Un incidente stradale si è verificato ieri intorno alle 13.00, all'incrocio tra la via Mostazzo e via Agliastri. A scontrarsi una vettura Alfa Romeo, che procedeva in direzione Mostazzo ed un motorino che saliva da Marina di Patti.
Ad avere la peggio è stato il conducente del motorino, un giovane di 16 anni, che è stato accompagnato da un automobilista in transito al pronto soccorso del ''Barone Romeo'' dove gli hanno medicato alcune ferite.
Non è la prima volta che in quell'incrocio si verificano incidenti. Chi sale da Marina di Patti o dalle abitazioni di via Agliastri deve fermarsi allo stop per dare la precedenza a chi deve percorrere la via Mostazzo. Sarebbe forse più opportuno, invece, che in quel tratto di strada (dalla via Agliastri sino all'incrocio con la strada provinciale per Patti centro - Montagnareale) si realizzasse un senso unico. Così facendo si eviterebbero incidenti, poiché chi proviene da via Agliastri, giunto dove attualmente c'è lo stop, non avendo auto provenire da sinistra potrebbe passare tranquillamente senza doversi fermare in salita. Logicamente per chi proviene da via Mustazzo dovrebbe essere installato un segnale di stop, per dare la precedenza a chi proviene da via Agliastri. Per raggiungere la via Mustazzo, infine, bisognerebbe percorrere la via Agliastri e poi svoltare a destra. Questa soluzione, in effetti, è la più logica in quanto il transito veicolare è maggiore sulla via Agliastri, utilizzata giornalmente da centinaia di veicoli, mentre la via Mustazzo è transitata solo dai pochi residenti.
Vasto servizio di controllo del territorio nel fine settimana da parte dei carabinieri di Patti.
Un commerciante è stato denunciato all'autorità giudiziaria presso la locale Procura per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Il commerciante, secondo quanto accertato dai militari dell’Arma, avrebbe disatteso l’ordinanza sindacale emessa dall’amministrazione comunale pattese, con la quale era stato disposto il divieto, dopo le ore 22.00, di somministrazione e vendita, anche per asporto, di bevande in contenitori di vetro.
Il titolare di un lido balneare ubicato sulla riviera pattese, un uomo di 44 anni, invece, è stato denunciato per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone; i carabinieri lo hanno trovato ad esercitare attività musicali oltre l’orario consentito.
Per tre automobilisti, di età compresa tra i 22 ed i 46 anni, invece, è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza, in quanto il loro tasso alcolemico era superiore agli 0,8 g/l (parametro soglia da cui scatta la denuncia penale), mentre per un quarto automobilista, sottoposto ad accertamenti clinici, è scattata una denuncia per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Infine i Carabinieri hanno elevato 16 contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada, per un importo complessivo di 4.163,67 euro; sottratto 96 punti dalle patenti di guida, ritirato 4 patenti di guida e 2 carte di circolazione.
Un canile abusivo è stato posto sotto sequestro ieri mattina in contrada Mulinello dai carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) di Catania, coadiuvati dal personale del servizio di medicina veterinaria dell'Asp di Patti e Messina, dai carabinieri del nucleo Radiomobile e da quelli del nucleo Operativo, agli ordini rispettivamente del maresciallo Giuseppe Di Bella e del luogotenente Giovanni Pascale, coordinati dal capitano Angelo Zito, e dagli agenti della polizia locale, presente l'ispettore capo Giuseppe Ricciardi.
All'interno della struttura vi erano custoditi 104 cani. Precari i rifugi dove venivano rinchiusi i cani di varie taglie. Alcuni animali oltre ad insofferenze dovute proprio alla carenza di spazio dove potersi muovere, presentavano vistose ferite.
L'intera area, che si estende per oltre 15 mila metri quadri, già posta sotto sequestro sanitario nel maggio dello scorso anno con un'ordinanza del sindaco Venuto, si trova in una zona dove insistono anche civili abitazioni. Varie negli anni le denunce alle autorità per la struttura abusiva, comprese quelle del presidente della locale sezione della Lida (Lega italiana dei Diritti dell'Animale), Marina De Liguori.
I carabinieri lunedì prossimo ritorneranno nella struttura per stabilire dove dover trasferire i cani randagi.
Nel canile abusivo i militari hanno trovato anche i ''famosi'' tre cani del signor Campisi. Come si ricorderà, alla morte del proprietario questi cani rimasero abbandonati all'interno dell'abitazione dell'uomo, a Marina di Patti. Numerose furono le proteste e le richieste di intervento al Comune. Anche sul noto social network facebook la questione venne sollevata, ricevendo la solidarietà di molti. Un gruppo di volontari giornalmente si recava dietro il cancello dell'abitazioni a portare da mangiare ai cani. Scattarono anche segnalazioni all'autorità giudiziaria. Alla fine il Comune decise di incaricare un'associazione per farsi carico di trasferire i tre animali in una struttura. Purtroppo, però, a quanto pare, i 3 cani vennero rinchiusi proprio nel canile posto sotto sequestro dallo stesso Comune. Proprio per questi fatti in futuro ci potrebbero essere degli sviluppi.
Nuova operazione a tutela dell’ambiente dei Carabinieri della Compagnia di Patti, che hanno sequestrato una discarica abusiva realizzata nell’alveo del torrente “Librizzi”.
A termine di una lunga e scrupolosa attività di indagine, i militari della Stazione CC di Librizzi sono risaliti ai responsabili di un vero scempio ambientale, costituito da colate di cemento solidificate che ostruiscono quasi completamente il passaggio delle acque all’interno del torrente.
Dopo una serie di appiattamenti, gli investigatori hanno rilevato che gli autisti delle autobetoniere di una nota ditta di calcestruzzi sita sulla SP 122 che collega Patti a Librizzi, alla fine della giornata, dopo aver lavato i mezzi, portavano a scaricare le acque di lavaggio direttamente nel torrente. Le acque scendevano a valle, mentre sul letto del fiume rimanevano i conglomerati residui che al sole si solidificavano giorno dopo giorno, fino a dare luogo ad un vero argine in cemento che ostruisce quasi completamente il passaggio delle acque.
Addirittura per consentire il facile accesso ai camion all’interno del greto, veniva periodicamente inviata una pala meccanica che spazzava via il cemento solidificato, lasciando lo spazio per i nuovi scarichi.
L’operazione, sviluppatasi nell’ambito di un più vasto piano di monitoraggio del territorio finalizzato alla prevenzione dei reati in materia ambientale, disposto dal Comando Provinciale di Messina, ha avuto l’epilogo venerdì pomeriggio quando assieme alla Stazione CC di Librizzi è giunto sul posto personale dell’Arpa di Messina e del Genio Civile-Demanio fluviale di Messina.
Occorre precisare che, dei varchi creati dalla ditta per consentire l’accesso ai suoi camion, avevano approfittato anche altri ignoti malfattori che hanno scaricato in quei siti vari rifiuti speciali quali materiali inerti, pneumatici ed elettrodomestici.
Tutta l’area per un totale di 4000 mq è stata sottoposta a sequestro. Ora chiunque violerà i sigilli con nuovi scarichi, rischia di essere arrestato. Sono state sequestrate tutte le 8 betoniere( del valore complessivo di circa 400.000 Euro) che i Carabinieri hanno notato scaricare e manovrare sugli argini del fiume.
Le indagini hanno consentito di risalire agli autori degli scarichi illeciti che sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Patti per i reati di Getto pericoloso di cose, Distruzione e deturpamento di bellezze naturali, Attività di gestione di rifiuti non autorizzata.
Tra loro, oltre all’Amministratore Unico e socio della ditta di calcestruzzi in questione, C.G. classe 1972, di San Piero Patti, anche l’altro socio della ditta e 6 autisti la cui posizione è però al vaglio dell’A.G..
Il GIP del Tribunale di Patti, su richiesta della locale Procura, oltre a convalidare il sequestro degli 8 mezzi notati direttamente dai Carabinieri mentre scaricavano le acque cementizie, ha anche disposto il sequestro preventivo di tutte le altre macchine in uso alla stessa ditta ritenendo concreto il pericolo che la disponibilità dei mezzi possa aggravare e protrarre le conseguenze dei reati ed agevolare la consumazione di ulteriori fatti illeciti. Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione di Librizzi hanno quindi notificato a C.G. il decreto di sequestro di ulteriori 4 mezzi di proprietà della ditta di cui è amministratore unico. Il sequestro preventivo dei mezzi è stato disposto in quanto in tema di trasporto illecito di rifiuti, in caso di condanna, il d.lgs. 152/2006 prevede obbligatoriamente la confisca del mezzo di trasporto, che nel caso di specie sono le betoniere.
Il Procuratore capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, Rosa raffa, ha affidato l’incarico al consulente tecnico che procederà in incidente probatorio ad accertare se sussista un nesso di causalità tra il mancato intervento del Canadair in località “Moreri” del Comune di Patti il 22 agosto del 2007 e la propagazione dell’incendio che poi causò la morte di 6 persone che si trovavano presso l’agriturismo “Rifugio del Falco”.
La perizia stabilirà se l’intervento tempestivo dei mezzi aerei poteva evitare il propagarsi dell’incendio che poi nel pomeriggio di quella domenica di 2 anni fa travolse anche l’agriturismo uccidendo 6 persone.
A maggio scorso la Procura aveva chiesto al GIP del Tribunale di Patti l’autorizzazione a procedere all’incidente probatorio di cui è stato dato avviso di garanzia a tutte le parti coinvolte, compresi i dipendenti del Corpo Forestale della Regione Sicilia, che gestirono l’emergenza perché di turno quel giorno.
Per quei fatti è indagato anche il titolare dell’agriturismo, Santi Anzà, cui vengono contestati i reati di omicidio colposo e inosservanza delle disposizioni di legge riguardanti la prevenzione, la sicurezza e la salute sul posto di lavoro.