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Orientamento, porte aperte nelle sedi dell'Istituto ''Gepy Faranda''

A poco più di tre settimane alla scadenza dei termini (12 febbraio) per presentare le domanda di preiscrizione alla prima classe delle Scuole Medie Superiori, l'Istituto di Istruzione Superiore ''Gepy Faranda'' di Patti, con le rispettive sedi associate, apre le porte ai ragazzi delle scuole medie inferiori.

L'offerta formativa dell'Istituto ''G. Faranda''  gode di una ampia scelta di indirizzi: manutenzione e assistenza tecnica (alla fine del terzo anno è possibile acquisire le qualifiche professionali di: operatore elettrico; operatore elettronico; operatore meccanico; operatore di impianti termoidraulici), servizi per l'agricoltura e il turismo rurale (alla fine del terzo anno è possibile acquisire le qualifiche professionali di: operatore della trasformazione agroalimentare; operatore agricolo), servizi commerciali (alla fine del  terzo anno è possibile acquisire le qualifiche professionali di: operatore amministrativo segretariale; operatore ai servizi di promozione e accoglienza) e servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera (a conclusione del terzo anno è possibile conseguire le qualifiche professionalòi di operatore della ristorazione; operatore ai servizi di promozione e accoglienza).

Tutti i ragazzi ed i loro genitori potranno recarsi in una delle quattro sedi associate,

  • Manutenzione e assistenza tecnica: via Kennedy 2c a Patti
  • Servizi per l'agricoltura e il turismo rurale: via Trieste 42 a Patti
  • Servizi commerciali: contrada San Giacomo a Naso
  • Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera: contrada Petraro a Brolo

anche durante lo svolgimento delle normali attività didattiche, per poter vedere da vicino la realtà dell'Istituto ''Gepy Faranda''.

Le giornate dedicate all'iniziativa sono:

  • sabato 22 gennaio dalle ore 9 alle 13.
  • sabato 29 gennaio dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18.
  • lunedì 31 gennaio dalle ore 9 alle ore 13.

Su richiesta è possibile visitare la scuola anche in giornate differenti.

 

Di seguito alcune foto delle attività didattiche degli alunni dell'Istituto ''Faranda'' , compresa la coltivazione in serra.

 

 

 

 

 

 

 

 

La Processione di Sant'Antonio Abate, alcune foto

Di seguito alcune foto della processione di Sant'Antonio Abate, venerato nella omonima chiesa nel centro storico di Patti.

 

 

 

 

 

 

 

Bollette dell'acqua. Per l'assoconsumatori varie le irregolarità

L’Associazione impugnerà dinnanzi il Giudice di Pace di Patti le fatture d’eccedenza e acque reflue recapitate a fine dicembre e sta valutando l’ipotesi di presentare un esposto alla Procura per una serie di irregolarità che non convincono assolutamente i vertici dell’associazione.

Le fatture d’eccedenza del 2005 e 2006 in realtà hanno come punto di partenza il 2004 per cui l’importo relativo a tale anno doveva essere richiesto entro il 31 dicembre 2009 e non entro il 31 dicembre 2010, perché si è prescritto nel 2009.
 
L’Associazione ha accertato che risultano letture effettuate perfino il giorno di Capodanno del 2005, infatti in molte bollette si trova scritto 01/01/2005 (vedi fattura allegata) ma anche in altri giorni festivi.
 
In alcuni casi è possibile verificare che la lettura riguarda il periodo che va dal 2002 al 2004 che è ampiamente prescritto, mentre in altri casi è possibile provare, che la lettura del 2004 riportata in queste bollette è stata effettuata nel 2004 ma nel 2002.
 
Non si capisce inoltre perché facendo partire le letture nel 2004 non sono stati conteggiati a favore degli utenti i 146 mc d’acqua del 2004 unitamente a quelli del 2005 e del 2006 facendo così abbassare la quota di consumo. Dubbi vengono anche sulla firma di tutti questi atti.
 
Comunque entro i 30 giorni dall’arrivo gli utenti che riscontrano tali irregolarità possono far valere le loro ragioni e le illegittimità dinnanzi al Giudice di Pace.

I legali dell’Associazione stanno preparando l’esposto da inoltrare alla Procura facendo presente tutte le irregolarità evidenziate per verificare eventuali danni per gli utenti e per verificare se nei giorni festivi compreso il Capodanno del 2005 c’erano persone era in servizio per effettuare le letture.

 

 

Il sindaco Venuto emette ordinanza anti writers

Poiché, soprattutto nelle ultime settimane, si è spesso riscontrato il malcostume di macchiare con vernici o sporcare con scritte e disegni i muri degli edifici pubblici e delle abitazioni private, il sindaco d Patti, dott. Giuseppe Venuto, con propria ordinanza ha disposto il divieto di imbrattare e sporcare, con disegni e scritte di qualsiasi genere i suddetti edifici pubblici o privati, i monumenti, i marciapiedi, la segnaletica ed ogni altro elemento dell’arredo urbano e della pertinenza stradale.

Il trasgressore, ferme restando le conseguenze penali, sarà punito con una sanzione pecuniaria da euro 105 a euro 620.
 
 

Comune: prorogato il contratto a 96 prestatori d'opera

La Giunta Municipale con delibera di lunedì 10 gennaio ha confermato i contratti di diritto privato a 96 (novantasei) prestatori d’opera avviati con contratti individuali di lavoro subordinato a tempo determinato e parziale, per 24 ore settimanali, ai sensi della Legge Regionale n. 16 del 14 aprile 2006 e della Legge Regionale n. 85 del 21/12/1995, per l’anno 2011.

Si è provveduto, inoltre, alla proroga sino al 31 dicembre del 2011 in favore dei 32 (trentadue) lavoratori impegnati in attività socialmente utili, per 31 dei quali con oneri a carico del Bilancio regionale e per un soggetto con oneri a carico del Fondo Nazionale per l’Occupazione.
 
 

Anatocismo, sentenza della Cassazione che riguarda tanti utenti del compresorio

La Cassazione a sezioni Unite ha depositato un’importantissima sentenza che riguarda molti correntisti di Patti e della zona dei Nebrodi e non solo, che si sono rivolti all’associazione in merito al problema dell’anatocismo.

La Corte di Cassazione ha confermato un importantissimo principio di diritto: dopo la chiusura di un contratto di conto corrente bancario, l'ex correntista può agire nei confronti dell'istituto di credito per far dichiarare la nullità della clausola contrattuale che prevedeva la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato a tale titolo.
In questo caso, il termine di prescrizione decorre, se i versamenti eseguiti dal correntista - in costanza del rapporto - hanno avuto la funzione di ripristinare la provvista, dal giorno in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto, ed interessa tutte le operazioni effettuate dal correntista, sin dal giorno di apertura del conto stesso. Non solo.
Dichiarata la nullità della surriferita clausola, gli interessi a debito del correntista debbono essere calcolati senza alcuna capitalizzazione, nemmeno annua. Il correntista può, quindi, recuperare le sopra indicate somme, purché il conto non sia chiuso da oltre dieci anni.

 

 

 

Solleciti di pagamento per la spazzatura, l'assoconsumatori presenta esposto in Procura

L’Associazione Consumatori Siciliani ha presentato un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, nei confronti della Gesenu (la ditta che si è occupata della raccolta e del trasporto dei rifiuti nei comuni dell'Ato Me2) per l’invio di solleciti di pagamenti per fatture dichiarate nulle dalla Commissione Tributaria di Messina, sentenze mai impugnate da parte dall’Ato Me2 e quindi passate in giudicato.

Da diversi anni gli utenti hanno presentato ricorso alla Commissione Tributaria di Messina contro l'Ato Me2 per l'illegittima applicazione della Tia (tariffa di igiene ambientale), mai approvata dai consigli comunali. Ricorsi che hanno visto accolte le tesi degli utenti e delle associazioni dei consumatori.

La Commissione Tributaria, infatti, ha accolto le impugnazioni degli utenti, riconoscendo l'illegittimità della Tia, annullando quindi gli atti impugnati. Nonostante ciò la Gesenu recentemente ha fatto recapitare agli stessi utenti, che avevano ottenuto una sentenza a loro favorevole, una comunicazione contenente sollecito di pagamento per le stesse fatture già annullate dai giudici tributari. Nel caso in cui gli utenti non provvedano al pagamento la Gesenu minaccia di riscossione coattiva delle somme richieste.

Per l'assoconsumatori con la richiesta di pagamento ''si potrebbe congetturare che l’Ato ME 2 non abbia provveduto a rettificare, come avrebbe dovuto per effetto delle predette sentenze, i bilanci societari, lasciando iscritte in essi somme che non potrà mai riscuotere e per le quali ritenta di procedere all’incasso''.

Per questi motivi l'Associazione Consumatori Siciliani chiede alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto di accertare se emergono ipotesi di reato ed eventuali responsabilità penali.

 

 

Tariffa acque reflue, il Comune dovrà rimborsare gli utenti

Il 18 dicembre scorso con una nota il Comune di Patti comunicava che ''alcune controversie intraprese da utenti per il riconoscimento dell’illegittima modalità del criterio di determinazione del canone per il servizio idrico e sulla potabilità delle acque, sono state definite dal Giudice di Pace di Patti con esito favorevole al Comune e conseguente condanna del ricorrente alle spese legali''. Adesso l'Associazione Consumatori Siciliani, con sede regionale a Patti, con una nota chiarisce come stanno effettivamente le cose.

A seguito del comunicato stampa del comune di ripreso da diversi organi d’informazione (senza aver letto la sentenza!!!) l’Associazione Consumatori Siciliani precisa che il giudice di Pace di Patti nella sua sentenza ha dato ragione al Comune solo nella parte del canone acqua e della potabilità mentre ha riconosciuto all’utente il diritto al rimborso della parte relativa alle acque reflue ovvero per la voce di euro 13,14+IVA presente nelle fatture.
Tale sentenza adesso apre le porte alla richiesta di rimborso di euro 13,14+IVA all’anno per gli ultimi cinque anni sul canone dell’acqua a Patti per un importo di circa 70 euro. Pensiamo a tutti coloro i quali per esempio che risiedono fuori Patti e vengono pochi giorni l’anno e che non consumano neppure il minimo garantito di 146 mc, perché devono pagare le acque reflue per un consumo che non hanno fatto?
L’Associazione nei prossimi giorni farà presentare ai propri associati la richiesta di rimborso e che se non troverà risposta da parte del Comune chiederà al Giudice di Pace d’applicare per ogni utenti il principio stabilito. Qui di seguito si riporta quanto scritto nella sentenza n.409/2010
“Diverso discorso dev’essere fatto per ciò che attiene all’altra voce indicata in fattura e relativa alla somma relativa alle acque reflue.
Riteniamo, in merito, che pur essendo il consumo presunto con minimo garantito limitato al canone fisso, certamente lo stesso non è da ritenersi estensibile ai canoni per le acque reflue e per il depuratore, basati questi ultimi sull’effettivo consumo rilevato.
Ora, poiché nell’occorso non è stato indicato nelle fatture l’effettivo consumo rilevato per procedere al conteggio di quanto dovuto per le acque reflue, per quest’ultima voce nulla può pretendere il convenuto Comune e, pertanto, limitatamente a questa voce indicata in fattura, la domanda dell’attore va accolta, senza incorrere nella violazione dell’art. 112 c.p.c. per vizio di ultrapetizione, così come sostenuto dal convenuto nelle note conclusive, avendo lo stesso attore identificata l’azione nell’atto introduttivo del giudizio (dev. Punto1 delle domande), come segue: “ritenere e dichiarare che le somme così come richieste dal Comune di Patti non sono dovute e che il canone non è stato legittimamente determinato in base all’effettivo consumo”, per cui risulta del tutto evidente che la richiesta attorea è stata indirizzata verso la non dovutezza sia del canone sia delle altre somme richieste da convenuto e riportate in fatture. Ne consegue che la domanda del sig. O.P., limitatamente alla voce relativa alle acque reflue riportata nelle contestate fatture, va accolta, mentre va rigettata per quelle relativa al “canone acqua….”
 
Il Giudice di Pace di Patti, definitivamente pronunciando così provvede:
1) Dichiara legittima e, quindi dovuta dal sig. O. P. al Comune di Patti la somma di €. 192,28 (IVA Compresa) per consumo idrico minimo
2) Dichiara illegittima, e quindi non dovuta al Comune di Patti dal sig. O.P. la somma di €. 28,90 (2x13,14+1,31 IVA) portata nelle fatture n… emesse dallo stesso comune.”