Questa domanda se l'è posta il consigliere comunale di Maggioranza Nino Gigante. Facciamo un passo indietro per far comprendere meglio di cosa si parla.
Per chi non lo sapesse, il 19 di agosto di quest'anno nel campo comunale ''Gepy Faranda'' di Case Nuove Russo si è disputata una partita di calcio tra il Milazzo Calcio, allenato da mister Antonio Venuto, fratello del sindaco di Patti, e la squadra del Catania, allenata da mister Marco Giampaolo, compagine che milita in serie A.
Il Comune di Patti alcuni giorni prima della partita aveva provveduto a far ripulire il campo, con personale impiegato nei progetti ''spazio lavoro'', e incaricando una ditta ad eseguire la pulizia. La struttura del ''Gepy Faranda'' il Comune l'ha affidata anni fa alla società del Patti Calcio, che dovrebbe curare anche la manutenzione e la pulizia. Ma a parte questo, il consigliere del Partito Democratico Nino Gigante si è soffermato su un altro aspetto.
Per poter assistere alla partita bisognava pagare un biglietto di ingresso, pare 10 euro. La maggior parte lo ha fatto, altri, invece, sono stati ''graziati'' da alcuni politici e loro familiari, che, piazzatisi nei pressi dell'ingresso, omaggiavano gli amici di biglietti gratis.
Dicevamo che bisognava pagare l'ingresso. Dalle informazioni acquisite da Gigante, pare che la società del Catania Calcio abbia strappato biglietti per 9.000 euro. Da qui la domanda di Gigante. Ma il Comune di Patti quanto ha guadagnato?
A questa domanda ha risposto l'assessore Giorgio Cangemi, secondo il quale ''l'interpretazione che l'ufficio ha dato (dell'art. 6 della convenzione tra Comune e Patti Calcio, ndr) secondo lui è corretta. Il rapporto tra il Comune di Patti è il Catania non c'è. La gestione del campo c'è l'ha il Patti Calcio. Il Patti Calcio per la convenzione può dare il campo a terzi. In questo caso al Milazzo per organizzare la partita amichevole. A quel punto se lo dà a terzi deve essere versata la somma di 300 euro per le autorizzazioni del comune. Di questi 300 euro, detratte le spese, il 30 % va al Comune di Patti''. Continuando poi nella sua spiegazione l'assessore Cangemi ha detto: ''il Comune di Patti ha ricevuto 300 euro direttamente. Al Comune di Patti dovevano arrivare 90 euro, no 300 euro, e li sta trattenendo perché il Patti Calcio ha riconosciuto che i lavori di pulizia li ha fatti il Comune''.

Fin qui la domanda del consigliere Gigante, e la risposta dell'amministrazione comunale, tramite l'assessore Giorgio Cangemi.
Alcune domande, però, noi ce le siamo fatte, e non siamo riusciti, in parte, a darci delle risposte.
Il Milazzo Calcio, contrariamente a quanto sostenuto da Gigante che riteneva invece si trattasse del Catania, ha effettuato un versamento di 300 euro nei confronti del Comune di Patti. Versamento effettuato allo sportello 3 dell'ufficio postale di corso Sicilia n° 25, a Catania. Qualcuno si chiederà che centra Catania con Milazzo, non ci sono uffici postali a Milazzo? Noi ce lo siamo chiesti, e l'unica spiegazione plausibile che siamo riusciti a darci è quella che i recapiti telefonici riportati nella carta intestata della società del Milazzo Calcio, il cui addetto stampa, per la cronaca, è lo stesso scelto dal sindaco Venuto per il Comune di Patti, sono riconducibili ad una società di marketing di Catania, la World Marketing & Consulting srl di Viale Marco Polo a Canalicchio, e che quindi è possibile che la società calcistica mamertina possa avere un ufficio nella città etnea. Ma questo, comunque, poco importa. La questione è invece un'altra.
Ma se i soldi li hanno incassati il Catania, come sostenuto in Consiglio Comunale da Gigante, perché il versamento lo ha fatto la società del Milazzo?
Ma c'è di più. Il Comune invia una raccomanda A.R. alla società del Milazzo il 19 Agosto, giorno nel quale si è svolta peraltro la partita. Una raccomandata inviata da Patti il 19 agosto arriva a Milazzo non prima di 2 giorni. Ma come ha fatto il Milazzo a ricevere la raccomandata il giorno stesso in cui è stata inviata, o al massimo il giorno successivo, il 20, a recarsi poi al Comune di Patti, farsi dare un bollettino di quelli prestampati, e andare a fare il versamento di 300 euro di buon mattino il 20 di agosto a Catania?
Chiarito, o meglio, dopo non essere riusciti a darci una risposta a questo quesito siamo passati ad un altro.
Dicevamo prima della convenzione; ma cosa dice l'articolo 6 comma 4 di questa convezione stipulata dal Comune con il gestore del ''Gepy Faranda'', con il Patti Calcio quindi, citato nella nota del 19 agosto 2010 inviata dallo stesso palazzo dell'Aquila alla società del Milazzo in cui chiede il pagamento di 300 euro ''per le spese di gestione e oneri connessi''?

Eccolo qua:
Art. 6, comma 4. Nel caso di utilizzo del centro sportivo da parte di altre società sportive, la tariffa viene determinata in € 300,00 ed il gestore si impegna altresì a riconoscere alla Concessionaria il 30% delle entrate dedotte le spese. Clicca sull'immagine a sinistra per leggerlo.
Chi è il gestore? Il Patti Calcio.
Chi è la Concessionaria? Il Comune di Patti.
Quindi, se abbiamo letto bene, la società che utilizza il centro sportivo (in questo caso la richiesta l'ha fatta il Milazzo Calcio) doveva dare al gestore, quindi al Patti Calcio, 300 euro. Perché allora il Milazzo Calcio li ha versati al Comune di Patti anziché alla società?
Il pagamento della somma di 300 euro, secondo la convenzione và fatta al gestore a titolo di rimborso spese per consumi e gestione, e non per le autorizzazioni al Comune come sostenuto dall'assessore.
L'articolo poi dice che il gestore (Patti Calcio) si impegna a riconoscere alla Concessionaria, quindi al Comune di Patti, il 30 % delle entrate (9.000 euro secondo l'indagine del consigliere Gigante), dedotte le spese. Ma a questo punto c'è da chiedersi: ma che centra il Patti Calcio se i soldi se li è presi il Catania?
La domanda finale che ci siamo posti, ma non meno importante, anzi il contrario, è: ma questo famoso 30 % delle entrate che doveva andare al Concessionario (il Comune di Patti), dove è andato a finire?
Se questa vicenda, come crediamo, finisce sul tavolo della Procura della Repubblica, in tanti dovranno chiarire i vari aspetti che, così come ci ha detto il consigliere Gigante, appaiono molto poco chiari.