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Il sindaco Venuto emette ordinanza anti writers

Poiché, soprattutto nelle ultime settimane, si è spesso riscontrato il malcostume di macchiare con vernici o sporcare con scritte e disegni i muri degli edifici pubblici e delle abitazioni private, il sindaco d Patti, dott. Giuseppe Venuto, con propria ordinanza ha disposto il divieto di imbrattare e sporcare, con disegni e scritte di qualsiasi genere i suddetti edifici pubblici o privati, i monumenti, i marciapiedi, la segnaletica ed ogni altro elemento dell’arredo urbano e della pertinenza stradale.

Il trasgressore, ferme restando le conseguenze penali, sarà punito con una sanzione pecuniaria da euro 105 a euro 620.
 
 

Comune: prorogato il contratto a 96 prestatori d'opera

La Giunta Municipale con delibera di lunedì 10 gennaio ha confermato i contratti di diritto privato a 96 (novantasei) prestatori d’opera avviati con contratti individuali di lavoro subordinato a tempo determinato e parziale, per 24 ore settimanali, ai sensi della Legge Regionale n. 16 del 14 aprile 2006 e della Legge Regionale n. 85 del 21/12/1995, per l’anno 2011.

Si è provveduto, inoltre, alla proroga sino al 31 dicembre del 2011 in favore dei 32 (trentadue) lavoratori impegnati in attività socialmente utili, per 31 dei quali con oneri a carico del Bilancio regionale e per un soggetto con oneri a carico del Fondo Nazionale per l’Occupazione.
 
 

Anatocismo, sentenza della Cassazione che riguarda tanti utenti del compresorio

La Cassazione a sezioni Unite ha depositato un’importantissima sentenza che riguarda molti correntisti di Patti e della zona dei Nebrodi e non solo, che si sono rivolti all’associazione in merito al problema dell’anatocismo.

La Corte di Cassazione ha confermato un importantissimo principio di diritto: dopo la chiusura di un contratto di conto corrente bancario, l'ex correntista può agire nei confronti dell'istituto di credito per far dichiarare la nullità della clausola contrattuale che prevedeva la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato a tale titolo.
In questo caso, il termine di prescrizione decorre, se i versamenti eseguiti dal correntista - in costanza del rapporto - hanno avuto la funzione di ripristinare la provvista, dal giorno in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto, ed interessa tutte le operazioni effettuate dal correntista, sin dal giorno di apertura del conto stesso. Non solo.
Dichiarata la nullità della surriferita clausola, gli interessi a debito del correntista debbono essere calcolati senza alcuna capitalizzazione, nemmeno annua. Il correntista può, quindi, recuperare le sopra indicate somme, purché il conto non sia chiuso da oltre dieci anni.

 

 

 

Solleciti di pagamento per la spazzatura, l'assoconsumatori presenta esposto in Procura

L’Associazione Consumatori Siciliani ha presentato un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, nei confronti della Gesenu (la ditta che si è occupata della raccolta e del trasporto dei rifiuti nei comuni dell'Ato Me2) per l’invio di solleciti di pagamenti per fatture dichiarate nulle dalla Commissione Tributaria di Messina, sentenze mai impugnate da parte dall’Ato Me2 e quindi passate in giudicato.

Da diversi anni gli utenti hanno presentato ricorso alla Commissione Tributaria di Messina contro l'Ato Me2 per l'illegittima applicazione della Tia (tariffa di igiene ambientale), mai approvata dai consigli comunali. Ricorsi che hanno visto accolte le tesi degli utenti e delle associazioni dei consumatori.

La Commissione Tributaria, infatti, ha accolto le impugnazioni degli utenti, riconoscendo l'illegittimità della Tia, annullando quindi gli atti impugnati. Nonostante ciò la Gesenu recentemente ha fatto recapitare agli stessi utenti, che avevano ottenuto una sentenza a loro favorevole, una comunicazione contenente sollecito di pagamento per le stesse fatture già annullate dai giudici tributari. Nel caso in cui gli utenti non provvedano al pagamento la Gesenu minaccia di riscossione coattiva delle somme richieste.

Per l'assoconsumatori con la richiesta di pagamento ''si potrebbe congetturare che l’Ato ME 2 non abbia provveduto a rettificare, come avrebbe dovuto per effetto delle predette sentenze, i bilanci societari, lasciando iscritte in essi somme che non potrà mai riscuotere e per le quali ritenta di procedere all’incasso''.

Per questi motivi l'Associazione Consumatori Siciliani chiede alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto di accertare se emergono ipotesi di reato ed eventuali responsabilità penali.

 

 

Tariffa acque reflue, il Comune dovrà rimborsare gli utenti

Il 18 dicembre scorso con una nota il Comune di Patti comunicava che ''alcune controversie intraprese da utenti per il riconoscimento dell’illegittima modalità del criterio di determinazione del canone per il servizio idrico e sulla potabilità delle acque, sono state definite dal Giudice di Pace di Patti con esito favorevole al Comune e conseguente condanna del ricorrente alle spese legali''. Adesso l'Associazione Consumatori Siciliani, con sede regionale a Patti, con una nota chiarisce come stanno effettivamente le cose.

A seguito del comunicato stampa del comune di ripreso da diversi organi d’informazione (senza aver letto la sentenza!!!) l’Associazione Consumatori Siciliani precisa che il giudice di Pace di Patti nella sua sentenza ha dato ragione al Comune solo nella parte del canone acqua e della potabilità mentre ha riconosciuto all’utente il diritto al rimborso della parte relativa alle acque reflue ovvero per la voce di euro 13,14+IVA presente nelle fatture.
Tale sentenza adesso apre le porte alla richiesta di rimborso di euro 13,14+IVA all’anno per gli ultimi cinque anni sul canone dell’acqua a Patti per un importo di circa 70 euro. Pensiamo a tutti coloro i quali per esempio che risiedono fuori Patti e vengono pochi giorni l’anno e che non consumano neppure il minimo garantito di 146 mc, perché devono pagare le acque reflue per un consumo che non hanno fatto?
L’Associazione nei prossimi giorni farà presentare ai propri associati la richiesta di rimborso e che se non troverà risposta da parte del Comune chiederà al Giudice di Pace d’applicare per ogni utenti il principio stabilito. Qui di seguito si riporta quanto scritto nella sentenza n.409/2010
“Diverso discorso dev’essere fatto per ciò che attiene all’altra voce indicata in fattura e relativa alla somma relativa alle acque reflue.
Riteniamo, in merito, che pur essendo il consumo presunto con minimo garantito limitato al canone fisso, certamente lo stesso non è da ritenersi estensibile ai canoni per le acque reflue e per il depuratore, basati questi ultimi sull’effettivo consumo rilevato.
Ora, poiché nell’occorso non è stato indicato nelle fatture l’effettivo consumo rilevato per procedere al conteggio di quanto dovuto per le acque reflue, per quest’ultima voce nulla può pretendere il convenuto Comune e, pertanto, limitatamente a questa voce indicata in fattura, la domanda dell’attore va accolta, senza incorrere nella violazione dell’art. 112 c.p.c. per vizio di ultrapetizione, così come sostenuto dal convenuto nelle note conclusive, avendo lo stesso attore identificata l’azione nell’atto introduttivo del giudizio (dev. Punto1 delle domande), come segue: “ritenere e dichiarare che le somme così come richieste dal Comune di Patti non sono dovute e che il canone non è stato legittimamente determinato in base all’effettivo consumo”, per cui risulta del tutto evidente che la richiesta attorea è stata indirizzata verso la non dovutezza sia del canone sia delle altre somme richieste da convenuto e riportate in fatture. Ne consegue che la domanda del sig. O.P., limitatamente alla voce relativa alle acque reflue riportata nelle contestate fatture, va accolta, mentre va rigettata per quelle relativa al “canone acqua….”
 
Il Giudice di Pace di Patti, definitivamente pronunciando così provvede:
1) Dichiara legittima e, quindi dovuta dal sig. O. P. al Comune di Patti la somma di €. 192,28 (IVA Compresa) per consumo idrico minimo
2) Dichiara illegittima, e quindi non dovuta al Comune di Patti dal sig. O.P. la somma di €. 28,90 (2x13,14+1,31 IVA) portata nelle fatture n… emesse dallo stesso comune.”

 

 

Gara per la costruzione dello Scientifico e dell'Agraria, aperte le offerte

Presso la sede della Provincia Regionale di Messina stamane si è proceduto alla prima valutazione delle proposte, provenienti dal mondo dell’imprenditoria locale, relative all’edificazione di due nuovi Istituti Scolastici a Patti da destinare al Liceo Scientifico e all’Istituto Professionale per l'Agricoltura, attualmente dislocati in immobili presi in locazione.

Il bando per il reperimento dei due immobili da adibire a scuole, formalizzato già nel novembre 2009 dalla Provincia di Messina, è infatti stato accolto da due ditte: “Bruno Teodoro” di S. Agata Militello e “Caleca/Gangemi” di Patti, che propongono la realizzazione di entrambi i fabbricati.
 
All’individuazione dei soggetti seguiranno le necessarie valutazioni tecniche da parte del dipartimento Edilizia scolastica e dell’ufficio Patrimonio della Provincia regionale e, il prossimo 18 gennaio, la commissione, presieduta dal dirigente Antonino Calabrò, potrà esprimersi sulla praticabilità delle proposte ricevute.
 
Atteso che il problema dell’edilizia scolastica nella città di Patti risale addirittura agli Anni ’70, il presidente della Provincia on. Nanni Ricevuto e l’assessore Giuseppe Di Bartolo non hanno mancato di manifestare soddisfazione per la possibile risoluzione dell’annosa vicenda.
 
Va ricordato che il proposito della Provincia regionale prevede, oltre alle citate nuove realizzazioni, anche consistenti interventi di manutenzione di altri istituti scolastici e quindi la possibilità di assicurare a migliaia di giovani ed a tanti operatori scolastici le migliori condizioni logistiche per lo svolgimento delle attività didattiche in tutte le realtà del polo scolastico Pattese.
 
 

Parrocchie di Patti, nominati due nuovi parroci

Il vescovo di Patti, mons. Ignazio Zambito, con proprio decreto ha nominato i nuovi parroci delle parrocchie Santa Febronia di Case Nuove Russo, e Sacro Cuore di corso Matteotti.
Si tratta, rispettivamente, di don Vincenzo Rigamo (nella foto sotto a sinistra), e di don Giuseppe Di Martino (nella foto sotto a destra).
Don Vincenzo Rigamo, 33 anni, originario di Sant'Agata Militello, ordinato sacerdote il 9 luglio del 2005, già vice parroco presso la parrocchia Santa Lucia di Mistretta, sostituirà don Antonino Coppolino, andato in pensione per raggiunti limiti d'età.
Don Vincenzo inizierà ufficialmente il suo mandato sabato 8 gennaio alle ore 18, alla presenza di Sua Eccellenza Reverendissima mons. Ignazio Zambito.
Padre Giuseppe Di Martino, invece, 38 anni, originario anch'esso di Sant'Agata Militello, ordinato sacerdote il 3 luglio del 1999, attuale parroco della parrocchia San Michele di Patti e direttore del servizio diocesano di Pastorale Giovanile, sostituirà il parroco don Salvatore Longo, andato di recente in pensione per raggiunti limiti d'età. Don Giuseppe guiderà contemporaneamente le parrocchie cittadine di San Michele e del Sacro Cuore.
La Redazione di PattiOnLine augura ai due giovani sacerdoti di poter guidare con zelo evangelico le comunità cristiane che il Pastore della Diocesi ha loro affidato.