Proposte di Confartigianato per far uscire Patti dall'immobilismo
Molti anni fa Patti era un centro economico di riferimento per tutta la provincia di Messina capace di attirare cittadini, imprenditori e commercianti da tutto l’hinterland nebroideo e costiero. Grazie alla presenza di numerose uffici pubblici, scuole, importanti luoghi turistici e la presenza di attività commerciali era in grado di favorire lo sviluppo socio-economico del territorio.
Da alcuni anni, però, altri centri sono cresciuti commercialmente e turisticamente riuscendo ad attrarre sempre più consumatori e turisti verso di loro, attraverso efficaci attività di marketing, politiche di prezzo, proposte commerciali concorrenziali, sevizi e quant’altro. Così Patti ha perso, quindi, per svariati motivi, la sua prerogativa di centro di riferimento. In un contesto simile, la difficile congiuntura economica mondiale non ha fatto altro che aggravare una situazione già altamente compromessa, limitando ulteriormente i consumi e le abitudini di spesa. Sono moltissime, infatti le imprese artigiane, le PMI presenti nel territorio sono in grosse difficoltà. Alcuni hanno dovuto licenziare personale, altre sono addirittura a rischio di chiusura. Il numero di giovani disoccupati della zona aumenta in maniera esponenziale, lasciando loro una sola possibilità emigrare verso le regioni del Nord a caccia di un’opportunità di lavoro.
Che non sia un momento particolarmente felice per l’economia è ben chiaro a tutti, in Sicilia, In Italia, come nel resto del mondo. Il problema di Patti, però, sembra essere l’assoluta mancanza di un progetto a breve, media o lunga scadenza, che possa riavviare lo sviluppo, la crescita di nuove imprese e l’incremento dei turisti. Il territorio di Patti è ricco dal punto di vista storico, artistico e culturale, geograficamente vicino alle Isole Eolie. Comprende Tindari con l’incantevole e suggestivo Santuario con la bellissima Madonna Nera, l’area archeologica e i laghetti di Marinello, la Villa Romana di Patti Marina, la Cattedrale con un caratteristico centro storico, le bellissime spiagge ed i lungomare di Patti Marina e di Mongiove. Un territorio dal simile patrimonio artistico e naturalistico dovrebbe trovarsi in una situazione migliore rispetto a quella in cui si trova oggi.
Per tentare di uscire dalla fase di stallo ed immobilismo in cui versa il territorio, Confartigianato Imprese Messina, ha studiato alcune proposte che potrebbero ravviare lo sviluppo di Patti, con i comuni limitrofi, come Librizzi, Montagnareale, San Piero Patti, Raccuja, Ucria, Gioiosa Marea e tanti altri centri della zona.
Il piano particolareggiato del centro storico, deve prevedere agevolazioni per la realizzazione di botteghe, per il recupero edilizio, urbanistico, ambientale e sociali dei quartieri degradati e abbandonati.
Per informare e orientare i giovani sulle varie opportunità esistenti nel territorio. Oltre all’organizzazione di azioni di comunicazioni ed orientamento, lo Sportello Informagiovani potrà essere messo in collegamento con lo sportello per l’Impiego Regionale.
Agevolazioni economiche o fiscali a chi le trasforma un abitazione in attività commerciali..
Sarebbe opportuno studiare un piano di sviluppo commerciale per un territorio meta di milioni di visitatori. Sarebbe opportuno, inoltre, integrare le offerte turistiche di Patti con quelle di Tindari.
Per fornire le capacità di attirare clienti, favorendo così la crescita delle aziende e di conseguenza la crescita dell’occupazione locale.
I referendum su ATO rifiuti e sull’ATO idrico promossi dall’Associazione Consumatori Siciliani presentati presso il Comune di Patti non sono stati accolti in quanto riguardanti materie regolate da leggi statali e regionali e perché il comune ha posto in essere degli atti amministrativi che non possono essere abrogati: Delibera del Commissario ad Acta del Comune di Patti n. 88 del 20 dicembre 2002; delibere del Consiglio Comunale di Patti n. 34 e 35 del 6 ottobre 2001 e del 21 novembre 2001.
L’Associazione Consumatori esprime la propria delusione e amarezza anche per il fatto che per l’ennesima volta la giunta Venuto e la sua maggioranza hanno sottovalutato l’importanza del problema, chiudendosi dietro un muro di silenzio e d’incapacità ad affrontare i problemi della città.
La Sezione di Patti del Partito Democratico, a seguito dell’approvazione delle norme che obbligano i Comuni alla “privatizzazione” dell’acqua entro il 31/12/2010, chiederà al Consiglio Comunale, tramite i propri consiglieri, di modificare lo statuto ribadendo che l’acqua non è “privatizzabile”.
Riceviamo a pubblichiamo una lettera aperta alla città di Sebastian Recupero (nella foto in basso), di "Sinistra Ecologica e Libertà",
Una nuova vita, per questa città, è possibile solo con una nuova cultura sociale e legalitaria. Fino a quando le vecchie strutture e le vecchie gerarchie continueranno a rigenerarsi, dovremmo rassegnarci allo status quo. Cosa che invece non possiamo più permettere. Nell'azione che ci deve vedere lanciare con forza la rinascita sociale e culturale di Patti, il ruolo dei giovani è fondamentale. Ma se i giovani, corrotti dal sistema sociale e dalle equazioni politiche attuali, sono giovani solo nell'aspetto, mentre sono già vecchi e marci nella mente e nel cuore (come molti degli attuali), non c'è più speranza.
I sottoscritti Consiglieri Comunali,
Consiglio Comunale in seduta di prosecuzione. Minoranza quasi al completo, Maggioranza presente con alcuni consiglieri. Quei consiglieri che tutte quelle volte che l'Opposizione abbandona l'aula, facendo mancare il numero legale, criticano quel comportamento, gridando alla vergogna, alla mancanza di responsabilità, allo spreco di denaro pubblico, non c'erano, erano assenti.