del tubo in passato si è verificata per ben quattro volte. Dopo la solita ''tempestività'' il comune è intervenuto chiudendo la falla, ma a distanza di qualche periodo il problema si è ripresentato. Il perché lo sconosciamo, ma qualche dubbio su come viene eseguita la riparazione sorge spontaneo.

Sarebbe ora che l’ufficio tecnico si recasse tempestivamente in via mons. Ficarra a riparare il guasto, in modo definitivo, in quanto di tempo ne è passato, fin troppo.

  

 

La festa di Sant'Antonio Abate

Si è svolta ieri la tradizionale festa di Sant'Antonio Abate, patrono dell'omonimo quartiere e titolare dell'antica chiesa.

Dopo la santa Messa celebrata da padre Daniele Cicirella, religioso Salvatoriano, vice parroco della parrocchia Gesù Divin Salvatore di Roma, il parroco della Cattedrale, don Enzo Smriglio, ha benedetto il fuoco e gli animali. Tante le persone che hanno voluto portare a benedire i propri animali.

Nel pomeriggio si è poi tenuta la tradizionale processione del simulacro ligneo di Sant'Antonio Abate per le vie principali della città, a cui hanno partecipato i confrati della Confraternita.

 

 

Nessun allarmismo, il pesce nelle pescherie di Patti è ottimo

Da quando si è saputo che un’intera famiglia di Patti è stata ricoverata in ospedale per essersi sentita male dopo aver ingerito delle ostriche, in città chiunque ha iniziato a chiedersi quale fosse stata questa pescheria che aveva venduto i molluschi. Il caso ha voluto che , da qualche settimana, una pescheria di Patti risulta chiusa. Ciò ha portato a dedurre che la pescheria “incriminata” fosse proprio quella. Parecchia gente ha iniziato a pensare che la stessa sia stata chiusa da chi di competenza quale provvedimento per quello che è successo.

A questo punto però il titolare della pescheria ha ritenuto opportuno contattarci chiedendoci di rendere pubblico che la sua attività e si chiusa, ma solo momentaneamente, in quanto vi sono in corso dei lavori di adeguamento del locale alle nuove norme in vigore. Ciò si può evincere anche da un cartello affisso sulla porta di ingresso della pescheria e che spiega il motivo della chiusura. Tra una decina di giorni, ci ha riferito sempre il titolare, la sua attività riaprirà per continuare la vendita del pesce.

Chiarita dunque questa paradossale coincidenza, abbiamo approfittato per chiedere al pescivendolo se effettivamente le ostriche siano cosi pericolose. “In effetti – ci viene risposto – tutti i molluschi sono pericolosi, è una cosa risaputa, pertanto prima di mangiarli bisogna sempre seguire le accortezze necessarie, una su tutte mai ingerirli crudi, come nel caso delle ostriche.” Detto questo il nostro interlocutore spezza una lancia a favore della categoria. “Il pescivendolo - ci dice – non può sapere semplicemente guardandolo se il pesce è buono oppure no, si deve fidare dei certificati che gli vengono rilasciati al momento dell’acquisto e quindi del tutto in buona fede va a vendere lo stesso pesce al cliente. Se poi accade quello che è accaduto e viene provato che la causa sia proprio il pesce è giusto che la legge faccia il suo corso”.

 

 

 

 

 

 

L’impianto sportivo di contrada San Giovanni ridotto davvero male

E’ l’unico campo di calcetto dove per potervi giocare non bisogna pagare ma è anche l’unico campo ridotto davvero in pessime condizioni. Si tratta dell’impianto sportivo di contrada San Giovanni, una struttura comunale, che per alcuni significa sinonimo di struttura facilmente distruggibile. Se, infatti, i campetti privati sono controllati dai proprietari o da chi li gestisce, e quindi chi ci va a giocare si guarda bene dall'arrecare danni, il campo comunale di San Giovanni è, invece, alla mercé di tutti e dato che non vi è controllo i soliti vandali, e aggiungiamo anche idioti, hanno via libera per mettere in atto le loro “scaltrezze”.

La comunità pattese si ritrova dunque con un campo con delle porte semi-distrutte, la recinzione in parecchi punti divelta o piegata, e gli spogliatoi inutilizzabile in qualche caso, sempre a causa dei danni arrecati all’interno, e in altri perché inesistenti in quanto vi è solo la base. Questa dunque la situazione scaturita sicuramente, lo ribadiamo, per colpa di gente non civile che non ha rispetto delle cose pubbliche e quindi di tutti.

C’è un altro aspetto però da considerare, vale a dire il disinteresse degli amministratori, che non intervenendo consentono che tutto vada a peggiorare. Intervenire come? La prima cosa che viene in mente è quella di mettere un custode per vigilare ed eventualmente cogliere sul fatto chi distrugge. Individuato il responsabile si chiederebbe allo stesso la somma di denaro necessaria per sostituire la parte danneggiata, in tal modo si sistemerebbe tutto senza dover attingere alle casse comunali. A questo punto c’è da considerare che il custode non può stare al campo di San Giovanni ventiquattro ore su ventiquattro e quindi gli atti vandalici si potrebbero verificare in orari non controllati. Altra soluzione sarebbe quella di installare un impianto di videosorveglianza così da riprendere eventuali atti vandalici.  Altra soluzione, infine, quella di dare il campo in gestione. Cosi facendo anche questo, purtroppo, diverrebbe  a pagamento ma siamo certi che verrebbe mantenuto sempre efficiente e soggetto a continua manutenzione.

Intanto però il comune non provvede a sistemarlo ne tanto meno sembrerebbe  intenzionato ad affidarlo a privati e cosi il campo di San Giovanni continua a perdersi nel più totale degrado.

 

 

Strada Patti-Taormina, i sindaci incontrano il presidente della Provincia

Una delegazione di cinque sindaci della Val Timeto – Patti, Giuseppe Venuto, Librizzi, Renato Cilona, S. Piero Patti, Ornella Trovato, Montalbano, Giuseppe Simone, mentre per il Comune di Montagnareale era presente il vice Salvatore Sidoti – ha incontrato il presidente della Provincia, on. Nanni Ricevuto, presso la sede di Palazzo dei Leoni a Messina, in merito alle problematiche inerenti i lavori di completamento della strada provinciale a scorrimento veloce Patti-San Piero Patti-Francavilla. A seguito delle diatribe politiche emerse negli ultimi mesi relativamente al “piano-strade” da parte del Consiglio Provinciale, la suddetta delegazione di sindaci ha ritenuto opportuno difendere e sostenere la fattibilità di questa fondamentale arteria stradale. Il presidente Ricevuto ha chiaramente anticipato che la linea dell’Amministrazione provinciale sarà quella di continuare a supportare la realizzazione del secondo lotto della strada a scorrimento veloce che raggiungerà la contrada Colla Maffone del Comune di Librizzi permettendo, finalmente, di rendere fruibile un progetto inseguito da oltre venticinque anni e che fungerà da volano per lo sviluppo del territorio. “Siamo soddisfatti dell’esito dell’incontro – hanno detto i sindaci – anche perché riteniamo che il completamento dell’arteria determinerà un sicuro sviluppo socio-economico dell’intero comprensorio della Val Timeto”.